allattamento notturno

  • Come possiamo accudire un bambino di notte e riuscire a riposare?

    Per gestire le poppate notturne e minimizzare la fatica di accudire un bambino di notte, le mamme hanno trovato le più svariate soluzioni, tante quante sono le tipologie di famiglie.

    -    Alcune scelgono di dormire insieme al loro bambino, con le dovute precauzioni per un sonno sicuro;
    -    altre accostano la culla o il lettino al letto matrimoniale (sistemazione a “sidecar”) abbassando la sponda laterale e portando i materassi allo stesso livello, senza lasciare spazi tra uno e l’altro. Questa sistemazione è adatta alle famiglie che vorrebbero provare a dormire insieme, ma non hanno un letto abbastanza grande, oppure nei casi in cui il bambino abbia un sonno talmente movimentato da richiedere un proprio spazio;
    -    altre, quando il bimbo diventa più grandicello, avvicinano al letto matrimoniale un letto singolo o a scomparsa, oppure sistemano un materasso sul pavimento (utile e risolutivo quando il bambino non sta bene o ha qualche disagio, per cui necessita della presenza rassicurante dei genitori);
    -    altre ancora, quando il bimbo diventa più grandicello, lo fanno dormire con i suoi eventuali fratelli o sorelle.

    Per approfondire:

    È pericoloso dormire con il proprio bambino?

    Quando comincerà a dormire tutta la notte?

  • Perché il mio bambino si sveglia tante volte di notte?

    Il sonno dei neonati nei primi mesi di vita funziona diversamente rispetto a quello degli adulti perché è costituito da più fasi di sonno attivo (REM), quello più leggero e più importante per il loro sviluppo.
    Man mano che i bimbi crescono il bisogno di sonno REM diminuisce, mentre aumenta il sonno passivo, quello NON-REM.
    Questo significa che gradatamente matura la capacità di dormire più a lungo.
    I risvegli notturni sono quindi fisiologici e rappresentano la norma per la maggioranza dei neonati, che dorme mediamente sedici ore al giorno a prescindere dalla differenza tra giorno e notte.
    Parallelamente al bisogno di fare brevi e frequenti sonnellini, c’è il bisogno di poppare spesso, anche per breve tempo.
    Si è visto infatti che solitamente, nel passaggio dalla fase di sonno passivo a quella di sonno attivo, i bimbi richiedono di poppare; questo permette di regolarizzare meglio il ciclo di sonno-veglia.
    I risvegli notturni possono avvenire anche in seguito ai primi mesi, tra gli uno e i tre anni, per numerosi altri motivi tra i quali la dentizione, un raffreddore, una nuova fase di sviluppo o di cambiamento, il senso di solitudine o ancora la fame (nonostante si introducano cibi solidi anche la sera).

  • Quali vantaggi offre l’allattamento notturno?

    -    la prolattina, l’ormone principale nella produzione di latte, con il suo effetto rilassante aiuta madre e bambino a riaddormentarsi più facilmente ed inoltre, essendo prodotta in quantità maggiore durante la notte aiuta ad aumentare la quantità di latte;
    -    previene ingorghi mammari e infezioni;
    -    se si allatta da sdraiate aiuta a fronteggiare meglio un eventuale riflesso di emissione forte;
    -    favorisce il ritorno al seno del bimbo nel caso di rifiuto del seno o del cosiddetto “sciopero del poppante”;
    -    aiuta a prevenire la SIDS, avendo cura di rispettare le norme per un sonno sicuro.

    Per approfondire:

    È pericoloso dormire con il proprio bambino?

  • Quando comincerà a dormire tutta la notte?

    Proprio come non è possibile sapere con precisione quando il tuo bambino ti regalerà il suo primo sorriso...