Il latte umano è l’alimento normale per i bambini. Da sempre la natura ha predisposto un alimento completo ed unico per i cuccioli di uomo che risponda in maniera ineguagliabile ai loro bisogni. Il latte materno è specie-specifico, cioè non solo è adatto alla specie umana ma anche ogni mamma produce il latte specifico per il suo bambino.
Si è constatato infatti che la composizione del latte materno nelle mamme che avevano allattato più figli era differente per ciascun figlio. (vedi anche la faq Quali sono i principali costituenti del latte materno?)

Puoi approfondire questo argomento contattando una Consulente de La Leche League e consultando le pubblicazioni de La Leche League.

Il latte materno è composto da anticorpi, grassi, proteine, zuccheri, aminoacidi, vitamine, minerali, ormoni e anche cellule vive tra le quali le cellule staminali che sembra vadano a “riparare” l’organismo del bambino. Il latte materno è un tessuto vivo come il sangue, e la sua composizione non è ancora completamente conosciuta.
Il latte materno risponde a molti dei bisogni fisici e psicologici del bambino (sete, fame, contatto fisico, sicurezza, calore, conforto), si digerisce facilmente, si adegua all’età del bambino e ai bisogni del momento.
I bambini nutriti con la formula sono maggiormente esposti per frequenza ed intensità, rispetto ai bambini allattati, a numerose malattie infettive come malattie gastrointestinali, infezioni delle vie respiratorie, tonsilliti, otiti, sepsi, meningite, infezioni urinarie e a maggior rischi di malocclusioni dentali.
La nutrizione con formula è associata ad un rischio maggiore di contrarre diverse malattie fra le quali: diabete di tipo 2, colite, obesità, artrite reumatoide giovanile e anche ad un rischio maggiore di SIDS. In caso di patologie lievi come i “malanni di stagione”, il latte materno spesso è l’unico alimento tollerato proprio perché fisiologico.
Inoltre i bambini allattati spesso hanno convalescenza e fasi di recupero più brevi.

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Il latte materno è sempre pronto e alla giusta temperatura, non c’è bisogno di preparare niente.
È comodo quando si è fuori casa con il bambino, in viaggio... Puoi organizzarti come vuoi, partire per una gita o un viaggio senza scorte di formula o il timore di doverlo reperire lontano da casa. Non devi nemmeno preoccuparti che l’acqua diversa lo possa far ammalare, perché un bambino allattato non ha bisogno di acqua supplementare.
È comodo anche in casa e soprattutto durante la notte, perché non è sempre necessario alzarsi per allattare e l’interruzione del sonno può essere minimizzata. Quando il bambino comincia a piangere, il latte della mamma è subito lì, senza necessità di ulteriori liquidi. E il bambino si calma molto presto. Forse i primi giorni potranno essere un po’ in salita perché il neonato può aver bisogno di qualche tempo per imparare a poppare efficacemente e la mamma di un po’ di attenzione ai dettagli, ma con il passare delle settimane mamma e bambino saranno via via sempre più sicuri nella loro relazione d’allattamento.

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I bambini non allattati hanno più disturbi del linguaggio, hanno la mandibola meno bene sviluppata e le mascelle meno allineate, perché i neonati allattati svolgono un efficace esercizio ogni volta che poppano. Questo significa che i bambini nutriti con la formula hanno molte più possibilità di dover ricorrere al lavoro del dentista e agli apparecchi correttivi ortodontici. È possibile approfondire questo argomento leggendo l’articolo del dott. Brian Palmer  Influenza dell\'allattamento sullo sviluppo della cavità orale: un commento

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Nel periodo immediatamente seguente al parto il bambino, quando poppa, stimola le contrazioni uterine: questo evita che la madre abbia grosse perdite di sangue e aiuta l'utero a tornare più rapidamente alle dimensioni originarie.

Questo aspetto, oltre al mancato ritorno delle mestruazioni (che per molte mamme può durare anche per l’intero allattamento) consente alla mamma di ricostituire le scorte di ferro e prevenire l’anemia.

Inoltre le donne che non allattano hanno un maggior rischio di cancro al seno e alle ovaie - i più influenzati dagli equilibri ormonali. Per il tumore al seno la letteratura parla chiaro: il rischio diminuisce del 4,3% per ogni anno di allattamento nelle donne che allattano rispetto a quelle che invece non allattano.

Grazie al particolare equilibrio ormonale allattare aiuta la mamma a prendersi cura del bambino (l’ossitocina è un ormone “altruista” e la prolattina un ormone “materno”).

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