Che cos'è il colostro? Fa bene al mio bambino in qualche modo?

Il colostro è il primo latte che il tuo seno produce nei primi giorni di allattamento. Questo latte speciale è povero di grassi e ricco di carboidrati, proteine e anticorpi per aiutare tuo figlio a mantenersi sano. È estremamente facile da digerire e dunque è il cibo perfetto per il tuo bambino. È scarso in quantità ma di elevato contenuto nutrizionale per il neonato. Il colostro ha un effetto lassativo sul bambino: aiutandolo ad eliminare le prime feci, contribuisce all'espulsione dell'eccesso di bilirubina ed aiuta a prevenire l'ittero.

Se allatti il tuo bambino precocemente e spesso, il tuo seno comincerà a produrre latte maturo verso il terzo o quarto giorno dopo la nascita. Il tuo latte poi aumenterà in quantità e comincerà ad apparire più liquido e di colore più chiaro. In questi primissimi giorni è molto importante allattare il neonato a richiesta e spesso (in genere 9 - 12 volte nelle 24 ore). Questo permette a tuo figlio di ricevere tutti i benefici del colostro e di stimolare la produzione di un'abbondante quantità di latte maturo. L'allattamento frequente inoltre previene l'ingorgo.

Il tuo colostro fornisce non solo un nutrimento perfetto su misura per le esigenze del neonato ma anche una grande quantità di cellule vive, globuli bianchi protettivi in grado di distruggere batteri e virus che causano malattie. La concentrazione di fattori immunitari è molto più alta nel colostro che nel latte maturo. Il colostro funziona in realtà come un vaccino naturale e sicuro al 100%. Contiene notevoli quantità di un anticorpo chiamato immunoglobulina secretoria A (IgA), una sostanza “nuova” per il neonato. Prima di nascere il tuo bambino ha ricevuto i benefici di un altro anticorpo, chiamato IgG, attraverso la placenta. Le IgG funzionavano attraverso il sistema circolatorio del bambino, ma le IgA lo proteggono nelle parti del suo corpo che sono più soggette all'attacco dei germi, come le membrane mucose della gola, dei polmoni e dell'intestino. Il colostro in particolare gioca un ruolo molto importante nel tratto gastrointestinale del bambino. Gli intestini di un neonato sono molto permeabili: il colostro “sigilla” le pareti rivestendo come una vernice il tratto gastrointestinale, con una barriera che previene al massimo la penetrazione di sostanze estranee e l’eventuale sensibilizzazione del bambino a cibi mangiati dalla madre.

Più tardi, quando starai producendo latte maturo per il bambino, la concentrazione di anticorpi nel latte sarà minore, ma il tuo bambino prenderà quantità maggiori di latte, pertanto la sua copertura immunitaria resterà adeguata.

Le proprietà immunitarie del latte materno non scompaiono con il colostro. Infatti, più a lungo il tuo bambino riceverà il tuo latte, maggiore protezione immunologica avrà contro molti e diversi virus e batteri.

Puoi approfondire questo argomento contattando una Consulente de La Leche League e consultando le pubblicazioni de La Leche League.

Allattare un bambino sonnolento

Di Françoise Railhet; da Les dossiers de l’Allaitement n. 34 Gennaio Febbraio Marzo 1998, pubblicato originariamente ne L'Allattamento Moderno n. 19, 1998, (revisione e aggiornamento luglio 2009)


Quando un bimbo è sonnolento e sembra disinteressarsi al seno, sia i genitori sia il personale medico giustamente si allarmano. Naturalmente capita che bambini dormiglioni siano molto attivi al seno e crescano bene. Per quelli non c’è bisogno di cambiare nulla, è sufficiente lasciarli vivere secondo il loro ritmo.

Ma ci sono anche bimbi che dormono al punto di lasciarsi “tranquillamente” deperire, e queste situazioni si aggravano sempre più con l’aumentare della sonnolenza del neonato causata dalla disidratazione e dalla malnutrizione.

Diversi fattori possono rendere un bambino sonnolento: gli analgesici somministrati alla madre durante il travaglio, lo stress della nascita, le caratteristiche individuali, la sovrastimolazione del bambino, un'ipotonia, un’immaturità transitoria del sistema nervoso, un ittero più forte della media…

Alcuni bambini sembrano dormire continuamente per sottrarsi ad una realtà troppo stressante per loro. Questi bambini saranno spesso più attivi al seno, o sembreranno voler poppare continuamente, piangendo se li si allontana, e riaddormentandosi dopo qualche movimento di suzione quando li si rimette al seno. [NdR: questo comportamento può anche essere segno di una difficoltà di suzione o posizionamento al seno].

Se un bambino dormiglione presenta un problema di peso, bisognerà prestare attenzione a che sia nutrito sufficientemente, per non fargli correre il rischio di disidratazione o di malnutrizione. Dovrebbe essere svegliato per essere messo al seno da 10 a 12 volte almeno nelle 24 ore, compresa la notte, cioè ogni almeno due ore (l’intervallo tra due poppate è calcolato dall’inizio di una poppata all’inizio della successiva). La sua attività al seno deve essere valutata attentamente, così come il suo stato di salute generale. Bisogna notare che questi bimbi spesso sono più attivi al seno di notte, sia perché sono meno stressati grazie alla calma notturna, sia perché di notte la madre ha un flusso maggiore di latte, o per entrambe le cose.

QUALCHE SUGGERIMENTO PER AIUTARE A PREVENIRE O A SUPERARE IL PROBLEMA

- Dopo la nascita il bambino deve stare con la mamma, e non occorre intervenire in alcun modo fino al momento in cui il bambino non avrà poppato. Bisogna essere pazienti se la madre ha partorito sotto analgesici: gli studi hanno dimostrato che il comportamento del bimbo è più disorganizzato in questo caso, e che la disorganizzazione può durare alcuni giorni e in certi casi alcune settimane.

- La madre e il suo bambino non dovrebbero essere separati durante il soggiorno nel reparto di maternità. Evitare di dare biberon e ciucci che potrebbero confondere la suzione del bambino.

- Il contatto pelle a pelle dovrebbe essere attuato il più spesso possibile. Il bambino può essere messo direttamente sul petto della mamma, con addosso solamente un pannolino, avvolgendo eventualmente entrambi in una camicia o in uno scialle. Il corpo della madre provvede ampiamente al bisogno di calore del bambino. La mamma può metterlo al seno nel momento in cui egli manifesta il desiderio di poppare, ben prima che si metta a piangere.

- La mamma deve essere informata su quali sono i primi segnali che indicano il desiderio di essere messo al seno: rumori di suzione, movimenti veloci degli occhi, movimenti delle labbra e della lingua, il portare la mano alla bocca, movimenti del corpo... anche se il bambino è sonnolento questi segnali indicano che è nella fase di sonno leggero e può essere messo al seno con successo. È invece inutile tentare di mettere al seno un bimbo nella fase di sonno profondo.

- La mamma dovrebbe mettere il bimbo al seno prima che sia tanto affamato da piangere: quando un neonato è arrivato a questo stadio spesso sarà troppo stanco o troppo agitato per voler o poter poppare correttamente. In questo caso dargli un po’ di latte facendolo succhiare al dito potrà aiutarlo a calmarsi e a ristabilire una suzione efficace. Solo successivamente si potrà attaccarlo al seno.

- Non coprire troppo il neonato, perché il calore ha un effetto sedativo. Può essere utile variare la luminosità dell’ambiente, parlargli, tentare di avere un contatto visivo con lui… Se fa fatica a svegliarsi, si può cambiarlo, massaggiarlo, fargli il bagno, fargli muovere le braccia e le gambe, metterlo in posizione verticale, metterlo a sedere sulle ginocchia, coricarlo e poi ritirarlo su a sedere diverse volte di seguito, passargli un panno fresco sul viso…

- A volte è utile provare diverse posizioni. Cambiare seno quando il bimbo sembra disinteressarsi alla poppata e sta per addormentarsi. Massaggiare circolarmente la testa del bimbo mentre poppa. Parlargli durante la poppata, lodarlo ogni volta che poppa efficacemente.

- Per incoraggiare il bimbo a prendere e poi tenere il seno in bocca si può provare a dargli del latte con l’aiuto di una siringa di plastica o di un tubicino (del DAS) mentre è al seno. Questo tipo di aiuto deve essere però solo temporaneo: se entro 24 ore non si constata nessun miglioramento nell’attività del bambino al seno, va fatta un’accurata valutazione della situazione.

- La mamma può comprimere il seno mentre il bambino succhia. Diversi studi hanno dimostrato che questo permette al bimbo di ottenere una quantità maggiore di un latte più ricco di grassi. La mamma può anche tirare delicatamente indietro il seno, quando il bambino sembra addormentarcisi sopra, per incoraggiarlo a ricominciare a poppare (chiaramente questo si può fare solo se la madre non ha problemi di capezzoli dolenti).

- In alcuni casi (rifiuto del seno, confusione seno-tettarella…), l’utilizzo temporaneo di copricapezzoli o di un DAS può aiutare il bambino. Poiché però i rischi legati ad un utilizzo inappropriato di questi metodi sono elevati, la situazione deve essere seguita molto da vicino e questi sistemi devono essere utilizzati per il minor tempo possibile.

- Probabilmente raccomandare alla mamma di tirarsi il latte non è sempre realmente necessario. Tuttavia quando la madre ha un ingorgo massiccio e/o se il bambino ha una suzione poco o nulla efficace, tirare il latte può essere indispensabile per stimolare la produzione del latte e fornire al bambino un’integrazione di latte materno.

- Molto spesso è d'aiuto farsi un bagno con il neonato. L’ambiente liquido incoraggia molti bimbi a poppare. È importante anche tenere il più spesso possibile addosso il bambino in un marsupio o in una fascia.

- La mamma deve imparare valutare se il suo bimbo riceve latte a sufficienza: occorre vedere e/o sentire il bambino deglutire regolarmente per un periodo di tempo sufficientemente lungo, controllare l’urina e le feci (come minimo, dal terzo giorno in poi, durante le prime settimane da 5 a 6 pannolini bagnati al giorno e 3-5 evacuazioni di feci molli o liquide).

Se all’uscita dal reparto di maternità l’allattamento non è ben avviato, dopo il ritorno a casa deve assolutamente essere assicurato un attento controllo.

Bibliografia:

M. Walker, Breastfeeding the sleepy baby. JHL 1997; 13: 151-53.

Feuilliet, Porter son bébé. F016.

Prévenir la déshydratation chez le bébé allaité. Dossiers de l’Allaitement n. 31, pag 24.

Deshydratation chez un nourrisson allaité. Dossiers de l’Allaitement n. 28, pag16.

Supplémenter les bébés allaités: quand, pourquoi, comment? Dossiers de l’Allaitement n. 26, pag16.

Stagnation staturo-pondérale et prise de poids lente. Dossiers de l’Allaitement n. 22, pag 22.

Pas assez de lait ou pas assez de soutient? Dossiers de l’Allaitement n. 22, p.4.

Bibliografia italiana:

La Leche League Italia, L’arte dell’allattamento materno. La Leche League Italia 2005, pp. 158-59.

Mohrbacher N., Stock J. Allattamento al seno: il Libro delle Risposte. vol.1, La Leche League Italia 2004, pp. 83-86.

Zeretzke K. Aiutare una madre il cui bambino rifiuta di poppare L'Allattamento Moderno n. 30, 2000

Tradotto da Barbara Crosetto

Puoi approfondire questo argomento contattando una Consulente de La Leche League e consultando le pubblicazioni de La Leche League.

In quale posizione devo mettere il bambino al seno?

IN LAVORAZIONE...

Nelle prime settimane, una posizione corretta sia della mamma che del bambino è molto importante per evitare dolori ai capezzoli e consentire al bambino di poppare bene. Le domande legate alle irritazioni ai capezzoli sono tra le più frequenti che le mamme rivolgono alle consulenti de La Leche League e la posizione e l'attacco corretto del bambino al seno contribuiscono a risolvere molti di questi problemi.
Come avrai notato, questa pagina è piuttosto lunga. Le mamme allattano da sempre, ma come spesso accade, ci vogliono molte parole per descrivere compiti apparentemente semplici. Le consulenti de LLL hanno una grande esperienza nel guidare le mamme a trovare la posizione corretta.

Se la preparazione all'allattamento ti sembra un'impresa difficilissima, contatta la Consulente più vicina per avere le informazioni e il sostegno necessari a rendere le cose più facili.

Come trovare la posizione ideale

Trova una posizione comoda per te, che assicuri un solido sostegno alla schiena, quindi appoggia in grembo dei cuscini per sostenere le braccia e posa i piedi su un poggiapiedi o su un grosso libro.

Accosta il bambino a te, in modo tale che non debba girare la testa per arrivare al seno e abbia le anche flesse. La bocca e il naso devono essere rivolti verso il capezzolo.

Se è possibile, chiedi a qualcuno che ti passi il bambino dopo aver trovato una posizione comoda. (Vedi altri dettagli nella sezione "Un passo avanti".)

Sostieni il seno per evitare che prema sul mento del bambino, che deve essere ben appoggiato al seno. (Vedi oltre la sezione su "Come sostenere il seno".)

Attacca il bambino al seno. Stimolalo ad aprire bene la bocca e avvicinalo a te sostenendogli la schiena (non la testa) e facendo in modo che il mento si appoggi bene al seno. Anche il suo nasino riuscirà a toccare il seno.

E ora goditi questo momento!

Se avverti dolore, stacca delicatamente il bambino e riprova. Nelle prime settimane, può essere necessario ripetere più volte questa sequenza. Con un po' di esercizio, e in sintonia con il tuo bambino, troverai la tecnica più adatta a voi. Man mano che acquisisci esperienza nell'allattamento, scoprirai molte posizioni alternative, che potrai utilizzare nelle diverse poppate. Purché tu sia comoda e il bambino riesca a succhiare bene, puoi scegliere la posizione che ti è più congeniale. Prova le quattro posizioni illustrate di seguito. Ricorda: indipendentemente dalla posizione, è molto importante portare il bambino alla stessa altezza del capezzolo. Se la posizione ti costringe a chinarti verso il bambino, rischi di provocare dolore alla schiena, stiramenti al collo o alle spalle o irritazioni ai capezzoli.

La posizione tradizionale

Questa posizione è la più usata dopo le prime settimane mentre all'inizio, la presa di transizione (vedi oltre) ti garantisce maggiore controllo.
Quando allatti tenendo il bambino in braccio o in grembo, questi deve giacere sul fianco, con le spalle allineate alle anche e la bocca alla stessa altezza del capezzolo. Soprattutto nei primi tempi, è consigliabile usare uno o più cuscini per portare il bambino alla giusta altezza e allo stesso tempo sorreggere gomiti e avambracci.
Sostieni il seno con le prese a "U" o a "C" descritte di seguito nella sezione "Come sostenere il seno".
La testa del bambino appoggerà sul tuo avambraccio mentre la sua schiena si troverà tra l'avambraccio e il palmo della tua mano.
Guardando verso il basso, vedrai il fianco del bambino. La sua bocca dovrebbe coprire almeno un centimetro dell'areola (la zona scura attorno al capezzolo). Verifica inoltre che l'orecchio, la spalla e le anche del bambino siano ben allineati.
Nei primi giorni, la testa e il sederino del bambino devono infatti trovarsi alla stessa altezza.

La presa di transizione

Nel corso delle prime settimane, molte mamme trovano molto utile questa variante della posizione tradizionale. In questa posizione, il bambino è sostenuto da un cuscino che lo porta alla stessa altezza del capezzolo. Usa dei cuscini anche per sostenere gomiti e braccia, per non dover sorreggere il peso del bambino e non stancarti durante la poppata.
Se ti stai preparando ad allattare con il seno sinistro, sostieni il seno con la mano sinistra usando la presa a "U". (V. oltre sezione "Come sostenere il seno".)
Appoggia delicatamente la mano destra dietro alle orecchie e al collo del bambino, con indice e pollice dietro a ciascun orecchio. Il collo del bambino è quindi appoggiato tra il pollice, l'indice e il palmo della tua mano, che formano una specie di "secondo collo". Il palmo della tua mano si trova invece tra le scapole del bambino.
Assicurati che fin dall'inizio la sua bocca sia molto vicina al capezzolo.
Quando il bambino spalanca la bocca, spingilo verso di te con la mano destra.
La bocca del bambino coprirà almeno un centimetro dell'areola.  

La presa sottobraccio

Questa posizione (nota anche come presa "da rugby") è ottima per una mamma che ha subito il parto cesareo, perché il bambino è lontano dalla ferita. La maggior parte dei bambini apprezza molto questa posizione, che è molto utile anche nel caso in cui la mamma abbia un forte riflesso di eiezione (o discesa), perché il bambino in questo modo riesce a gestire molto più facilmente il flusso di latte.
Nella presa sottobraccio, sostieni la testa del bambino con la mano, mentre la sua schiena è appoggiata al tuo braccio, posto lungo il fianco, e con l'altra mano sostieni il seno con una presa a "C". (Vedi "Come sostenere il seno", più avanti.)
Il volto del bambino si trova di fronte a te, con la bocca all'altezza del capezzolo.
Il bambino ha le gambe e i piedini sotto al tuo braccio, con le anche flesse e le gambe allungate contro lo schienale a cui sei appoggiata, con le piante dei piedi rivolte al soffitto. (Questo gli impedisce di spingersi facendo forza contro lo schienale).
Anche in questo caso, i cuscini possono aiutare a tenere il bambino nella posizione corretta.  

Allattare sdraiate

Molte mamme trovano che questa posizione sia molto comoda, soprattutto di notte.
Mamma e bambino giacciono di fianco, l'una di fronte all'altro. Puoi mettere dei cuscini dietro la schiena e dietro o tra le ginocchia, per stare più comoda e un cuscino o una coperta ripiegata dietro la schiena del bambino per sorreggerlo ed evitare che rotoli sul fianco.
Invece del cuscino, puoi anche reggere la schiena del bambino con il braccio. Se tiene le anche flesse e orecchio, spalla e fianco allineati, il bambino riuscirà a poppare più facilmente.
Alcune mamme trovano che sia molto utile fare un po' di pratica con questa posizione durante il giorno.        

Come sostenere il seno

Mentre tieni il bambino in una delle posizioni descritte in precedenza, potresti aver bisogno di sorreggere il seno con la mano libera, evitando che il peso delle mammelle gravi sul mento del bambino e facilitandogli la poppata.

La presa a "C": vedi sopra, l'illustrazione della posizione tradizionale e le foto a sinistra. Sostieni il seno mettendo sopra il pollice – ben lontano dall'areola – e le altre dita al di sotto. Le dita devono essere  tenute ben lontane anche dalla bocca del bambino. Questa presa è utile quando si sceglie la posizione sottobraccio o la  posizione tradizionale.

La presa a "U": appoggia  le dita di piatto sotto al seno, con l'indice nella piega che si forma tra il seno e la cassa toracica. Lascia cadere il gomito in modo che il seno sia sostenuto tra il pollice e l'indice. Il pollice si troverà sul lato esterno del seno mentre le altre dita saranno sul lato interno. Questa presa è particolarmente utile quando si allatta nelle posizioni tradizionale e di transizione  

Il bambino è attaccato bene?

Al momento di attaccare il bambino, usa il capezzolo per solleticargli il labbro. Questo lo stimolerà ad aprire bene la bocca (come quando sbadiglia). Direziona il capezzolo verso il palato del bambino e avvicinalo a te facendo in modo che il mento si appoggi al seno.
Come verificare che l'attacco del bambino sia corretto: il suo naso sfiora il seno ha le labbra ripiegate verso l'esterno la sua bocca copre almeno un centimetro della zona attorno alla base del capezzolo. Se l'attacco risulta scomodo o doloroso, inserisci delicatamente il dito nell'angolo della bocca del bambino per staccarlo e riprova.
Quando si offre il seno al bambino, inizialmente succhierà senza deglutire, mentre posiziona il capezzolo in bocca e "segnala" al seno di essere pronto per l'emissione del latte.
Non appena riceve il latte, vedrai mandibola e mascella in movimento, fino all'orecchio e gli vedrai fremere le tempie. Inoltre lo sentirai deglutire prima rapidamente, poi più lentamente, man mano che il suo appetito viene soddisfatto.  

Puoi approfondire questo argomento contattando una Consulente de La Leche League e consultando le pubblicazioni de La Leche League.

Come si sceglie un tiralatte?

Prima di decidere se è necessario acquistare un tiralatte e scegliere il modello, è importante avere chiaro l'uso che si intende farne.

Infatti, ci sono donne che hanno capito di non avere bisogno di un tiralatte dopo avere scoperto quanto sia facile portare con sé un bambino allattato. Altre mamme invece devono lasciare il bambino per alcune ore durante il giorno e hanno in qualche modo bisogno di tirarsi il latte. E altre ancora si trovano perfettamente a proprio agio tirandosi il latte manualmente.

Se hai effettivamente bisogno di un tiralatte, puoi scegliere tra molti tipi disponibili. Scegliere il tiralatte più adatto è un po’ come scegliere una borsa: ci sono molti tipi e modelli, e quello che va bene per una donna non è necessariamente il meglio per un’altra. Alcuni aspetti da considerare quando si deve scegliere un tiralatte sono il costo, la facilità di trasporto e di uso e l’efficacia.

I tiralatte manuali, più utili per chi si toglie il latte occasionalmente, di solito sono facili da utilizzare, sono piuttosto piccoli e facili da portare con sé. Alcuni richiedono due mani, altri funzionano solo con una mano. I tiralatte manuali con la pompetta in gomma, che ricordano il clacson di una bicicletta, NON sono consigliati.

Ci sono anche piccoli tiralatte elettrici di varie marche, alimentati a batterie o con un trasformatore. Sono tutti piuttosto piccoli e maneggevoli, ma non tutti sono silenziosi.

Quando c’è bisogno di spremere grandi quantità di latte in poco tempo, forse è meglio utilizzare tiralatte elettrici automatici di normali dimensioni (detti anche tiralatte professionali, disponibili anche negli ospedali per le mamme con bimbi ricoverati), che riproducono più fedelmente il ciclo di suzione-rilascio caratteristico del bambino, mentre nei tiralatte più piccoli l'aspirazione è continua. Molte donne che li hanno usati riconoscono che sono molto pratici e silenziosi anche se non particolarmente comodi da portare con sé. Di solito possono essere noleggiati (si prende in prestito il motore, mentre tutti i pezzi che vengono a contatto con il corpo della mamma e con il latte devono essere acquistate) e il loro costo è variabile.

Un’altra possibilità per le madri che necessitano di estrarsi il latte in modo costante è rappresentata dai tiralatte elettrici automatici di nuova generazione. Questi ultimi sono piuttosto cari e sono destinati dalle case produttrici ad un utilizzo esclusivamente personale. Sono contenuti in valigette dal design accattivante e sono dotati di tutti gli accessori necessari per estrarre il latte da entrambi i seni contemporaneamente. Sono ideali per le madri che lavorano fuori casa.

In genere, nei casi in cui sia necessario aumentare sensibilmente la produzione, o per tirarsi il latte per un bambino prematuro o in altre situazioni in cui il bambino non poppa quindi non fornisce un'adeguata stimolazione al seno, i tiralatte doppi elettrici di tipo ospedaliero (noleggiabili) sono i più adatti.

Per facilitare la scelta, potrebbe essere utile parlare con altre mamme per scoprire se abbiano avuto bisogno di un tiralatte e quale abbiano usato. Chiedi loro quali funzioni si siano rivelate più utili e quali difetti abbiano rilevato.

Tieni presente che in genere i tiralatte sono considerati prodotti di utilizzo esclusivo e personale e che a causa del rischio di contaminazione (è possibile che il latte aspirato venga in contatto con le parti meccaniche interne che non possono essere sterilizzate) non devono essere prestati o presi in prestito, ad eccezione dei tiralatte manuali del tipo che può essere sottoposto a trattamento in autoclave e dei tiralatte elettrici professionali.

Puoi approfondire questo argomento contattando una Consulente de La Leche League e consultando le pubblicazioni de La Leche League.

Il bambino deve seguire orari precisi?

Prima dell'arrivo del bambino, l'andamento delle tue giornate era prevedibile e controllabile.

Da quando la famiglia si è arricchita di un nuovo componente, è cambiato tutto. Molto probabilmente, i ritmi del bambino sono molto diversi da come te li aspettavi. Forse non avevi previsto che ogni bambino è diverso e che ci sono bimbi sani e nati a termine che hanno bisogno di poppare ogni ora mentre altri bimbi crescono benissimo poppando ogni quattro ore. Inoltre, la frequenza delle poppate cambia da bambino a bambino e di giorno in giorno: la vita con un neonato è tutt'altro che prevedibile. Avere strumenti che aiutano ad affrontare le sfide poste dall'arrivo del neonato può rendere meno stressanti i primi giorni.

Ecco alcune idee:

  • Se pensi che una routine preordinata possa servirti a dormire più a lungo, leggi le sezioni dedicate al sonno dei bambini, o acquista il libro Genitori di giorno e di notte, dove troverai anche altre fonti di informazione utili.

  • Se amici o parenti in buona fede ti fanno pressioni per imporre al bambino una serie di regole, valuta se effettivamente questo vada incontro alle sue necessità o risponda alle aspettative degli adulti.

  • Oltre agli amici e ai parenti, potresti imbatterti in metodi educativi che impongono regole molto precise ai bambini al di sotto dell'anno. Come vedrai più avanti, limitare l'accesso al seno in termini di durata e frequenza delle poppate può essere pericoloso per il neonato.

Molte mamme non sanno che il latte materno viene digerito molto rapidamente. Invece di guardare l'orologio, la mamma dovrebbe osservare il suo bambino per capire se ha fame, cercando segni quali il riflesso di ricerca (o di "rooting"), se si morde o si succhia le manine o le dita oppure piange. Inoltre è bene sapere che il pianto è un segno TARDIVO di fame.

Un bambino sano, nato a termine, di solito ha bisogno di poppare ogni 2-3 ore, ossia 8-12 volte nell’arco delle 24 ore. Non bisognerebbe lasciare che un neonato superi l'intervallo delle 3 ore, per due ragioni:

1) per assicurarsi che il bambino mangi abbastanza e non rischi di disidratarsi

 

2) perché il seno sia stimolato a produrre latte a sufficienza.

 

Nelle prime settimane i bambini hanno bisogno di poppare dalle 10 alle 12 volte al giorno: le poppate si diraderanno gradualmente man mano che crescono e aumenta la capacità del loro stomaco (vedi anche Che cos\'è il colostro? Fa bene al mio bambino in qualche modo? ), anche se ci saranno sempre dei periodi in cui la frequenza potrà nuovamente aumentare. Imponendo a un bambino di meno di sei settimane degli orari che gli impediscano forzatamente di nutrirsi al seno almeno ogni 2-3 ore (o persino più spesso durante gli "scatti di crescita") si può correre il rischio di limitare il suo accrescimento di peso. Recenti ricerche hanno dimostrato che limitando la durata delle poppate e riducendone la frequenza non solo si corre il rischio di ridurre la produzione di latte, ma anche di limitarne il contenuto di grassi. L'allattamento a richiesta è quindi il metodo migliore per garantire che la crescita del tuo bambino.

Puoi approfondire questo argomento contattando una Consulente de La Leche League e consultando le pubblicazioni de La Leche League.