allattamento a richiesta

  • Che cosa si intende per "scambiare il seno per un ciuccio"

    di Nancy Mohrbacher

     

    Le madri che allattano vengono comunemente avvertite: “Non lasciare che il tuo bambino usi il seno come un ciuccio”.

    Anche se spesso lo si dice, si tratta di una dichiarazione incredibilmente curiosa. Dopo tutto, chi è venuto prima, il seno o il ciuccio? Il seno, naturalmente, precede di molto il ciuccio (in inglese “dummy”, che vuol dire anche “fantoccio”), un dispositivo artificiale progettato piuttosto tardi nella storia umana per calmare i bambini come sostituto del seno.

    Se il ciuccio è davvero un sostituto del seno, cosa mai potrebbe significare lasciare che il vostro bambino “usi il seno come un ciuccio?”

     

    QUAL E' IL VERO MESSAGGIO?

    L’ipotesi alla base di questo consiglio è che il desiderio del bambino per il seno sia irragionevole.Dopo tutto, se il bisogno di latte del bambino fosse riconosciuto, il ciuccio non sarebbe mai servito. Per definizione, nessun latte esce da un ciuccio. Il punto sembra essere che se il bambino ha poppato “abbastanza” (e il numero di minuti accettabili varia secondo i soggetti), non ha più bisogno di latte, così succhiare un ciuccio dovrebbe essere abbastanza giusto.

    Tuttavia, alcuni bambini sono poppatori veloci e altri sono poppatori lenti[1]. Il numero di minuti che un bambino ciuccia non ci dice nulla sul volume di latte consumato. I bambini a volte poppano senza prendere latte? Può capitare. Di tanto in tanto potrai notare il tuo bambino tenere in bocca dolcemente il seno mentre è quasi completamente addormentato. In questo caso, il bambino può effettivamente succhiare, ma non bere.

    È a questo a cui si sta riferendo chi dice: “Non lasciare che il tuo bambino scambi il seno per un ciuccio” ? Non credo proprio. Questo consiglio di solito segue al racconto di una madre stanca per una maratona d’allattamento, un evento comune nelle prime settimane. Le “poppate a grappolo”, o poppate ravvicinate durante parte della giornata, sono il modo che ha un bambino in rapida crescita per incrementare la produzione di latte in caso di necessità (scatto di crescita o altro). Questo funziona perché “i seni drenati producono latte più velocemente”. Tuttavia, se una madre sostituisce regolarmente un ciuccio al seno in questo periodo, questo può vanificare gli sforzi del suo bambino per far aumentare il latte. È per questo che l’American Academy of Pediatrics (AAP) raccomanda che i bambini siano allattati al seno a richiesta[2]. L’AAP invita i genitori a nutrire i loro bambini ogni volta che mostrano segnali di fame (maggiore attività, girare la testa, succhiare le manine o altro), non importa quante volte questi segnali appaiano. I segnali della fame dei neonati non sono mai irragionevoli, secondo l’AAP. Infatti, durante il primo mese, durante il periodo di calibrazione della produzione di latte, l’AAP raccomanda in particolare di evitare il ciuccio proprio perché un uso troppo frequente di questo “sostituto del seno” può minare lo stabilizzarsi di una sana produzione di latte.

     

    PUOI FIDARTI DEL TUO BAMBINO?

    Ma c’è un altro aspetto del consiglio “Non lasciare che il tuo bambino scambi il seno per un ciuccio” che è decisamente insidioso. L’idea che una madre debba fare attenzione a non lasciare che il suo bambino “la usi” ha la capacità di minare la sua fiducia nel suo bambino, di scavare un solco tra loro, impedendo loro di entrare in sintonia come natura vuole. Questo curioso consiglio è il cugino (non troppo lontano) dell’indifendibile mito occidentale che i neonati possano “manipolare” i loro genitori, anche prima di avere la capacità mentale per farlo.

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    Eccone un caso. Una mamma mi ha detto di recente in un incontro di sostegno fra donne, che la sua bambina non aveva davvero bisogno di poppare ogni volta che mostrava segnali di fame, perché stava per lo più facendo una “suzione non nutritiva”. Questa mamma era stata alle prese con un lento aumento di peso della sua bambina e aveva da poco iniziato a allattare più spesso invece di attenersi allo schema di poppate a orario che aveva inizialmente adottato. Da quando questa bambina era stata più al seno, il suo peso era migliorato. Ho chiesto a questa donna come facesse a sapere che la sua bambina non stesse prendendo latte mentre stava attaccata al seno (che è quello che accade durante la “suzione non nutritiva”). Ho potuto vedere brillare l’intuizione nei suoi occhi. Sorridendo, la mamma ha ammesso che in realtà non lo sapeva. Le ho detto che io presumo che quando un bambino è al seno stia sempre prendendo latte. In quel momento, la madre si rese conto che tentare di interpretare ciò che la sua bambina faceva era stato controproducente per entrambe. Ha capito che per risolvere completamente i problemi di peso avrebbe dovuto fidarsi di lei, per sapere di che cosa avesse bisogno, quando e per quanto tempo (la sua bambina era a termine e sana, e lei poteva fidarsi delle sue richieste con fiducia.) Quando ha preso la decisione di fidarsi della bambina, è diventato un compito della bambina e non più suo sapere quando poppare. Mentre guardavo queste rotelle mentali girare, la mamma appariva visibilmente rilassata mentre si sentiva sollevata del suo fardello.

     

     

    CHI HA BISOGNO DI QUESTA SOFFERENZA?

    Che cosa significa per il tuo bambino “usare il seno come un ciuccio?” Quando ci si pensa in relazione a come funziona l’allattamento, in realtà è una sciocchezza totale. Ma se una madre accetta i presupposti che stanno alla base di tale consiglio, si apre per lei un mondo di dolore.Credere di dover stare in guardia affinché il suo bambino “non la usi” ha il potenziale di minare l’allattamento, il suo rapporto con il suo bambino, e perfino tutta la sua visione della maternità. E chi ha bisogno di questo tipo di rapporto negativo col proprio bambino? Una nuova maternità è già sufficientemente impegnativa anche senza!

    Da dove viene questa strana prospettiva? Suppongo che derivi dalle norme dell’alimentazione artificiale. In fondo, quando i bambini sono nutriti artificialmente, la sovralimentazione è un rischio reale. Il latte da un biberon scende in maniera così veloce e costante che i bambini hanno poco controllo sulla loro assunzione di formula. Al seno, invece, a causa della rapida alternanza fra flusso lento e veloce, l’allattamento insegna automaticamente ai nostri bambini una sana autoregolamentazione[3]. Per evitare la sovralimentazione durante la nutrizione con formula artificiale, può effettivamente avere un senso soddisfare un bisogno del bambino e dargli da succhiare un sostituto del seno in modo che il suo meccanismo di controllo dell’appetito abbia la possibilità di attivarsi[4].

    Ma anche se questa strategia può essere corretta durante la nutrizione con formula artificiale, non è sicuramente corretta durante l’allattamento. I bambini sanno di che cosa hanno bisogno. Un allattamento felice e soddisfacente è costruito sulla fiducia della mamma nel suo bambino. Solo nei luoghi in cui le regole dell’alimentazione artificiale sono ancora vive nella memoria culturale il “Non lasciare che il tuo bambino usi il seno come un ciuccio” può radicarsi e trainare.

    Se vogliamo rendere il nostro mondo più accogliente nei confronti dell’allattamento, parte del nostro lavoro deve essere screditare queste opinioni sbagliate.

     

     

    (Articolo originale di Nancy Mohrbacher pubblicato su:

     http://www.nancymohrbacher.com/blog/2015/8/21/whatdoes-it-mean-to-use-your-breast-as-a-pacifier  

    Traduzione di Carla Scarsi, revisione di Silvia Scozzafava)


    [1] VEDI QUI: N. Mohrbacher, The clock and early breastfeeding, www.nancymohrbacher.com.

    [2] VEDI QUI: AAP, Breastfeeding and the Use of Human Milk, http://pediatrics.aappublications.org.

    [3] Per ulteriori informazioni su come seno e biberon influenzino il rischio di sovralimentazione e obesità, si può vedere qui uno studio del 2012: Li R, Magadia J, Fein SB, Grummer-Strawn LM. Risk of Bottle-feeding for Rapid Weight Gain During the First Year of Life, Arch Pediatr Adolesc Med. 2012;166(5):431-436

    [4] Dare ad un bambino pause regolari nel flusso veloce della formula pur nutrendolo con il biberon è un modo per prevenire la sovralimentazione ed è un aspetto della nutrizione al biberon descritta nella dispensa For the Caregiver of a Breastfed Babyscaricabile da: www.nancymohrbacher.com

  • Come possiamo accudire un bambino di notte e riuscire a riposare?

    Per gestire le poppate notturne e minimizzare la fatica di accudire un bambino di notte, le mamme hanno trovato le più svariate soluzioni, tante quante sono le tipologie di famiglie.

    -    Alcune scelgono di dormire insieme al loro bambino, con le dovute precauzioni per un sonno sicuro;
    -    altre accostano la culla o il lettino al letto matrimoniale (sistemazione a “sidecar”) abbassando la sponda laterale e portando i materassi allo stesso livello, senza lasciare spazi tra uno e l’altro. Questa sistemazione è adatta alle famiglie che vorrebbero provare a dormire insieme, ma non hanno un letto abbastanza grande, oppure nei casi in cui il bambino abbia un sonno talmente movimentato da richiedere un proprio spazio;
    -    altre, quando il bimbo diventa più grandicello, avvicinano al letto matrimoniale un letto singolo o a scomparsa, oppure sistemano un materasso sul pavimento (utile e risolutivo quando il bambino non sta bene o ha qualche disagio, per cui necessita della presenza rassicurante dei genitori);
    -    altre ancora, quando il bimbo diventa più grandicello, lo fanno dormire con i suoi eventuali fratelli o sorelle.

    Per approfondire:

    È pericoloso dormire con il proprio bambino?

    Quando comincerà a dormire tutta la notte?

  • Come posso incrementare la mia produzione di latte?

     

    Questo è un problema comune nell'allattamento. Molte donne si meravigliano del fatto di poter incrementare la loro produzione di latte.

    Talvolta l'allattamento procede meravigliosamente, poi la mamma comincia a chiedersi se è in grado di produrre abbastanza latte per nutrire il suo bambino. Il piccolo può voler poppare "tutto il tempo" o può essere che il seno sembri più morbido e non "pieno" com'era nelle prime settimane di allattamento.

    Innanzitutto è necessario individuare alcuni "falsi allarmi" riguardo alla produzione di latte.Si può dire che un bambino in salute, nato a termine e allattato sta prendendo abbastanza latte se:

    • A partire dal terzo giorno dopo la nascita, ha almeno 2 - 5 scariche intestinali al giorno(in bambini che hanno più di 6 settimane sono normali scariche anche meno frequenti).
    • A partire dal terzo o quarto giorno dopo la nascita, bagna bene di pipì almeno 5-6 pannolini al giorno(6-8 pannolini in cotone).
    • Il bambino sta aumentando almeno da 140 a 200 grammi circa a settimana, o almeno circa mezzo chilo al mese, partendo non dal suo peso alla nascita, ma dal peso più basso raggiunto circa tre o quattro giorni dopo la nascita.
    • Il bambino poppa frequentemente, ad intervalli di un'ora o un'ora e mezza fino a tre ore, facendo circa 8 - 12 pasti al giorno.
    • Il bambino appare in salute, il suo colorito è buono, la sua pelle tesa, sta crescendo in volume, in lunghezza e nella circonferenza cranica, appare vispo e vivace.

      Nel periodo compreso tra le 6 settimane e i 2 mesi di età del bambino, il corpo della mamma ha imparato quanto latte deve produrre e molte donne non sentono più il seno turgido. Questo non è un segno che il latte sta diminuendoma significa semplicemente che il corpo della mamma ha compreso la quantità di latte necessaria al proprio bambino.

    Un bambino può avere diversi "scatti di crescita" nei primi mesi di vita. Generalmente questi avvengono intorno alle 2 - 3 settimane, a 6 settimane e a 3 mesi di età ma possono verificarsi in ogni altro momento per ogni singolo bambino. Ci sono volte in cui il piccolo vuole poppare di più e più frequentemente per stabilire una produzione di latte appropriata.

    È bene assecondare la richiesta del bambino, lasciandolo poppare tutte le volte e per tutto il tempo che vuole. Questo accrescerà velocemente la produzione di latte della mamma. Facciamo un esempio: abbiamo molta fame ma mangiamo solo un piccolo spuntino. Ciò non può bastare e quindi abbiamo ancora fame. Il nostro corpo vuole mangiare di più e non sarà soddisfatto finché non mangerà abbastanza. Per il bambino accade la stessa cosa - tenerlo a lungo senza poppare equivale a fare aumentare la sua frustrazione e la sua fame.

    Se c'è bisogno di accrescere la produzione di latte, la prima cosa da fare è cercare aiuto. Se il bambino non sta crescendo bene, o sta perdendo peso, è bene mettersi in contatto con il pediatra. Spesso migliorare le tecniche di allattamento aiuta a risolvere la questione velocemente, ma in alcuni casi uno scarso aumento di peso può indicare un problema di salute.

    • Un bambino sonnolento può aver bisogno di essere svegliato e incoraggiato a poppare più frequentemente.
    • Va controllata la posizionedi allattamento e l'attacco al seno: se la mamma sente dolore o se non si è sicure che il bambino stia succhiando correttamente è bene consultare una Consulente de La Leche Leagueo un altro specialista dell'allattamento che possa essere di aiuto.
    • Il bambino deve essere allattato esclusivamente al seno: le aggiunte, anche temporanee, devono essere somministrate con un cucchiaio, una tazzina o con un dispositivo di alimentazione supplementare e non con il biberon(che potrebbe interferire con la modalità corretta di suzione al seno).
    • Il bambino deve assumere solo latte materno. Se si sta somministrando latte artificiale, non bisogna interrompere bruscamente le aggiunte bensì diminuirle con gradualitàa mano a mano che aumenta la produzione di latte. Per essere sicure che il bambino stia mangiando abbastanza si possono controllare i pannolini bagnati o sporchi. È bene essere sempre in contatto con il pediatra.
    • È consigliabile "movimentare" la poppata, cambiando seno due o tre volte per pasto, per aiutare il bambino a conservare l'interesse: appena si mostra distratto conviene porgere l'altro seno. Questo aiuta a stimolare anche la produzione di latte.
    • La mamma deve aver cura di se stessa, ponendo attenzione alle proprie necessità di riposo, rilassamento, alimentazione e adeguata idratazione.

    Puoi approfondire ulteriormente questo argomento contattando una Consulente de La Leche League e consultando le pubblicazioni de La Leche League, reperibili presso le Consulenti o scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  • Come posso sapere se il mio bambino riceve abbastanza latte?

    Questa è una delle domande che le mamme ci rivolgono più spesso.

    È comprensibile, dal momento che il seno non è trasparente e non è dotato di finestrelle graduate, fortunatamente però ci sono altri segnali che ci possono indicare se il bambino prende latte a sufficienza.

    Di solito, nei primissimi giorni, quando assume colostro – limitato in quantità ma dalle preziosissime qualità – il neonato bagna soltanto 1 o 2 pannolini nel corso delle 24 ore. Appena arriva il latte, in genere verso il terzo o quarto giorno, il bambino comincerà a bagnare 5 o 6 pannolini al giorno (6/8 se si tratta di pannolini di stoffa). (Un modo semplice per capire quanto pesa un pannolino bagnato consiste nel versare da 2 a 4 cucchiaiate d'acqua in un pannolino pulito.)
    A partire dai primi giorni e anche per diversi mesi, inoltre, la maggior parte dei bambini si scarica da 2 a 5 volte nelle 24 ore, anche se alcuni bambini hanno scariche più abbondanti e meno frequenti già intorno alle 6 settimane.

    Se il bambino dorme molto, non poppa almeno ogni 2 o 3 ore ed è tendenzialmente sonnolento potrebbe essere necessaria una visita dal pediatra, per verificare che non stia rischiando la disidratazione per carenza di latte.

    Ecco altri segnali utili per capire se il bambino prende latte a sufficienza:

    • Il bambino poppa di frequente, in media da 8 a 12 volte nelle 24 ore.
    • È il bambino a decidere la durata della poppata, che può durare da 10 a 20 minuti per parte o più.
    • Mentre poppa, senti il rumore che produce mentre deglutisce.
    • A partire dal quarto giorno di vita, dovrebbe aumentare da 140 a 220 grammi a settimana.
    • Il bambino è vigile e attivo, ha un aspetto sano, un bel colorito, la pelle soda, cresce in lunghezza e la sua circonferenza cranica aumenta.

    L'atto dell'allattamento non si riduce alla mera quantità di latte di cui si nutre il bambino, come scoprirai tu stessa fin dal primo momento in cui tieni il tuo bambino tra le braccia. L'allattamento è calore, nutrimento e amore materno tutto insieme.

    Capire se il bambino sta poppando a sufficienza è una delle cose più importanti che una neo-mamma può imparare.

    Per qualsiasi dubbio tu abbia a riguardo, consulta il pediatra.

    Se dopo aver controllato il numero di pannolini e di scariche e l'aumento di peso, è effettivamente necessario aumentare la produzione di latte, puoi leggere la sezione dedicata a come incrementare la produzione di latte.

    Se il bambino non cresce o perde peso, contatta il pediatra: nella maggior parte dei casi puoi trovare una soluzione intervenendo sulla gestione dell'allattamento, ma talvolta il mancato accrescimento è sintomo di un disturbo.

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  • E' possibile rilattare?

    Vorrei provare a recuperare l'allattamento dopo un'interruzione. Come posso rilattare?

    Qualche volta una madre decide di recuperare l'allattamento, a causa di un'emergenza, quando c'è una scarsità di altro cibo, dopo una separazione ecc. Spesso una madre può ricostruire con successo la produzione di latte, con pazienza e con determinazione (e con un bambino collaborativo!). Il volume Allattamento al seno - Il Libro delle Risposte, pubblicato da La Leche League, raccomanda le seguenti strategie per rilattare e indurre la lattazione, o per incentivare la produzione di latte:

    - Attaccare il bambino al seno per ogni pasto e per conforto anche fra i pasti il più spesso possibile. 

    - Estrarre spesso il latte (manualmente o con un tiralatte). 

    - Usare un dispositivo di alimentazione supplementare (se è disponibile e se le condizioni sanitarie sono abbastanza sicure per usarlo in maniera corretta) per offrire latte in aggiunta mentre il bambino succhia al seno. 

    - Si possono anche anche usare erbe o additivi che conducono ad un aumento di latte (le erbe utili sono elencate in una risposta). Se pensi di usare erbe o altri farmaci per aumentare la produzione di latte, accertati di allattare in ogni caso il bambino frequentemente, in modo da rimuovere più latte possibile. Questo aiuterà ad evitare infezioni al seno (mastiti) o dotti ingorgati.

    - Leggi anche la risposta su Come posso incrementare la mia produzione di latte? che contiene suggerimenti preziosi per ri-lattare, ed il nostro articolo su come si produce il latte che contiene informazioni preziose su come la produzione di latte si avvii e si mantenga.

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  • Ho latte a sufficienza?

    È una preoccupazione molto comune per le mamme che allattano. Infatti, sono molte le donne che si chiedono se la loro esperienza rientra nella "normalità".

    Ecco alcuni dubbi ricorrenti:

    Il mio seno non perde più latte. Non ne sto producendo abbastanza? La fuoriuscita di latte non ha alcuna relazione con la quantità di latte che la mamma produce. Una volta che la produzione è ben stabilizzata, la perdita di latte normalmente diminuisce o cessa. Alcune mamme sperimentano perdite di latte per periodi più lunghi di altre.

    Quando uso il tiralatte mi accorgo che un seno produce più latte dell'altro. C'è qualche problema?I seni di ogni donna sono leggermente differentie poiché gli esseri umani non sono simmetrici, neppure i seni lo sono. Capita quindi frequentemente che un seno produca più latte dell'altro. Quanto ai bambini, a volte preferiscono il seno che produce più latte o quello che ne produce meno e ciò è perfettamente normale.

    Non sento più i seni pieni quando è il momento della poppata. La produzione di latte sta diminuendo?Quando la produzione di latte si adegua alle esigenze del bambino, la sensazione di pienezza o di ingorgo che può aver provato in precedenza si riduce.

    Non sento più la calata del latte, o riflesso di emissione. Anche questo può accadere col passare del tempo. Alcune mamme non sentono affatto il riflesso di emissione ma possono accorgersi della calata del latte osservando il modo di succhiare e di deglutire del bambino.

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  • Ogni quanto devo allattare il mio bambino?

     

    Ognibambino è diverso!Alcuni sembra abbiano bisogno di poppare in continuazione, mentre altri lasciano passare più tempo tra una poppata e l'altra. Le mamme possono tranquillamente seguire i ritmi dei loro bambini, facendo solo attenzione che mangino a sufficienza. I bambini allattati, infatti, si autoregolano: prendono quello di cui hanno bisogno, non solo a ciascuna poppata, ma anche da ciascun seno. Inoltre, molti problemi legati all'allattamento - inclusi quelli legati a "carenza di latte" oppure a "eccesso di latte" - si risolvono proprio aumentando la frequenza delle poppate. Pertanto, se il tuo bambino mangia almeno 8-12 volte nell'arco delle 24 ore, puoi lasciar decidere a lui quando farlo. per essere certa che mangi abbastanza.
    Se però, nelle prime settimane, il bambino non mangia con questa frequenza, probabilmente dovrai svegliarlo!

    Molte madri si preoccupano quando i loro piccoli non "tengono l'intervallo" delle due ore e vogliono poppare ancora più spesso, cosa che invece accade di frequente. I bambini che poppano spesso (sempre che siano attaccati correttamente al seno) assumono latte a sufficienza, proprio perché stimolano la produzione del latte materno. Alcune ricerche recenti hanno dimostrato che riducendo il tempo della poppata e aumentando l'intervallo tra una poppata e l'altra, si può ridurre non solo la quantità di latte materno, ma anche il suo contenuto di grassi - ed ecco che il bambino piange, affamato... Alcuni bambini amano ciucciare e dormicchiare in continuazione. Altri mangiano in quantità, restando attaccati a lungo a ciascun seno. Tieni presente che non c'è niente di sbagliato nel seguire il ritmo richiesto dal bambino, perché l'allattamento materno è una relazione a due vie, che richiede alla madre di rispondere non solo alle richieste del bambino, ma anche ai segnali inviati dal suo stesso corpo. Sarà proprio questa capacità di risposta che aiuterà il tuo bambino a formare con te uno stretto legame d'amore.

    Se sei seriamente preoccupata circa la frequenza dell'allattamento, puoi richiedere l'assistenza di una Consulente de La Leche League oppure di un medico con una specifica preparazione nel campo dell'allattamento.

    L'AAP (l'Accademia Americana dei medici Pediatri) ha ufficialmente dichiarato che i bambini sani, nati a termine, dovrebbero poppare 8-12 volte nell'arco delle 24 ore; in altre parole, un pasto ogni 2-3 ore. Dal momento che il latte umano viene digerito molto facilmente, si raccomanda spesso alle mamme di osservare il neonato alla ricerca di "segnali di fame", come il riflesso di "rooting" (cioè di girare la testa nella direzione di uno stimolo tattile posto sulla faccia), morsicarsi o succhiarsi le mani o le dita, piangere. E si raccomanda inoltre caldamente alle neo-mamme di non lasciare che il bambino superi l'intervallo delle 3 ore, per due ragioni:

    1) perché il seno sia stimolato a produrre latte a sufficienza, e

    2) per assicurarsi che il bambino mangi abbastanza prevenendo così la disidratazione.

    Puoi approfondire questo argomento contattando una Consulente de La Leche League consultando le pubblicazioni de La Leche League, reperibili presso le Consulenti o scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

     

  • Perché il mio bambino si sveglia tante volte di notte?

    Il sonno dei neonati nei primi mesi di vita funziona diversamente rispetto a quello degli adulti perché è costituito da più fasi di sonno attivo (REM), quello più leggero e più importante per il loro sviluppo.
    Man mano che i bimbi crescono il bisogno di sonno REM diminuisce, mentre aumenta il sonno passivo, quello NON-REM.
    Questo significa che gradatamente matura la capacità di dormire più a lungo.
    I risvegli notturni sono quindi fisiologici e rappresentano la norma per la maggioranza dei neonati, che dorme mediamente sedici ore al giorno a prescindere dalla differenza tra giorno e notte.
    Parallelamente al bisogno di fare brevi e frequenti sonnellini, c’è il bisogno di poppare spesso, anche per breve tempo.
    Si è visto infatti che solitamente, nel passaggio dalla fase di sonno passivo a quella di sonno attivo, i bimbi richiedono di poppare; questo permette di regolarizzare meglio il ciclo di sonno-veglia.
    I risvegli notturni possono avvenire anche in seguito ai primi mesi, tra gli uno e i tre anni, per numerosi altri motivi tra i quali la dentizione, un raffreddore, una nuova fase di sviluppo o di cambiamento, il senso di solitudine o ancora la fame (nonostante si introducano cibi solidi anche la sera).

  • Posso allattare con le mestruazioni?

    Mi sono tornate le mestruazioni. Mi hanno detto che il latte "diventa cattivo",e che da questo momento non sarà più nutriente per il mio bambino. E' vero?

    No, non è vero.

    Talvolta potrebbe cambiare un pochino sapore, oppure diminuire un pochino la quantità, ma la quasi totalità di bambini non se ne cura e prosegue tranquillamente a poppare. Rispettando la richiesta del tuo bambino potrai continuare serenamente ad allattare senza alcun problema.

    Puoi approfondire questo argomento contattando una Consulente de La Leche League e consultando le pubblicazioni de La Leche League, reperibili presso le Consulenti o scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  • Quali sono i segnali della fame?

    A tutte noi hanno insegnato che il bambino va allattato quando piange.

    Questo criterio non è comprovato né dall’esperienza o tradizione, né da evidenze scientifiche.

    Tutti i primati ed i mammiferi evoluti allattano i loro cuccioli al primo segnale di bisogno, ed i loro cuccioli piangono molto raramente.

    Il pianto è un segnale TARDIVO di fame, e il bambino che viene allattato solo quando ha raggiunto lo stadio del pianto è ormai stressato, spaventato, spesso i suoi movimenti sono scoordinati e non è in condizione di poppare bene.

    È importante che una mamma sappia che solitamente i segnali della fame sono 4.

    Il primo corrisponde a uno schiocco della lingua sul palato, o a un movimento del succhiare prodotto con le labbra. È il primo segnale di un blando appetito.

    Il secondo segnale si presenta quando il bambino inizia a cercare il seno girando la testa di qua e di là.

    Il terzo segnale si evidenzia quando il bambino inizia a succhiarsi il dito o la mano, o il polso. Corrisponde più o meno al momento in cui i figli più grandi iniziano a girare nervosamente per la cucina chiedendo " È pronto? E cosa si mangia?"

    Il quarto - e ultimo - segnale della fame si ha quando il bambino inizia a piangere. A questo punto è spaventato, e molto affamato. Potrà attaccarsi al seno in modo scorretto perché troppo agitato: e allattando un bambino soltanto quando piange sarà più difficile eventualmente correggere un attacco impostato male o una posizione inefficace della lingua. Per di più è stanco, per cui incomincerà a poppare, si sazierà del primo latte che scende e -stremato - facilmente si addormenterà senza aver mangiato il giusto quantitativo per la sua fame.

    Fra il primo e il quarto segnale della fame possono passare anche 20 minuti-mezz’ora.

    Se invece di intervenire al primo segnale la mamma attacca il bambino al quarto, per tutte le poppate e tutti i giorni nell’arco di una settimana, il bambino sarà stato allattato un considerevole numero di volte in meno rispetto al suo reale fabbisogno, crescendo meno del suo potenziale; consentendo invece quelle poche volte al giorno in più al neonato di poppare, crescerà meglio e sarà più sereno.

    Per ulteriori informazioni leggi anche Ogni quanto devo allattare il mio bambino?

    Puoi approfondire questo argomento contattando una Consulente de La Leche League e consultando le pubblicazioni de La Leche League, reperibili presso le Consulenti o scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  • Quali vantaggi offre l’allattamento notturno?

    -    la prolattina, l’ormone principale nella produzione di latte, con il suo effetto rilassante aiuta madre e bambino a riaddormentarsi più facilmente ed inoltre, essendo prodotta in quantità maggiore durante la notte aiuta ad aumentare la quantità di latte;
    -    previene ingorghi mammari e infezioni;
    -    se si allatta da sdraiate aiuta a fronteggiare meglio un eventuale riflesso di emissione forte;
    -    favorisce il ritorno al seno del bimbo nel caso di rifiuto del seno o del cosiddetto “sciopero del poppante”;
    -    aiuta a prevenire la SIDS, avendo cura di rispettare le norme per un sonno sicuro.

    Per approfondire:

    È pericoloso dormire con il proprio bambino?

  • Quando comincerà a dormire tutta la notte?

    Proprio come non è possibile sapere con precisione quando il tuo bambino ti regalerà il suo primo sorriso...

  • Sarà uno scatto di crescita?

    "La mia bambina ha undici settimane e in questi ultimi 15 gg capita che voglia fare piu' di 7 pasti al giorno e si svegli più volte durante la notte. Ho il dubbio che stia crescendo meno e mi viene da pensare che forse il mio latte non sia sufficiente o non sia più abbastanza nutriente."

    Quanto dovrebbe crescere il bambino con l’allattamento? E che cosa sono gli "scatti di crescita"?

    Secondo le ultime stime dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, per valutare la crescita dei bambini allattati esclusivamente con latte materno, è necessario utilizzare tabelle di crescita apposite, differenti da quelle utilizzate dalla maggior parte dei pediatri, le quali rispecchiano piuttosto la crescita dei bambini che assumono la formula artificiale.
    Secondo queste nuove stime, nel caso del bambino sano e nato a termine, un bambino allattato a richiesta e senza integrazioni, deve crescere almeno 140/200 grammi a settimana nel primo trimestre, e almeno 80 grammi a settimana in seguito. Ovviamente ci saranno bambini che crescono più di questo livello minimo, ma in ogni caso in media con il latte materno il bambino tende ad avere una curva diversa dei bambini alimentati con la formula e l'aumento di peso, specie dopo i primi mesi, non è più così accentuato. Crescono però bene di altezza e manifestano un ottimo sviluppo psicomotorio.

    In media i bimbi allattati al seno crescono circa 170 gr a settimana i primi 4 mesi, poi molto meno fino a sei e poi ancora meno fino a 12.
    Per stare tranquille ed essere sicure che i bambini mangino abbastanza, si possono contare i cambi di pannolini: devono essere almeno 5/6 pannolini usa e getta (6/8 di stoffa) al giorno nelle prime settimane con scariche regolari.

    Ogni mamma può produrre il latte necessario per il suo bambino se lo allatta realmente a richiesta e se lo attacca al seno correttamente; più il bambino "chiede" al seno e più il corpo materno produce latte; è evidente che se la suzione viene convogliata altrove (ciucci, biberon, tisane) il corpo si comporta di conseguenza immaginando che il bambino non abbia bisogno.
    La cosa più importante da sapere è che i bambini hanno degli “ scatti di crescita”: improvvisamente paiono insaziabili, di colpo pieni di bisogni da soddisfare, lamentosi, vogliono ciucciare molto piú spesso. Tipicamente questi periodi sono intorno alle 2-3 settimane, intorno alle 6 settimane ed intorno ai 3 mesi. Ce ne sono poi altri al sesto mese e all'ottavo, ma spesso si notano meno.

    Gli scatti di crescita in genere durano da un paio di giorni ad una settimana. E' sufficiente, ancora una volta, assecondare il bambino ed attaccarlo ogni volta che lo richiede e per tutto il tempo che lo richiede (e solitamente succede che vogliano ciucciare molto durante la notte) e il corpo della mamma in breve tempo aumenterá la produzione (ed il bambino tornerá tranquillo). E' importante non interferire in questo processo con tisane o ciucci: il seno produce tanto più latte quanto piú spesso viene svuotato e stimolato attraverso la suzione. (Quindi se convogliamo la suzione del bambino al ciuccio o se gli riempiamo il pancino con acqua zuccherata sará meno interessato a ciucciare al seno e di conseguenza il seno produrrá meno latte). Questi momenti mettono a dura prova i genitori, ci si sente molto stanchi e ci si sente in ansia. Spesso la mamma si sente stressata e preoccupata nei confronti della sua esperienza di allattamento, specialmente se ha dubbi che il bambino non mangi abbastanza. Ma già il fatto di conoscere l'esistenza degli scatti di crescita aiuta ad affrontare questi momenti con maggior sicurezza.
    L'appetito di ogni bambino è proporzionale alla sua crescita, pertanto tutto ciò che interferisce a spezzare questo meccanismo può creare difficoltà: le aggiunte di formula artificiale, la camomilla o addirittura l'acqua, possono saziare il bambino allungando così l'intervallo tra una poppata e l'altra e diminuendo il tempo di suzione al seno... Ogni aggiunta che il bimbo prende in una giornata può provocare una minore produzione di latte il giorno dopo.

    Gli scatti di crescita, che comprensibilmente preoccupano le molte mamme che non ne conoscono l'esistenza, sono fasi nella vita del neonato in cui esso cerca di più il seno perché effettivamente ha bisogno di più latte; infatti la crescita del bambino non è sempre la stessa: ci sono momenti in cui deve crescere di meno, e momenti in cui deve crescere di più, e quindi deve mangiare di più.
    Allattando più spesso, ogni qual volta che il bambino lo desidera e senza porre limiti di tempo, si produce più latte, secondo la legge della "domanda e dell'offerta"; questo meccanismo è perfetto in quanto permette al bambino di sviluppare una importante capacità che è quella di regolare l'assunzione di cibo in base ai propri bisogni.
    L'ultimo scatto di crescita è quello dell'adolescenza, di cui nessuno si preoccupa perché tutti sanno che esiste, (anzi forse sarebbe preoccupante il contrario) ma soprattutto perché il bambino non è più allattato e la sua crescita dipende da panini e pastasciutte e non più dal seno della mamma!!

    Puoi approfondire ulteriormente questo argomento contattando una Consulente de La Leche League e consultando le pubblicazioni de La Leche League, reperibili presso le Consulenti o scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  • Se tengo spesso in braccio/allatto spesso il mio bambino, corro il rischio di viziarlo?

    Nel corso della storia, le mamme hanno sempre saputo – così come ora dimostrano le ricerche – che i bambini sono più sereni, più sani e diventano più competenti se vengono tenuti a stretto contatto con le mamme o con altri membri della famiglia per buona parte del tempo.

    Che dormano o siano svegli, che siano tristi o felici, ai piccoli piace sentirsi circondati dall'odore e dal calore delle tue braccia. Le ricerche dimostrano che i bambini crescono più in fretta e imparano prima a conoscere il mondo che li circonda se si trovano allo stesso livello della madre. Un bambino tenuto in braccio, che segue la mamma nelle sue attività quotidiane, può vedere molte più cose rispetto a un bambino che rimane sdraiato nella sua culla o in una carrozzina. Inoltre, in braccio, i bambini piangono molto meno, quindi sprecano meno energie e molti neonati dormono più profondamente quando sono tenuti a stretto contatto con il corpo della mamma. Questo approccio genitoriale, molto più rispettoso dei sentimenti del bambino, viene definito in inglese "attachment parenting" (genitori con attaccamento).

     

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    Per riuscire a muoversi più agevolmente e fare più cose anche con un bambino in braccio, puoi usare una fascia. Molto più versatili dei marsupi, le fasce da portare a tracolla sono comode perché permettono anche di allattare e di reggere il bambino in molte posizioni diverse (rivolto verso di te o verso l'esterno, sdraiato oppure appoggiato al tuo fianco), fino a quando non raggiunge i 12 - 15 kg. Questo approccio è utilizzato anche per molti neonati prematuri, ma dal momento che per questi bimbi il contatto pelle-a-pelle è fondamentale, con il sistema del "kangaroo care" è possibile tenere il bambino con sé "indossandolo" sotto i vestiti. In base alla nostra esperienza di Consulenti deLa Leche League, sappiamo che i bambini accuditi in questo modo acquistano sicurezza e indipendenza,man mano che crescono. Imparano a fidarsi del mondo e degli altri esseri umani e si sentono "a posto". Queste prime sensazioni di amore, sicurezza e rispetto si radicheranno nella mente del tuo bambino e saranno la base dei suoi atteggiamenti nella vita adulta. Comincia tutto da te!

     

    Allattare il bambino a richiesta, non solo ti garantisce un'abbondante produzione di latte (più il bambino succhia, più latte viene prodotto) ma gli permette di trovare conforto, di alleviare un disagio e semplicemente di fornirgli il contatto umano di cui ha bisogno. La sua bocca è la parte più sensibile del suo corpo e succhiare lo fa sentire bene. A differenza di un ciuccio, che può cadere a terra e sporcarsi, i tuoi capezzoli sono sempre perfetti. Non c'è bisogno di guardare l'orologio: ascolta ciò che ti dice il tuo bambino. Magari ha sete, oppure ha voglia di uno spuntino oppure ha decisamente fame. Inoltre, l'uso del ciuccio può confonderlo, anche se in talune situazioni può rivelarsi utile, quindi se necessario usalo comunque con prudenza.

     

    Prendersi cura di un bambino che piange di notte, può essere uno dei compiti più difficili per un neo-genitore, specialmente se amici o parenti intervengono dicendo che se si prende in braccio o si allatta un bambino ogni volta che piange, si finisce per viziarlo. Alcuni dicono anche che il bambino ha bisogno di imparare a "confortarsi da solo" la notte, per potersi riaddormentare senza i genitori. Questo cosiddetto "addestramento al sonno" può funzionare in alcune famiglie, ma molte mamme preferiscono rispondere al pianto dei bambini, giorno o notte che sia. In molti casi, tenere i bambini vicino tutta la notte, nel lettone, nella carrozzina o in una culla accanto al letto, è il miglior modo di rispondere alle loro esigenze, limitando il più possibile le interruzioni al nostro sonno… Per ulteriori approfondimenti, visita la pagina dedicata al sonno.

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    E ora, ti proponiamo un semplice esercizio di immaginazione, che spesso aiuta le mamme a fidarsi dei loro cuori e a smettere di preoccuparsi del rischio di viziare i bambini. Immagina di essere spaventata o triste e di scoppiare a piangere. Cosa proveresti se una persona adulta a cui vuoi bene, pur sapendo che stai piangendo, si rifiutasse di abbracciarti, e ti facesse notare che ti ha già abbracciato non più di un'ora prima? Probabilmente, prima o poi, alla fine smetteresti di piangere da sola, ma non ti saresti sentita meglio se qualcuno ti avesse confortato quando ne avevi più bisogno?

     

     

     

    Puoi approfondire questo argomento contattando una Consulente de La Leche League e consultando le pubblicazioni de La Leche League, reperibili presso le Consulenti o scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.