L’esperienza “mista” - Allattarne TRE

Questa mamma ha avuto tre gemelli, nati piccolini, ed ha cercato sostegno prima nel sito de LLL e poi direttamente presso le Consulenti per affrontare la situazione con le necessarie informazioni. Le cose non sono sempre andate come lei avrebbe voluto e ad un certo punto la sua scelta si è indirizzata in direzioni differenti dall’allattamento esclusivo. Questo non esclude che avrebbe potuto riuscirci, ma lei stessa analizza con molta chiarezza la situazione. Siamo orgogliose di aver accompagnato questa mamma nella sua meravigliosa ed impegnatissima avventura, e che lei abbia potuto trovare con serenità la sua strada. Abbiamo voluto pubblicare questa storia, anche se non è andata proprio “perfettamente” per quanto riguarda l’allattamento, perché è veramente un esempio di come una mamma si possa informare in anticipo e - sapendo dove vuole arrivare - può cercare le strade per arrivarci (tipo “fare la pazza” per procurarsi un tiralatte); affrontando poi la necessità - sopraggiunta nel tempo - di trovare un equilibrio tra i vari elementi della sua vita con tre bambini, il suo allattamento non è stato “o tutto o niente”, bensì un compromesso di cui la mamma ad oggi è soddisfatta e la Consulente che l’ha seguita anche, perché offrendo informazioni ha aiutato questa mamma ad aumentare le sue conoscenze potendo effettuare una scelta.

Ecco la sua storia - I primi mesi

La prima mail di contatto era un help form con non poche domande iniziali:

Problema: Sono in attesa di 3 gemelli, alla 27esima settimana di gravidanza. Vorrei tanto allattarli tutti, ma non so se ciò sarà possibile assecondando le loro esigenze. L'ideale sarebbe allattarne 1 alla volta ( ma il terzo troverebbe, succhiando da 1 seno che ha già sfamato 1altro bambino, il latte necessario?) Per “equità” ad ogni poppata il terzo gemello dovrebbe essere diverso, ma come si potrebbe rendere questa opzione compatibile con i tempi della loro fame? Sarebbe anche possibile che i tre bimbi si sveglino per mangiare con uno sfasamento temporale, ma in tal caso l’ordine dovrebbe essere sempre lo stesso, e quindi il terzo bambino avere sempre il seno già parzialmente svuotato! Potrei usare il tiralatte, e allattare ogni volta 1 bambino diverso con la bottiglina, ma in tal caso a quale distanza dalla poppata dovrei usare il tiralatte?

La Consulente diede le informazioni necessarie a partire col piede giusto (tirarsi il latte, stimolazione dell'ipofisi, attacco corretto, svuotare i seni, il riflesso di emissione, fidarsi dei bambini, controllo dei pannolini, poche aspettative sulla regolarità dei ritmi della fame, non somministrare le aggiunte con il biberon ma con altri sistemi per evitare la confusione di suzione... Tutte le informazioni che si trovano nel sito nella sezione “Domande e risposte” e che vanno bene per tre bambini o per due, o per uno solo). Qualche settimana dopo…

Ciao! Non so se ti ricordi di me, ti scrissi una mail un po’ di settimane fa circa la possibilità di allattare i 3 gemelli che aspettavo. Ora i tre gemellini sono nati!!! A 31 settimane, quindi un po’ piccolini, dovranno rimanere in TIN (Terapia Intensiva) un bel po’. Io ho fatto la pazza per procurarmi entro le 24 ore dal parto un tiralatte elettrico (l’ospedale l’aveva guasto! e comunque nessuna ostetrica o vigilatrice di infanzia o chi per essa non solo si era preoccupata di fornirmi le informazioni del caso, ma non si presentavano neanche alla mia richiesta di avere un colloquio. Circa 24 ore dopo il cesareo ho iniziato a tirare il latte, con quantità all'inizio veramente scoraggianti… Tra l'altro per i tempi dell'ospedale non è che riuscissi a farlo troppo spesso. Due giorni e mezzo circa dall'inizio di questi tentativi ho notato che le mammelle erano una più dell'altra, tesa e leggermente arrossata. Credo fosse la cosiddetta montata lattea!.

Premesso che tirare il latte per me è snervante e che, dovendo recarmi 2 volte al giorno dai miei piccoli (e perdendo 3 ore alla volta), non riesco a farlo con troppa frequenza... La mia domanda principale è questa: meglio poco tempo ma a distanza più ravvicinata (20 minuti ogni 3/4 ore, tirando contemporaneamente da entrambe le mammelle) oppure più tempo, fino allo svuotamento completo del seno, ma a distanza maggiore? Ed è normale che da un seno esca, ad ogni tirata, sempre il doppio della quantità rispetto all'altro seno? E, per quanto riguarda la notte, è meno dannoso per la produzione di latte far passare tanto tempo tra l'ultima poppata della sera e la prima del mattino oppure essere completamente distrutta dal sonno?

Help me, vorrei tanto che quando i miei bimbi arriveranno tra le mie braccia possano trovare qualcosa da succhiare con la loro boccuccia bella!!!

Dopo un altro giro di informazioni sulla quantità di svuotamenti necessari (diversi da donna a donna, e che comunque devono simulare il più possibile i ritmi di un bambino che succhia, necessità di stimolare con frequenza il seno e di conseguenza l’ipofisi, iniziare per qualche tempo dal seno che produceva meno,  utilizzare se possibile un tiralatte ad attacco doppio, estrazione del latte con  le mani per stimolare l’ipofisi anche in più momenti durante la giornata), e tanto sostegno, un’altra mail:

La femminuccia è nata di 1500g, fin dall'inizio è stata quella che sta meglio, secondo me è lei la birbante che ha deciso che era arrivato il momento di uscire! È una capellona esagerata, nel sonno sta sempre con le labbra a succhiare, infatti è quella che mangia di più. Potenzialmente è quella che sta meglio, ma dato che è la più piccolina non so se potranno darmela prima degli altri. Il secondo nato è un potenziale rosso (mio marito ha i capelli rossi) soprattutto per la pelle che sembra proprio quella chiarissima delle persone con i capelli rossi. Nato di 1660g, anche lui è stato bene fin quasi da subito. E poi c'è il più piccolo, che nella pancia sembrava il più terribile, e invece si è rivelato il più deboluccio...e per questo si sta conquistando il posto di cocco di mamma. Nato di 1640g, è stato intubato alla nascita, ma la sera è stato già estubato e messo in CPAP ( con la mascherina a pressione), e da allora è l'unico che conserva un po’ di problemi respiratori, al momento hanno tolto la mascherina, però sono tentativi, i medici mettono e tolgono. È anche quello che mangia meno, infatti fa la nutrizione parenterale. Tra mascherine varie, è quello il cui viso ho potuto vedere meno, lo sto scoprendo piano piano.....ha dei capelli bellissimi! Mi sembrano mesciati! A crescere per ora non crescono, ma penso sia normale per il calo fisiologico (hanno 5 giorni!). Io più li guardo e più me ne innamoro e più mi viene l'ansia di volerli portare a casa con me e contemporaneamente la paura di non essere in grado di curare degli esserini così fragili!

Per quanto riguarda l'allattamento, sto utilizzando un tiralatte elettrico a doppia coppa, quindi non credo di stimolare diversamente i due seni.....ieri mi sono messa d'impegno e sono riuscita a tirare 7 volte per 20 minuti ogni volta, e il totale è stato di 500ml. Credo che se prendo il ritmo andrà meglio... Per quanto riguarda la spremitura manuale devo capirla meglio, non ho idea di come si faccia! Grazie, delle informazioni, e soprattutto di avermi permesso di raccontare a qualcuno dei miei bimbetti.

Ancora qualche mese dopo:

Con i miei bambini tutto è andato per il meglio, probabilmente perché i problemi volevo affrontarli molto prima che si presentassero... Al lavoro sono tornata quando avevano 5 mesi.

I miei tre bambini a 4 mesi e 1/2, (2 e 1/2 di età corretta), erano belli cicciotti (5kg e 300 la femminuccia, 6kg e 100 circa i maschietti) e cominciavano ad allietarmi con i loro sorrisi dolcissimi. Io ero tanto stanca, per il sonno più che altro, e ogni tanto un po’ frustrata per la paura di non riuscire a dare loro tutto quello che avrei voluto, soprattutto paura di non giocarci abbastanza, di non stimolarli abbastanza. Ma in quelle settimane ho rivoluzionato la mia organizzazione e è andata meglio. Dopo le poppate di latte artificiale che ho dovuto introdurre li ho fatti attendere 4h e non più 3 prima di rimangiare. Ho continuato a tirare il latte ogni 3h (fino a poche settimane prima lo facevo anche più spesso, e mi è sembrato di avere molto più tempo “libero”), anche di notte quando non dormivo mai più di 5 ore di seguito. Di giorno quasi sempre ho fatto un pisolino di un’oretta il pomeriggio, che mi era indispensabile per evitare di svenire con i bimbi in braccio la sera!! Li lasciavo con la signora che mi aiuta in casa per alcune ore al giorno, anche se privarmi del tempo con loro mi pesava. Ho iniziato quindi dalla pappa delle 11e30 fino a quella delle 15e30 a metterli nei sedioloni con l’ovetto per neonato annesso, e li ho tenuti più o meno svegli, così da condividere con loro parecchio tempo “libero”. Alle 15e30 li facevo rimangiare, stando un’oretta ancora con loro nelle carrozzine giocando, e poi dolcemente, tra un sorriso e l’altro, si addormentavano così che anche io potevo andare a dormire senza scrupoli. Ci sarebbe comunque stata la signora a cui lasciarli ma io ero gelosa, volevo che fossero svegli quando stavano con me e non viceversa!

Tornando a noi, tiravo il latte ogni 3 h, e per incastrarle con gli orari loro ho dovuto fare uno studio approfondito! :-). Una volta al giorno ne attaccavo uno al seno, più per me che per loro a dire la verità. Producevo circa 1040ml al giorno, a cui andava aggiunta la quantità succhiata dal bambino di turno. Diciamo che tra le 3 e le 4 volte al giorno avevano il latte mio nella bottiglina. Ho utilizzato anche il latte congelato che avevo conservato nel loro primo mese di vita, quando mangiavano meno, ma quando è terminato ho dovuto purtroppo ridurre il numero di volte nelle quali potevo nutrirli col mio latte. Tornando al lavoro ho provato a fare del mio meglio, avendo paura soprattutto dei disagi per me perché in fondo ormai erano abbastanza grandi, ho provato a dar loro quanto più latte materno possibile, senza farne comunque una tragedia.

Tre mesi dopo:

Oggi i miei bambini, a 8 mesi sono al 50esimo percentile di peso per l’età cronologica. Non per quella corretta, quindi hanno recuperato alla grande! Ora mangiano la pappa a pranzo e a cena, per merenda yogurt e frutta, e latte mattina e sera. Anche in questo la mia gelosia/possessività ha avuto la meglio, preferisco impiegarci 3 ore (quindi 3 volte al giorno...) ma essere io sola ad imboccare, ad uno ad uno, i miei cuccioli. Almeno quando non sono al lavoro, che purtroppo mi priva spesso di questo momento. Ovviamente adesso ho ancora meno tempo libero dei mesi scorsi.

Fino a poco più di 15 gg fa hanno continuato ad avere 1 volta al giorno latte materno.

Abbiamo chiesto alla mamma di spiegarci le difficoltà che aveva incontrato, per aiutare il più possibile altre mamme:

Diciamo che per concedermi “il lusso” di averli attaccati al seno avrebbero dovuto verificarsi una serie di condizioni:

1) doveva essere passato abbastanza tempo dal precedente incontro col tiralatte

2) doveva esserci qualcun altro a dar la bottiglina e far fare il ruttino agli altri due

3) i vari intervalli tra le loro pappe sono nella maggior parte dei casi “prenotati” per altre attività. Di notte dormire, di giorno il riposino di cui parlavo, la colazione, il pranzo, la cena, le relative preparazioni, le commissioni fuori casa che faccio sempre di corsa

4) la pappa programmata deve essere di latte materno e non artificiale, sia per non trattarli in maniera diversa sia per evitare di desincronizzare la loro fame, perché dopo il latte artificiale l'intervallo prima della pappa successiva è maggiore. Insomma una serie di incastri davvero complicati. Magari qualcuno avrebbe potuto essere aggirabile, ma ci sarebbe voluto un ulteriore studio a riguardo...

Ho quindi gradatamente ridotto le volte al giorno in cui tiravo il latte, fino a sospendere del tutto la settimana scorsa. Lo ho fatto perché ormai bevono latte solo 2 volte al giorno, ma soprattutto perché, tornata a lavoro, ho fatto i salti mortali per continuare a tirare latte ( di nascosto, in bagno a dire il vero) tra i miei turni di 6, 12 e 24h e davvero non ce la facevo più. Credo tra l'altro che ora abbiano più bisogno di giocare con me che del mio latte...ed essendo il tempo libero così poco... ho semplicemente fatto una scelta.

Comunque l’allattamento per me è stata una bellissima esperienza (anche perché non ho mai potuto mangiare così a sbafo, prima!) ma sapevo che prima o poi sarebbe finito. Se non fosse stato per le informazioni lette sul sito della Leche League non sarei mai riuscita a farlo, è proprio vero che in giro c'è disinformazione e tante persone che non capiscono e quindi boicottano la volontà di riuscire, nonostante le difficoltà, ad allattare.

E infine – per ora :-)

Ciao
ti ricordi di me? In questo 1/01/2014 mi 6 venuta in mente... Così sono qui a farti i miei auguri!
Ti ricordo con affetto perché 6 stata per me di sostegno in una fase importantissima ed irripetibile della mia vita.
I miei cuccioli stanno benissimo, e io me la cavo controbilanciando la fatica (di mamma e di lavoratrice) e le “crisi” esistenziali con l'enorme felicità regalatami da ogni loro sorriso. Ti auguro ogni bene in questo nuovo anno, e di continuare col tuo lavoro....
Io intanto insisto con tutte le mamme sull'importanza di provare almeno ad allattare.
1 bacio
 

 

17 settembre 2013 - La LLL ad Asti - Allattare due (o più) gemelli si può

Il 17 settembre alle 16.30 ad Asti
un incontro dedicato all’allattamento di due (o più) gemelli

COMUNICATO STAMPA

La Leche League, associazione di volontariato che da generazioni sostiene le mamme che desiderano allattare i loro bambini, si occupa da sempre delle situazioni più delicate come quelle dell’allattamento dei bambini prematuri e di basso peso, e nella grande maggioranza dei casi i gemellini sono neonati sia prematuri sia di basso peso.

“Negli ultimi anni si è verificato un progressivo aumento del numero dei gemelli causato dall’aumento dell’età materna al parto ma soprattutto dal più frequente ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita” – ha dichiarato Mario De Curtis, (del Dipartimento di Pediatria, Unità di Neonatologia, Patologia e Terapia Intensiva Neonatale, Azienda Policlinico Umberto I, Università Sapienza di Roma, in un’intervista rilasciata all’Istituto Superiore di Sanità). – “Oggi in Italia circa il 3% di tutti i nati nasce da donne con gravidanze multiple. Mediamente le gravidanze gemellari terminano a 36 settimane e quelle trigemine a 32 settimane. Il peso medio alla nascita dei neonati, invece di 3200 g come si osserva nelle gravidanze singole a termine, è di 2400 g per i gemelli e di 1600 g per i nati da parto trigemino. La prematurità e il ritardo di crescita intrauterino rappresentano i problemi clinici più importanti ai quali possono andare incontro i gemelli per le possibili complicanze associate (es. asfissia perinatale, malattia delle membrane ialine polmonari, disturbi metabolici)... L’aumento del numero dei gemelli e della loro sopravvivenza, anche per età gestazionali particolarmente basse, ha determinato una situazione molto critica nell’assistenza perinatale di molte Regioni centro meridionali italiane dove il numero di posti di terapia intensiva neonatale è inferiore ai fabbisogni riconosciuti (1 posto letto ogni 750 nati)”
(fonte: http://www.iss.it/binary/pres/cont/traccia_intervista_M.DE_CURTIS.pdf).

Il IV Rapporto sull’evento nascita in Italia, del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, rilevando i dati del Certificato di Assistenza al Parto
(il modello CeDAP http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_1731_allegato.pdf) ha osservato che la percentuale di parti gemellari sul totale dei parti è l’1,3%. Questa percentuale sale considerevolmente nelle gravidanze da procreazione medicalmente assistita arrivando a un valore nazionale del 18,4%. La frequenza dei parti plurimi risulta inoltre più elevata fra le madri con più di 30 anni. Questi ultimi due fattori sono i maggiori responsabili dell’aumento del tasso di gemellarità. Infatti, in Italia dal 1990 al 2005 l’aumento dei parti gemellari è stato del 25% circa, dato comparabile a quello degli Stati Uniti dove questo aumento è stato del 21% circa. Inoltre, un quarto dei parti pretermine (il 6,5% dei neonati nasce prima della 37a settimana) è rappresentato da parti gemellari.

Esiste un’ormai immensa bibliografia scientifica sull’importanza del ritorno all’allattamento come norma biologica per il neonato e dell’importanza del latte materno come fattore di protezione della salute di mamme e bambini. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda che i neonati siano allattati in maniera esclusiva fino al sesto mese e che poi l’allattamento continui fino ai due anni e anche oltre in maniera complementare. Mary J Renfrew ed il suo gruppo nell’articolo “Support for healthy breastfeeding mothers with healthy term babies” del 2012 (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22592675) ha analizzato 67 studi relativi al sostegno in allattamento, che avevano preso in esame oltre 56.000 madri di 21 paesi differenti, concludendo che “A tutte le donne dovrebbe essere garantito il sostegno per allattare i loro bambini, per aumentare la durata dell’allattamento esclusivo. Il sostegno può essere offerto da operatori sanitari, da consulenti di auto aiuto o da entrambi”.

Elizabeth G. Damato e colleghi, nell’articolo Explanation for Cessation of Breastfeeding in Mothers of Twins (J Hum Lact 2005 21: 296), hanno rilevato che le difficoltà che una madre di gemelli incontra nell’allattamento sono le stesse delle madri di un figlio unico, e i motivi per cui interrompe l’allattamento sono in grande maggioranza la percezione che il suo latte non sia sufficiente. Hanno quindi evidenziato come un adeguato sostegno e l’incontro con altre madri di gemelli siano fra i maggiori fattori di successo per la durata dell’allattamento.

In questo ambito si inserisce l’attività de La Leche League, fatta di consulenze telefoniche e on line gratuite, e con incontri speciali dedicati alle problematiche più ricorrenti quando i bambini da allattare siano due o più. Durante gli incontri in cui l’esperienza si trasferisce “da mamma a mamma”, si parla dei benefici che il latte materno apporta alla salute del neonato prematuro e di basso peso (e che valgono sia nel caso di un neonato singolo sia di più fratellini), e si aggiungono strategie di sopravvivenza contro la stanchezza, suggerimenti per le posizioni più comode per allattare e riposare, e soprattutto tanti aneddoti per sdrammatizzare insieme ad altre donne una situazione indubbiamente complicata.

Ad Asti, il 17 settembre 2013 alle 16.30, si terrà un incontro in via Brofferio 110 (presso il Centro Servizi Volontariato, che collabora per la realizzazione) dedicato all’allattamento dei gemelli, condotto dalla Consulente de La Leche League Nicoletta Boero.

Per informazioni: cell 340-8080973 mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Per scaricare il pdf del comunicato stampa clicca qui


Alcuni dati interessanti sulle nascite gemellari

L’incidenza dei parti gemellari bigemini (ovvero quelli con due gemelli) è di circa 1 su 80; di essi circa 1 su 4 darà origine ad una coppia di gemelli monozigoti. Sono trigemine (3 gemelli) circa 1 su 8.000 nascite; quadrigemine (4 gemelli) circa 1 su 730.000; pentagemine (5 gemelli) circa 1 su 65.000.000. L’andamento delle nascite dei gemelli dizigoti è differente nei diversi gruppi etnici, si sono rilevate percentuali più elevate nelle popolazioni di pelle nera e più basse in quelle orientali. La nascita di gemelli monozigoti non sembra invece influenzata da tale fattore.

(fonte: http://fraternaltwins.wordpress.com/2010/12/28/gemelli-e-percentuali/)

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

L’Ufficio di statistica del Comune di Bologna ha diffuso on line una ricerca sulla natalità nel 2012. Lo studio rileva che la tendenza a diventare genitori ad età sempre più avanzate è aumentata, e che le mamme sono per oltre due terzi ultra-trentenni. Affiancando alla più elevata età dei genitori il frequente ricorso alla fecondazione assistita, emerge un aumento dei parti gemellari, più che raddoppiati nell’ultimo quarto di secolo.

(fonte www.comune.bologna.it/iperbole/piancont/noterapide/popolazione/Natalita/Nati_Studio2012.pdf)

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Da quando le tecniche di fecondazione sono venute in aiuto delle coppie che stentano ad avere figli, i parti gemellari nei paesi occidentali sono aumentati del 47%, mentre quelli plurigemellari del 370%. Secondo dati ISTAT, attualmente ogni anno in Italia si hanno circa 5600 gravidanze gemellari e 280 trigemine. Molti di questi nuovi gemelli non sono identici, perché, a differenza dei monozigoti, che si sviluppano dallo stesso uovo fecondato, nascono dalla fecondazione di uova distinte. Ma come i monozigoti anche i dizigoti sono abituati sin dalla vita fetale a vivere a contatto. Un contatto che rimane vivissimo anche dopo la nascita: ogni gemello impara a riconoscere il pianto, l'odore, le fattezze e le mimiche dei suoi cogemelli, e così questi bimbi si influenzano a vicenda fin dai primi giorni di vita e creano tra di loro un legame molto intenso.

I gemelli italiani più famosi sono ancora i gemelli Giannini nati nel gennaio del 1980. Dopo di loro i sei gemellini nati a Napoli nel 1996 e a Treviso nell’agosto 1997. Tutti insieme vanno ad arricchire i record, ormai numerosissimi, delle nascite plurigemellari nel mondo. Nei primi decenni del secolo sono rimasti memorabili i dieci gemelli nati in Spagna nel 1924, in Cina nel 1926 e in Brasile nel 1946, dei quali però non è rimasta alcuna documentazione medica. Di conseguenza il record ufficiale spetta alla donna australiana che nel 1971 ha dato alla luce nove bimbi nati vivi. Tra i parti di otto gemelli sono passati alla storia quelli avvenuti in Grecia nel 1977 e in Turchia nel 1985 e quello avvenuto a Napoli nell’agosto 1979.Nascita record di otto gemelli registrata anche nel Salvador nel 1996; e sono vivi sette degli otto nati in Texas nel dicembre ‘98.

Nascite di sette gemelli sono avvenute a Palermo il 20 maggio 1989 e a Roma il 23 ottobre 1992 (. Altri casi si sono avuti nel 1985 negli Stati Uniti, nel 1987 in Gran Bretagna e Pakistan, nel 1988 in India, nel gennaio ‘97 a Città del Messico e nel dicembre ‘98 in Cina. Tra le nascite di sei gemelli, le più celebri al mondo sono probabilmente le Walton, nate in Gran Bretagna nel 1983.Si calcola infatti che c’è una probabilità su 140 miliardi che in un parto esagemellare nascano tutte femmine. Sei gemelli sono nati a Roma nell'agosto 1970, in Sudafrica e in Gran Bretagna nel 1974 e in Giappone nel 1976. Nello stesso anno sono nati sei gemelli anche in Iran, nel ‘77 in Francia, Grecia e Olanda, nel ‘78 ad Alghero. Nel 1980, nascono sei gemelli anche in Egitto. Nel 1983 in Belgio e Germania; nel 1984 avvengono due parti esagemellari in Kuwait; nell’84 in Turchia e nell’85 a Roma. Sorpresa, infine, nel novembre ‘98 per una coppia di Singapore che attendeva cinque gemelli e che ha scoperto di averne sei al momento del parto. Di gran lunga più numerose le nascite di cinque gemelli. È rimasta celebre quella delle bambine Dionne, avvenuta negli Stati Uniti nel 1934. Nel 1975 sono nati cinque gemelli negli Stati Uniti, nel ‘76 in Giappone, Gran Bretagna e Israele, nel ‘79 in Francia e in Italia, in provincia di Brindisi. Nel 1980 in Olanda e in Italia, a Rovigo e Milano. Cinque gemelli sono nati in Ungheria nel 1933 e nel 1983. Sempre nel 1983 sono nati cinque gemelli a Napoli. Più recentemente si sono avuti altri casi in Italia a Cagliari (1996), Bolzano (‘97) e Napoli (‘97).

(fonte http://www.gemellopoli.com/tutto_gemelli.htm)

-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Partorisce oltre i 35 anni una donna su tre. Questo dato del 2010 posiziona l’Italia al primo posto in Europa per la maternità tardiva. Seguono Spagna, Irlanda e Svizzera dove le donne partoriscono il primo figlio a 31 anni, in Germania intorno ai 30, e in fondo alla lista ci sono romene, ucraine, bulgare che divengono mamme a 27 anni. I dati sono contenuti nel secondo Rapporto sulla Salute Perinatale in Europa.

(fonte: http://www.europeristat.com/images/European%20Perinatal%20Health%20Report_2010.pdf)

-------------------------------------------------------------------------------------------------------

Rapporto CeDAP – Anno 2009

Sono stati rilevati 1.578 nati morti, corrispondenti ad un tasso di mortalità pari a 2,83 nati morti ogni 1.000 nati. L’1% dei nati ha un peso inferiore a 1.500 grammi ed il 6,1% tra 1.500 e 2.500 grammi. Il numero di parti plurimi nel 2009 è pari a 8.307 che rappresenta l’1,5% del totale dei parti. Non si registrano differenze regionali significative: il range di variazione va dallo 1,2% della Basilicata al 3,3% del Molise. La percentuale di parti plurimi sale considerevolmente nelle gravidanze con procreazione medicalmente assistita con un valore nazionale pari a 20,3%. La frequenza dei parti plurimi risulta più elevata fra le madri con più di 30 anni.

Fonte: (Rapporto CeDAP – Anno 2009, pag 48 e segg.)

 

Giugno 2011 - Chicco e l'allattamento dei gemelli

SOLO CHICCO CREDE CHE NON SI POSSANO
ALLATTARE AL SENO DEI GEMELLI

Comunicato congiunto AICPAM - BABYCONSUMERS - IBFAN ITALIA - IL MELOGRANO - LA LECHE LEAGUE ITALIA - MAMI sulla pubblicità televisiva del biberon CHICCO STEP UP

Se non bastassero tutte le violazioni al Codice Internazionale che ci vengono incessantemente segnalate a confermarci che le normative attuali sono insufficienti a proteggere l’allattamento da scorrette pratiche di marketing dei sostituti del latte materno, biberon e tettarelle, oggi a ricordarcelo c’è lo SPOT televisivo che pubblicizza il biberon Chicco Step Up 1, che senza timore di sbagliare definiamo la pubblicità più aggressiva di alimentazione artificiale trasmessa in TV negli ultimi anni!

Lo spot inizia con una frase che conosciamo tutti molto bene: “L’allattamento al seno è sempre consigliato, ma quando non è possibile…” oggi le mamme sanno che quando allattare non è possibile possono contare su un biberon che riproduce al 100% il loro seno!
Lo spot prosegue magnificando le doti di questo biberon e idealizzandone l’uso con immagini di paternità e maternità felice, che mostrano due gemelli alimentati con il biberon Chicco. Si conclude poi con la frase: "per il loro benessere! e se stanno bene loro stanno bene tutti... Step Up, la
felicità è un viaggio che inizia da piccoli ".
Noi tuttavia siamo convinti che per il loro benessere la cosa migliore è che possano essere allattati al seno dalla loro mamma, perché il biberon non fa rima con benessere, ma con maggiori rischi di malattie acute e croniche, maggiore rischio di obesità, minore sviluppo intellettivo, maggiori rischi di tumore al seno e all’utero per la mamma. Ricordiamo che l’alimentazione artificiale è responsabile del 13% delle morti di bambini con meno di 5 anni ogni anno nel mondo!
Le ricerche scientifiche ci dicono che virtualmente ogni madre può allattare anche se ha due o tre gemelli, purché sia informata, sostenuta, incoraggiata e – aggiungiamo noi – protetta da scorrette pratiche di marketing delle ditte di latti e biberon!
Oltre alla vergognosa idealizzazione dell’alimentazione artificiale, vietata dal Codice Internazionale, la pubblicità è quindi fuorviante in quanto trasmette la falsa informazione che non è possibile allattare due gemelli.

Per questo, come associazioni di tutela e promozione dell’allattamento, non ci stanchiamo di denunciare queste pubblicità ingannevoli e meschine, il cui successo va a detrimento del successo dell’allattamento, perché pubblicità simili:

- contribuiscono ad idealizzare come normale, facile, sicura e “naturale” l’alimentazione artificiale al biberon, nascondendo tutti i rischi ad essa legati, a breve e a lungo termine;
1 Vedi lo spot a questo indirizzo: http://www.youtube.com/watch?v=3F_Cpys4TDs oppure http://www.stepup.chicco.com/it/intro.asp- fanno sembrare l’allattamento come ideale ma poco praticabile, difficile, riservato a poche fortunate;
- confondono i genitori con informazioni sbagliate, come avviene in questo caso, in cui si trasmette la logica deduzione che non è possibile allattare dei gemelli;
- fanno leva sulla fragilità delle madri subito dopo il parto, quando sono più stanche, piene di dubbi e magari anche più sensibili a messaggi pubblicitari che presentano l’alimentazione artificiale come la soluzione ai loro problemi.
Pertanto, continuiamo a chiedere:
- alle istituzioni di continuare ad adoperarsi a fare il più possibile per impedire che vengano permesse pubblicità come queste;
- a tutte le compagnie produttrici e distributrici di sostituti del latte materno, di ricordare i propri impegni rispetto al Codice Internazionale e il loro impegno morale di fronte ai genitori e ai lattanti, di dare informazioni corrette senza scoraggiare l’allattamento al seno.
Riferimenti:
• http://www.stepup.chicco.com/it/home.asp
• Per i Rischi legati all’alimentazione artificiale: vedi Allattamento e uso del latte umano (American Academy of
Breastfeeding, 2005) http://www.aicpam.org/docs/AAP_Allattamento2005.pdf
• www.ibfanitalia.org
Allattare al seno dei gemelli:
• http://www.ospedalebambinogesu.it/portale2008/default.aspx?IdItem=3299
• http://www.llli.org/lang/ital/italnbmayjun97.html
• http://www.ilmondodeigemelli.it/home/generale/quando-sono-pi%C3%B9-due/quando-sono-pi%C3%B9-
due/allattare-tre-gemelli-si-pu%C3%B2
• http://www.dors.it/latte/docum/%E2%80%9CExclusive%E2%80%9D%20Breastfeeding%20of
%20Quadruplets.pdf
______________________________________________________________
AICPAM – Associazione Italiana Consulenti Professionali in Allattamento Materno www.aicpam.org
BABYCONSUMERS – www.babyconsumers.it
IBFAN Italia – www.ibfanitalia.org
IL MELOGRANO – Centri Informazione Maternità e Nascita www.melograno.org
LA LECHE LEAGUE ITALIA – www.lllitalia.org
MAMI – Movimento Allattamento Materno Italiano www.mami.org

Per scaricare il comunicato stampa in pdf clicca qui

Ho appena saputo di aspettare due gemelli. Cosa devo sapere per allattarli?

Se sei incinta di due gemelli (magari tre??), puoi fare molto durante la gravidanza affinché le cose ti siano facilitate in seguito: prima dell'arrivo dei tuoi piccolini trova il tempo per informarti approfonditamente sull'allattamento. Ci sono alcuni libri veramente utili (in lingua inglese) nel catalogo de La Leche League per mamme che aspettano gemelli. "Having Twins" di Elizabeth Nobles e "Mothering Multiples: Breastfeeding and Caring for Twins or more!" di Karen Kerkhoff Gromada parlano delle gioie e delle sfide che derivano dall'avere (ed allattare) due (o più) bambini.

"L'arte dell'allattamento materno" pubblicato da La Leche League Italia e distribuito dalle Consulenti de La Leche League è il testo più completo per mamme che allattano: troverai moltissime informazioni e suggerimenti anche su questo argomento. Le mamme dei gemelli hanno bisogno di molto sostegno e possono trovarlo anche agli incontri de La Leche League.

È molto importante porre molta attenzione all'alimentazione in gravidanza. A causa del rischio di un parto pre-termine, una dieta sana è molto importante per un buon inizio. Alimentarsi con cibi di alto valore nutritivo aiuterà sia te sia la crescita dei bambini nell'utero e successivamente durante l'allattamento.

È molto importante anche scegliere attentamente il personale sanitario che ti seguirà nella gravidanza e durante il parto. L'assistenza prenatale è molto importante per te e per i bambini. Cerca di informarti quanto più possibile sul travaglio e sul parto, in modo da sapere che cosa ti aspetta. Molti genitori preferiscono consultare più medici prima di prendere una decisione.

Una volta scelto il medico o l'ostetrica che fa per te, il passo successivo è quello di trovare per i tuoi bambini un buon pediatra che sia esperto di allattamento. Ecco alcune domande che puoi rivolgere al tuo pediatra potenziale:

•· Cosa pensa dell'allattamento in generale ed in particolare dell'allattamento dei gemelli?

•· Crede che sia possibile allattare due gemelli senza alcuna aggiunta di latte artificiale?

•· Se uno o entrambi i bambini necessitano di cure particolari, posso tirarmi il latte per nutrirlo/i?

•· Pensa sia giusto incoraggiare le mamme a stare con i loro bambini anche se sono ricoverati in un reparto di patologia perinatale?

Anche una sola risposta negativa a una di queste domande può farti capire che probabilmente questa persona non ti sarà di grande supporto con l'allattamento. A volte, durante il parto può essere presente un neonatologo, ed è consigliabile quindi incontrarlo preventivamente, per conoscere i metodi di lavoro e le procedure che utilizza.

Cerca di frequentare con largo anticipo il corso pre-parto, nel caso in cui tu debba metterti a riposo nelle ultime settimane di gravidanza.

È importantissimo trovare una persona che ti possa aiutare in casa, qualcuno che appoggi le tue decisioni e non trovi solo occasione di criticarti. Chiarisci subito che si dovrà occupare della casa e non dei bambini, così tu potrai dedicare loro tutte le tue attenzioni.

Dopo il parto, potrebbe succedere che tu non possa avere vicino i tuoi bambini, è perciò importante imparare a tirarsi il latte. Sarebbe molto utile se l'ospedale potesse fornirti il tiralatte doppio, che estrae il latte contemporaneamente da entrambi i seni.

Dopo l'arrivo dei bambini

L'ideale sarebbe iniziare l'allattamento immediatamente dopo il parto, ma con il parto gemellare è talvolta necessario un parto cesareo e in questo caso può passare qualche ora prima che la mamma possa attaccare al seno i suoi bambini: cerca comunque di farlo prima possibile. Talvolta, le gravidanze gemellari non arrivano al termine: in caso di parto pretermine e se non ti fosse possibile allattare immediatamente dopo il parto, puoi comunque stimolare il seno con il tiralatte per indurre la lattazione. Immediatamente dopo il parto, il tuo corpo inizierà a produrre il latte per entrambi i bambini: è importante far continuare la produzione del latte con il tiralatte, in modo da stabilirne una corretta quantità. È consigliabile utilizzare un tiralatte di buona qualità oppure ricorrere alla spremitura manuale.

Le mamme di bambini pretermine producono un latte differente da quello delle mamme che hanno portato a termine la gravidanza: i bambini nati pretermine avranno quindi particolarmente bisogno del tuo latte.

Se entrambi sono nati senza problemi, parla al pediatra dell'allattamento a richiesta, l'ideale sarebbe averli con te (rooming-in).

Se dovesse essere necessaria l'aggiunta, invece di utilizzare il biberon puoi servirti di altri metodi, quali una tazzina, il dito, un cucchiaino, un contagocce o una siringa. Il biberon può interferire con la lattazione, perché alcuni bambini sviluppano una preferenza per la tettarella artificiale e questo può rendere più difficile ripristinare l'allattamento.

Una volta tornata a casa, dovrai avere cura non solo dei tuoi bambini ma anche di te stessa. Segui un'alimentazione sana, fai diversi spuntini tra un pasto e l'altro (ad esempio con cracker e formaggi magri, verdure, frutta o yogurt). In questo modo potrai mangiare senza paura di ingrassare. È importante bere molta acqua, succhi di frutta o latte. Cerca di riposare contemporaneamente ai tuoi bambini.

Organizza i lavori di casa e accetta tutto l'aiuto possibile e considera attentamente che cosa è veramente importante fare, valutando le priorità insieme a tuo marito. Al primo posto ci sono le esigenze delle persone, principalmente dei tuoi bambini, poi la cucina, il bucato, la casa.

Cerca di limitare le visite nelle prime settimane. I famigliari e gli amici che vengono a trovare i bambini ti possono aiutare in tanti modi: portandoti dei pasti pronti, cambiando i pannolini, facendoti un massaggio, tenendo d'occhio i bambini per un quarto d'ora mentre ti fai la doccia o fai due passi, ascoltandoti e così via. Non farti scrupoli e chiedi aiuto ogni volta che ne hai bisogno!

Sappi che molte mamme di gemelli invece di ricevere incoraggiamento vengono criticate dalle persone che non condividono il loro entusiasmo nei confronti dell'allattamento. Potrai ricevere pressioni a usare latte artificiale, a somministrare altri alimenti prima del necessario o a svezzare i bambini prima che tu sia pronta. Talvolta domande, quali "Sei sicura di avere abbastanza latte?" oppure "Non è troppo faticoso per te?" possono bastare per minare la fiducia della mamma. Ricorda che uno dei fattori più importanti per mantenere un'elevata produzione di latte è proprio la fiducia che il tuo corpo è in grado di produrre latte per i tuoi bambini. Ricordati che la produzione del latte segue la legge della domanda e dell'offerta: tanto più i tuoi figli saranno allattati e tanto più il tuo corpo produrrà latte per loro.Pensa che quando nel 1931 a Genova venne inaugurato l'ospedale Gaslini, che più che ospedale a quei tempi era un orfanotrofio, ogni balia si occupava di nutrire TRE neonati per volta. E di sicuro noi oggi mangiamo meglio di una donna del 1931!

Consigli utili per la vita quotidiana con i gemelli allattati

Allattarli insieme fa risparmiare tempo prezioso. È molto facile durante le prime settimane poi, in funzione delle loro specifiche esigenze, potrebbe essere necessario allattarli uno alla volta.

Puoi adottare diverse posizioni per allattarli contemporaneamente: puoi posizionare i bambini di fronte a te con le gambine sovrapposte formando una X sul tuo grembo. Puoi usare la presa sottobraccio, sorreggendo le braccia con altrettanti cuscini (può essere utile anche avere un cuscino in grembo) e stendendo le gambe dei bambini lungo lo schienale della poltrona o del divano. Ricorda che se metti i bambini davanti a te, è importante che il loro petto sia contro il tuo e non rivolto verso l'alto. Questo particolare è molto importante sia per evitare dolore, sia per essere sicura che ricevano latte a sufficienza.

Usa molti cuscini: ne esistono di speciali per l'allattamento dei gemelli, ma in caso non li trovassi puoi confezionarne uno da sola.

Alterna ciascun bambino da entrambi i seni, sia per soddisfare le loro necessità sia per fornire loro una diversa prospettiva visiva.

Cerca di imparare differenti posizioni per allattare. Ad esempio, allattare da sdraiata può essere difficoltoso nelle primissime settimane, ma vale la pena perché ti permetterà di riposare di più.

Prepara diverse "stazioni di cambio" in diversi punti della casa.

Non è necessario fare il bagnetto tutti i giorni: è sufficiente assicurarsi che il visino ed i genitali siano puliti.

Altre fonti di informazione

L'arte dell'allattamento materno, la guida all'allattamento de La Leche League, disponibile in una nuova edizione italiana aggiornata e adattata.

Da mamma a mamma n. 73

L'allattamento moderno n. 39

Il libro delle risposte cap. 9

Puoi trovare libri e opuscoli de La Leche Leaguee abbonarti alle pubblicazioni periodiche presso una Consulente de La Leche League oppure scrivendo all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Allattare i gemelli - Le gemelline di Aurora

Da Da mamma a mamma n 49, autunno 1997

Vorrei esprimere la mia riconoscenza a La Leche League per avermi sostenuto nel corso di questi due anni di vita delle mie bimbe e sono felice di far conoscere la mia esperienza di mamma di due gemelline nate alla 33ª settimana di gestazione.

Tutto cominciò al controllo di gravidanza del quinto mese quando i medici si accorsero che aspettavo due gemelli, con grande sorpresa di tutti. Questo perché alla scadenza della prima ecografia il posto non c'era e mi avevano messa in lista per la prossima che scadeva al quinto mese di gravidanza. Chiesi consiglio anche alla mia ginecologa che mi disse di star tranquilla e di aspettare. Così arrivò il fatidico giorno e ricevo la conferma di come mai sentissi ruzzolare in continuazione il bambino sia di giorno che di notte (per forza, quando uno dormiva l'altro era sveglio).

Ritorno a casa e nonostante le loro raccomandazioni sento che ormai non sarebbe trascorso molto tempo dal parto perché il mio fisico era molto affaticato. Alla 33ª settimana vado in ambulatorio per il controllo mensile e mi trovano dilatata di un centimetro e mezzo, mi spediscono su in reparto e controllano costantemente le contrazioni. Mi mettono la flebo per ritardare il parto e così facendo sperano di tenermi lì per almeno una settimana o meglio ancora 15 giorni. Al terzo giorno di ricovero, quasi in combinazione con la luna nuova, a mezzanotte, mi sveglio di soprassalto e mi accorgo di aver perso le acque e mi preparo al momento del travaglio.

Mi tengono sdraiata per tutto il tempo e mi fanno un'ecografia per valutare il peso delle bimbe: sui due kg, dicono, però è meglio trasferire la mamma subito all'Ospedale Civile di Brescia per non doverli separare dopo la nascita. Mi caricano sull'ambulanza e partiamo da questo ospedale di provincia diretti al centro di patologia neonatale del Civile di Brescia in modo da poter ricoverare subito le piccole appena nate. Come siamo arrivati le sale parto erano stracolme, ma per fortuna il mio ospedale aveva contattato il Civile per un caso un po' urgente e così poco dopo ho partorito. Un parto naturale velocissimo perché essendo state tutte e due in un solo sacco sono nate con soli due minuti di distanza.

La seconda bimba purtroppo ha bevuto un po' di liquido amniotico e mio marito, che era vicino a me, mi disse che era per quello che non l'avevo sentita piangere. Le portano via subito senza neanche avermele fatte vedere. Dopo avermi medicato mi trasportano in osservazione per due ore in una stanza adiacente alla sala parto insieme a tutte le mamme che poco prima avevano partorito. Sentivo le mamme che parlavano tra di loro dell'aspetto dei loro bimbi ed io con le lacrime agli occhi temevo che le mie piccole non ce l'avrebbero fatta. La bilancia segnava 1.500 kg per Giulia, la prima, e 1.750 per Enrica, la seconda.

Trascorso un po' di tempo che sembrava interminabile, ci spostano in reparto che al momento era stracolmo, quindi ci si doveva accontentare del corridoio. Mi sentivo così sola, i parenti non potevano entrare perché non era orario di visita ed io che facendomi forza pregavo perché tutto andasse bene. Finalmente arrivano i parenti, e mia madre mi disse di non preoccuparmi, ché aveva già contattato telefonicamente la signora Georgie per chiederle alcuni consigli, dato che si conoscevano perché si erano viste con me agli incontri. Mia mamma è sempre stata convinta più di me delle idee e dei metodi de La Leche League, forse perché purtroppo lei da piccola non è stata allattata e a sua volta non ha potuto allattare perché ha ricevuto indicazioni sbagliate.
Era al primo figlio, aveva latte da vendere e continuavano a negarle il bambino o perché dormiva, o perché non era ora del pasto, tanto da dover mandare via il latte in seguito ad una forte mastite. Per cui, reduce da questa brutta esperienza, mi spronava a fidarmi de La Leche League che al momento risultava la via più giusta da seguire. Ritornando al colloquio che aveva avuto mia madre con Georgie, ella le raccomandò di incoraggiarmi a stimolare subito il seno con il tiralatte elettrico che mi forniva l'ospedale e di mantenere l'impegno ogni tre ore nel corso della giornata, e se possibile di farmi svegliare almeno una volta di notte. Venne anche in ospedale a trovarmi e mi portò alcuni opuscoli che mi risultarono molto utili.

Ogni volta che toglievo il latte assaporavo il momento in cui avrei preso in braccio le mie piccole per coccolarle e allattarle tutte le volte che lo chiedevano, anche se dentro di me sapevo che avrei dovuto pazientare ancora molto. Sapevo che ormai il mio latte era l'unica cosa buona che avrei potuto offrire loro, perciò portavo il biberon ogni volta al lattario dell'ospedale per la surgelazione, fiera dei miei progressi. Quando ero triste perché per poter vedere le bimbe da vicino bisognava rispettare certi orari, andavo nella stanza dove era il tiralatte (che ormai sapevo sterilizzare da sola) per scaricare un po' la tensione nervosa. Mi ricordo come fosse oggi, mio marito venne da me a dirmi che le bimbe avevano cominciato piano piano a mangiare e che stavano già aumentando di peso.

Una volta tornati a casa noleggiai un tiralatte elettrico portatile, che portavo con me in ogni mio spostamento essendo vincolata ogni tre ore dalla spremitura del latte. Cercavo anche di farmi dare il cambio per portare il latte alle bimbe in modo da poter riposare a sufficienza. Tutta la mia famiglia ribaltò le proprie abitudini, mia mamma cercò di impostarmi una alimentazione sana a base di frutta e verdura fresche in quantità, mi preparò tisane al finocchio per il giorno e camomilla da bere durante la notte, andammo a rispolverare la centrifuga per preparare succhi di frutta e di carota, minestre ricche di legumi e cereali, pochissimi dolci e fritti, niente caffè.

Non voglio dire che sia stato solo merito di questo, ma il mio latte ha raggiunto come apice la quantità di 1,500 litri quando le bimbe erano ancora in ospedale ed io lo misuravo tramite il biberon. Cercavo di tenermi in contatto periodicamente con le consulenti de La Leche League che mi incitavano a continuare dimostrandomi tutta la loro disponibilità ed il loro affetto.

Dopo 15 giorni ricevo una telefonata dall'Ospedale Civile che mi avvisa che avrebbero spostato le bimbe in un ospedale attrezzato per i prematuri, che stavano bene e che avevano solo da raggiungere il peso minimo consentito per poter andare a casa. La struttura di questo genere più vicina era Manerbio, ovvero ancora più lontano del Civile di Brescia, quindi mi rassegnai alla cosa e chiesi aiuto per portare comunque il latte anche in caso di nebbia o di neve. Ovviamente non mi sentii di viaggiare tutti i giorni, e nel giorno che volevo riposare mi venivano riportate tutte le impressioni, i commenti ed i progressi delle bimbe fino a quel momento.

Abbiamo trovato nel reparto pediatria dell'ospedale di Manerbio molta cordialità e disponibilità assoluta sugli orari e sui pasti delle bimbe (che già li mangiavano a richiesta). Mi viene da ridere quando ripenso a mio marito che dirigeva tutti gli arrivi e le partenze dei contenitori di latte e mi registrava gli orologi con la suoneria specialmente di notte per paura che mi addormentassi allo scadere delle fatidiche tre ore. Sono trascorsi così in totale da quando erano nate 40 giorni e sapevamo che oramai era questione di ore per tornare a casa visto che gli ultimi giorni le avevano messe nei lettini per permetterci di cambiarle ed attaccarle al seno.

Erano comunque ancora deboli, anche se ai nostri occhi erano cresciute, perché quando provavo ad attaccarle si addormentavano dopo aver brontolato per lo sforzo. Andammo a prenderle il giorno della dimissione che stavano dormendo ma poco dopo, mentre viaggiavamo, ci hanno fatto capire di aver fame e, sapendo che la strada era ancora lunga, mi sono seduta sul sedile posteriore e le ho allattate per tutto il viaggio.

E così ho eliminato da quel momento qualsiasi timore e le lasciavo libere di succhiare quando volevano senza imposizioni di orario. Davo loro il latte ogni giorno come fosse una medicina perché le facesse diventare grandi e forti come gli altri bambini. Siamo entrate in simbiosi, e formavamo con il papà una squadra perfetta ed affiatata fino a quando è arrivato il momento dello scatto di crescita, ed io avevo paura di non avere più latte a sufficienza. Mi sono attaccata al telefono a tempestare di telefonate le Consulenti che mi dicevano di non preoccuparmi, che è un passaggio obbligato e che il latte avrebbe ripreso il suo ritmo a seconda della richiesta nel giro di due o tre giorni.

Ho trascorso a letto la maggioranza del mio tempo, collaudando tutte le posizioni più comode per me e per le bimbe in modo da poter riposare anche durante le poppate. Ho praticato quasi sempre la posizione del giocatore di rugby, in modo da stimolare contemporaneamente i due seni aiutandomi all'inizio con i cuscini mentre invece, dopo, col passare del tempo, le bimbe collaboravano riprendendosi il seno e ultimamente, ormai cresciute, mi facevano sedere sul divano e loro in piedi succhiavano contemporaneamente mentre io guardavo la TV o conversavo con la mia famiglia.

Le bimbe sono cresciute molto bene, nonostante il dover convivere con i numerosi risvegli notturni e con il loro temperamento un po' nevrotico come reazione al brusco impatto con la vita che avevano vissuto. Quasi tralasciavo un'altra parte importante, il fatto che avevano riconosciuto loro l'anemia fisiologica dovuta alla prematurità e che secondo i medici doveva essere tenuta costantemente sotto controllo con analisi del sangue, e oltre all'integratore di ferro bisognava svezzarle al più presto con carni rosse ad alto nutrimento. Io e la mia famiglia abbiamo ritenuto giusto, nonostante le pressioni dell'ospedale, iniziare lo svezzamento all'8° mese di vita delle bimbe senza nessun rimpianto; sebbene ai controlli ci guardassero come fossimo stati degli incoscienti. La prova dell'ottima salute delle bimbe sia che fino a svezzamento inoltrato non avevamo mai visto il loro pediatra, perché non era mai stato contattato per alcuna malattia. Fino a quel momento non avevano assaggiato nessun latte oltre al mio, poi siamo partiti con il latte di mandorle, in seguito preparavo una pappa di cereali che mia mamma comprava in chicchi, tostava, macinava a mano e faceva cuocere in brodo vegetale seguendo il metodo dello svezzamento naturale. Poi sono arrivati i dentini e così via abbiamo inserito molto lentamente tutti gli altri alimenti e l'unica cosa che proprio non gradivano era la frutta, che invece adesso mangiano molto volentieri. Quello che ci tormentava più di tutto erano quei controlli in ospedale per il prelievo del sangue, gli esami delle urine e il controllo del peso.

Accadde in seguito che era in corso una brutta influenza e purtroppo le bimbe si ammalarono; dopo essere state dal pediatra, tornammo a casa con le borse piene di medicine e con un biglietto ben in vista con gli orari di somministrazione per una e per l'altra. Ancora debilitate da questa influenza curata con il cosiddetto "rimedio da cavallo" manifestarono sintomi di un'altra influenza, poi di un'altra ancora, tanto che le bimbe non mangiavano più e l'unica cosa che le salvava dalla disidratazione era il mio latte che ho sempre offerto a richiesta.

In seguito hanno avuto, come conseguenza all'intossicazione di tutti questi farmaci, una dissenteria acuta accompagnata da vomito, e ogni scarica gli scottava il sederino come fosse una bruciatura. Ho contattato, tramite una mia conoscente, una dottoressa omeopata qui in zona, che è corsa subito a visitarle quando ha capito la situazione. Quando le ha viste mi ha confessato di essersi spaventata, e mi ha incoraggiato a proseguire con l'allattamento a richiesta fino a quando le cure da lei prescritte non avessero cominciato a fare effetto, e poi anche a cura ultimata per mantenere una buona idratazione dell'organismo.

Adesso hanno superato i due anni (esattamente 28 mesi) ed abbiamo adottato l'omeopatia come medicina per tutta la famiglia. Mangiano in maniera molto varia, non ho faticato ad inserire cibi nuovi, non hanno mai avuto il succhiotto e nemmeno il biberon (hanno sempre bevuto dal bicchierino), perciò non ho dovuto faticare nemmeno a toglierli. Vogliono già mangiare a tavola con noi senza bavaglino e senza seggiolone e cominciano ad avere autonomia con il vasino.

Succhiavano dal seno fino a ieri ma per motivi di salute ho voluto provare a staccarle piano piano senza che loro se ne accorgessero, poi ho lasciato l'ultima poppata del sonnellino del pomeriggio che alla fine ho tolto offrendo loro tante coccole in cambio. Così con mia grande sorpresa hanno accettato di buon grado la cosa, forse perché anche per loro era giunto il momento di staccarsi naturalmente. È stato bellissimo, un'esperienza che ci ha ripagato di tutti i sacrifici fatti giorno per giorno.

Anche mio marito ha vissuto molto profondamente questa esperienza che stento ancora a credere che sia finita, mi sembra ieri che offrivo il seno e loro ora dimostrano interesse per altre cose. Come si dice: "è il miracolo della vita che si rinnova"; resteranno nei nostri cuori le esperienze che abbiamo condiviso insieme sapendo di essere entrati a far parte della grande famiglia de La Leche League, che non finirò mai di ringraziare. Oltre ai consigli inerenti l'allattamento mi ha dato alcune indicazioni anche per il lettone di famiglia in cui tuttora dormiamo e per tante altre cose. Ringrazio in modo particolare Anna Zini che è diventata un po' come la nostra amica del cuore insieme a Georgie, un forte abbraccio a tutte da…

Aurora Fausti Pollonini, Brescia