Lo svezzamento mi faciliterà la vita?

Stai pensando allo svezzamento?

Tuo figlio può avere poche settimane o mesi, o essere un bambino grandicello che ancora poppa. Alcune madri decidono di continuare ad allattare finché il loro bambino non ne sente più la necessità: questo viene chiamato svezzamento naturale o guidato dal bambino. Nella società occidentale moderna è abbastanza inusuale, in altre parti del mondo rappresenta invece la norma. A un incontro de La Leche League troverai molte mamme che lo mettono in atto.

Se lo svezzamento rappresenta per te ancora un interrogativo, ossia se ti stai ancora chiedendo se svezzare o no, poniti alcune domande. Sei alle prime settimane e hai delle difficoltà con l'allattamento? Forse ti piacerebbe continuare ad allattare ma ti senti sopraffatta o al momento stai provando disagio? Ricorda che anche autorevoli organismi come l'Accademia di Pediatria Americana (American Academy of Pediatrics) sostengono che i bambini stanno meglio quando sono allattati almeno un anno. Non esitare a chiamare la tua Consulente locale de La Leche League se hai problemi! La Consulente può aiutarti per risolvere alcune difficoltà che puoi incontrare. A volte solo parlare con una mamma esperta che si è già trovata nella tua situazione, che comprende ciò che stai attraversando può essere utile! Tutte le Consulenti de La Leche League hanno allattato almeno un bambino per un anno.

Se il tuo bambino non è più un neonato e vuoi svezzarlo esamina le tue motivazioni. Ti senti legata? Ti è difficile uscire di casa da sola? Se riesci ad imparare a fare più cose con il tuo bambino, forse riuscirai a cambiare ritmo ed eviterai quella sensazione di essere in "trappola". Prova ad usare un marsupio, una fascia o uno zainetto per portare tuo figlio, quando fai la passeggiata quotidiana. Uscire di casa all'aria aperta riduce molto lo stress. Fai amicizia con altre neomamme nel tuo gruppo de La Leche League. Riunendovi durante il mese, telefonandovi o scambiandovi e-mail giornaliere, ti terrai in contatto con il mondo esterno.

Inoltre, quando il tuo bambino è piccolo, è abbastanza semplice uscire con tuo marito e con i vostri amici. Un bambino allattato si può portare ovunque. Puoi andare al ristorante o al cinema. Fate dei turni per tenere il bambino o poggialo sul suo seggiolino, se è ben sazio e contento. Molti bambini si addormentano facilmente poppando al seno in un cinema al buio.

Altri membri della famiglia (spesso una delle nonne) o amici fanno pressioni su di te perché svezzi il tuo bambino? Qualcuno che non ha allattato affatto o l'ha fatto solo per poche settimane può non comprendere i benefici dell'allattamento prolungato. La pagina Come affrontare le critiche altrui: suggerimenti ed argomenti utili può fornirti alcune idee.

Se senti veramente che lo svezzamento faciliterà la tua vita, cerca di immaginare una situazione realistica: avrai comunque un bambino che ha bisogno di essere allattato. Se ha meno di un anno, dovrai confrontarti con una spesa consistente e con la seccatura di dover preparare diversi biberon di formula artificiale al giorno. Il tuo bambino vorrà ancora starti vicino e avrà bisogno di essere confortato nel suo mondo pieno di attività, a volte spaventoso e doloroso. L'allattamento può essere una "bacchetta magica" nel tuo repertorio di genitore. Calma un bambino bizzoso, lo aiuta ad addormentarsi, nutre un bambino malato che può rifiutare altri cibi, è una sicurezza in viaggio, ecc. Anche dopo lo svezzamento, sarai comunque un genitore che è consapevole che il tuo bambino avrà ancora bisogno di te!

Se ti senti veramente stressata e nervosa, puoi cercare aiuto. Puoi trovare qualcuno che intrattenga il bambino mentre sei a casa, per poterti riposare o sbrigare le faccende e il bambino ti può essere portato per essere allattato quando è necessario. Anche ragazzine molto giovani possono essere sorprendenti quanto a spirito materno e responsabilità. E i bambini spesso amano stare con loro perché sono allegre e giocose. I benefici dell'allattamento durano quanto l'allattamento e spesso vanno oltre. Questo è il più grande riduttore dello stress di essere genitori! 

Puoi approfondire questo argomento contattando una Consulente de La Leche League e consultando le pubblicazioni de La Leche League, reperibili presso le Consulenti o scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Come affrontare le critiche altrui: suggerimenti ed argomenti utili

Quando aspettavo la nascita di Martino, ero fermamente convinta che sarei stata una buona madre e che avrei saputo far fronte ai numerosi impegni e problemi che via via si sarebbero presentati con un bimbo piccolo. Non avevo fatto però i conti con la realtà di terrorismo che mi avrebbe circondata facendomi sempre più sentire inadeguata al mio ruolo di madre "animale".

Se Martino piangeva era perché il mio latte certamente non gli bastava, se faceva la "cacca" ad ogni poppata era certamente perché il mio latte era troppo pesante e così via. Tutto questo ha minato profondamente le mie sicurezze facendomi fare numerosi errori: aggiunte, camomille, succhiotti… e tanta delusione per un'esperienza da cui mi aspettavo solo piacere.

(da Tu sei sua madre, di Grazia Tenconi)

Il mio primo bambino è nato il 22 giugno 1993; durante la gravidanza mi ero fatta l'idea che non avrei avuto alcun problema ad allattare perché fin dal sesto mese perdevo latte dai capezzoli (...) Lo portammo alla prima visita dal pediatra che avevo da bambina, il quale disse (...): "Se vuoi allattarlo almeno per i primi 3 mesi attaccalo tutte le volte che vuole". Questa era una novità per me (...); peccato che non mi avesse dato spiegazioni più chiare soprattutto per rendermi meno confusa davanti ai dubbi che tutti i vari "consiglieri" avanzavano (se non hai latte che lo attacchi a fare, devi fare la pausa di tre ore... ecc, ecc.). (...) Quando è nato Elia (...) la musica è stata completamente diversa. (...) Ho respinto con gentilezza tutti i consigli non richiesti e mi sono mostrata fermamente decisa quando qualcuno mi faceva delle obiezioni (non avete idea di quanta gente, addirittura appena uscita dall'ospedale, mi diceva "Ma non avrai intenzione di allattare anche questo per tutto quel tempo!" Domanda: ma a voi che cosa ve ne importa, visto che non è un problema per i diretti interessati, io, marito e figli!!!!!)

(da La storia di Martina, di Martina Carabetta)

Per affrontare le innumerevoli situazioni in cui ci sentiamo criticate o addirittura derise, esistono alcuni argomenti utili da usare nelle discussioni o alcuni suggerimenti su come affrontare le questioni spinose, limitando il più possibile la perdirta di energie preziose.

Ricorda innanzitutto che il tuo atteggiamento ed il tono della voce hanno un ruolo fondamentale nel far sì che gli altri accettino il tuo punto di vista.

1. Parla sempre in prima persona, invece di "attaccare" l'interlocutore direttamente. Per esempio, invece di dire "Tu mi critichi sempre", prova a dire "Preferirei che non fossi sempre pronta/o a criticarmi".

2. Puoi cercare di portare l'interlocutore dalla tua parte dicendo cose tipo:

a) Il tuo sostegno significa veramente molto per me.

b) È impressionante la quantità di ricerche che sono state fatte in questi anni. Magari ti sorprenderai vedendomi fare tutto questo. Spero anch'io di essere in grado di aiutare la mia bambina, quando avrà una famiglia sua...

c) Sono contenta che tu ti preoccupi così tanto per il bambino. Quanto a me, mi sono informata sulla questione e sono contenta della decisione che ho preso. Anzi, sarei felice di raccontarti tutto quello che ho scoperto nel corso delle mie ricerche.

d) Si vede proprio che vuoi molto bene al bambino e che ti preoccupi per lui.

e) Vedo che questo argomento ti sta veramente a cuore.

f) Non dimentichiamo che siamo dalla stessa parte.

g) Ecco qualcosa che mi ha fatto riflettere a lungo.

3. Puoi semplicemente tenere le distanze, con la massima delicatezza

a) Ognuno deve sentirsi libero di prendere le decisioni che ritiene più adatte alla sua personale situazione.

b) Ci ho pensato bene e ritengo che si tratti di una decisione che riguarda me: ti sarei grata se tu mi lasciassi fare.

c) Ognuno deve sentirsi libero di prendere le decisioni che ritiene più adatte alla sua personale situazione.

d) È una decisione molto personale, e io non imporrei mai il mio personale punto di vista a nessuno.

e) I genitori di... siamo noi, e abbiamo preso una decisione.

f) Siamo in un vicolo cieco. Abbiamo opinioni diverse, ma possiamo sempre restare amiche, no?

4. Cita fonti autorevoli per dare forza ai tuoi argomenti

a) Il mio medico sostiene che...

b) L'Organizzazione Mondiale della Sanità ritiene che...

5. Allenta la presa, concedendo qualcosa al tuo interlocutore

a) Sì, è senz'altro un altro modo di affrontare il problema.

b) Sono contenta che abbia funzionato per te e per il tuo bambino.

c) C'è del buono da entrambe le parti...

d) Magari hai ragione.

e) Dammi un po' di tempo per riflettere su quello che mi hai detto.

f) È una cosa che va bene a noi, in questa precisa situazione, ma non è detto che vada bene anche a te.

6. Cambia argomento o dai un nuovo orientamento alla discussione

a) Questo è stato argomento di discussione per generazioni: cerchiamo di non cadere anche noi nella trappola, d'accordo?

b) Penso che stiamo perdendo di vista il nostro obiettivo comune, che è il benessere del bambino. Facciamo un passo indietro.

c) Possiamo discutere di questioni davvero importanti?

d) Mi sa che di questo passo finiremo per tirare in ballo la religione e la politica: non mi sembra un buon argomento di conversazione per noi...

e) Discutere di questo può farmi veramente perdere le staffe. Mi dispiace se sono stata un po' dura. Meglio cambiare argomento.

f) Perché non troviamo un compromesso? Tu non parli più di questo e io smetto di criticare il tuo modo di guidare.

7. ...limitati a sorridere :-)

 

Come prevenire le critiche

1. Usa la massima discrezione

2. Non gettarti in discussioni che preferiresti evitare

3. Evita di affrontare l'argomento se pensi che il tuo interlocutore sia in disaccordo con te. Piuttosto, concentrati su temi e argomenti che vi vedono su posizioni comuni

4. Dai delle spiegazioni su ciò che fai, prima che ti vengano richieste. Fallo con gentilezza, e mostra ai tuoi interlocutori che ciò rende felici sia te che il bambino. E sii tollerante nei confronti delle decisioni prese dagli altri

5. Mostra sicurezza e serenità nel fare le cose, anche se magari non ti senti né troppo sicura né troppo serena. Non esprimere i tuoi dubbi a persone che sai essere in disaccordo con te.

Infine:

1. Resta al di sopra delle critiche, cercando però il più possibile di non metterti al di sopra delle persone: è sempre meglio replicare con argomenti positivi e non minacciosi. Nel metterti al di sopra delle critiche, cerca di non dare troppa importanza alle cose.

2. A volte è meglio ignorare il contenuto della critica e prendere in considerazione la sua fonte: spesso le persone si mettono sulla difensiva e attaccano gli altri, semplicemente perché si comportano in modo diverso dal loro.

Se prevedi di trovarti in situazioni nelle quali le tue scelte verranno messe in discussione, puoi prepararti in anticipo. E quando ti trovi nel bel mezzo di una situazione difficile, fermati un momento e fai un bel respiro prima di rispondere.

Puoi approfondire questo argomento contattando una Consulente de La Leche League e consultando le pubblicazioni de La Leche League, reperibili presso le Consulenti o scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.