deglutizione

  • Allattare un bambino sonnolento

    Di Françoise Railhet; da Les dossiers de l’Allaitement n. 34 Gennaio Febbraio Marzo 1998, pubblicato originariamente ne L'Allattamento Modernon. 19, 1998, (revisione e aggiornamento luglio 2009)


    Quando un bimbo è sonnolento e sembra disinteressarsi al seno, sia i genitori sia il personale medico giustamente si allarmano. Naturalmente capita che bambini dormiglioni siano molto attivi al seno e crescano bene. Per quelli non c’è bisogno di cambiare nulla, è sufficiente lasciarli vivere secondo il loro ritmo.

    Ma ci sono anche bimbi che dormono al punto di lasciarsi “tranquillamente” deperire, e queste situazioni si aggravano sempre più con l’aumentare della sonnolenza del neonato causata dalla disidratazione e dalla malnutrizione.

    Diversi fattori possono rendere un bambino sonnolento: gli analgesici somministrati alla madre durante il travaglio, lo stress della nascita, le caratteristiche individuali, la sovrastimolazionedel bambino, un'ipotonia, un’immaturità transitoria del sistema nervoso, un itteropiù forte della media…

    Alcuni bambini sembrano dormire continuamente per sottrarsi ad una realtà troppo stressante per loro. Questi bambini saranno spesso più attivi al seno, o sembreranno voler poppare continuamente, piangendo se li si allontana, e riaddormentandosi dopo qualche movimento di suzione quando li si rimette al seno. [NdR: questo comportamento può anche essere segno di una difficoltà di suzione o posizionamento al seno].

    Se un bambino dormiglione presenta un problema di peso, bisognerà prestare attenzione a che sia nutrito sufficientemente, per non fargli correre il rischio di disidratazione o di malnutrizione. Dovrebbe essere svegliato per essere messo al seno da 10 a 12 volte almeno nelle 24 ore, compresa la notte, cioè ogni almeno due ore (l’intervallo tra due poppate è calcolato dall’inizio di una poppata all’inizio della successiva). La sua attività al seno deve essere valutata attentamente, così come il suo stato di salute generale. Bisogna notare che questi bimbi spesso sono più attivi al seno di notte, sia perché sono meno stressati grazie alla calma notturna, sia perché di notte la madre ha un flusso maggiore di latte, o per entrambe le cose.

    QUALCHE SUGGERIMENTO PER AIUTARE A PREVENIRE O A SUPERARE IL PROBLEMA

    - Dopo la nascita il bambino deve stare con la mamma, e non occorre intervenire in alcun modo fino al momento in cui il bambino non avrà poppato. Bisogna essere pazienti se la madre ha partorito sotto analgesici: gli studi hanno dimostrato che il comportamento del bimbo è più disorganizzato in questo caso, e che la disorganizzazione può durare alcuni giorni e in certi casi alcune settimane.

    - La madre e il suo bambino non dovrebbero essere separati durante il soggiorno nel reparto di maternità. Evitare di dare biberon e ciucci che potrebbero confondere la suzione del bambino.

    - Il contatto pelle a pelle dovrebbe essere attuato il più spesso possibile. Il bambino può essere messo direttamente sul petto della mamma, con addosso solamente un pannolino, avvolgendo eventualmente entrambi in una camicia o in uno scialle. Il corpo della madre provvede ampiamente al bisogno di calore del bambino. La mamma può metterlo al seno nel momento in cui egli manifesta il desiderio di poppare, ben prima che si metta a piangere.

    - La mamma deve essere informata su quali sono i primi segnali che indicano il desiderio di essere messo al seno: rumori di suzione, movimenti veloci degli occhi, movimenti delle labbra e della lingua, il portare la mano alla bocca, movimenti del corpo... anche se il bambino è sonnolento questi segnali indicano che è nella fase di sonno leggero e può essere messo al seno con successo. È invece inutile tentare di mettere al seno un bimbo nella fase di sonno profondo.

    - La mamma dovrebbe mettere il bimbo al seno prima che sia tanto affamato da piangere: quando un neonato è arrivato a questo stadio spesso sarà troppo stanco o troppo agitato per voler o poter poppare correttamente. In questo caso dargli un po’ di latte facendolo succhiare al dito potrà aiutarlo a calmarsi e a ristabilire una suzione efficace. Solo successivamente si potrà attaccarlo al seno.

    - Non coprire troppo il neonato, perché il calore ha un effetto sedativo. Può essere utile variare la luminosità dell’ambiente, parlargli, tentare di avere un contatto visivo con lui… Se fa fatica a svegliarsi, si può cambiarlo, massaggiarlo, fargli il bagno, fargli muovere le braccia e le gambe, metterlo in posizione verticale, metterlo a sedere sulle ginocchia, coricarlo e poi ritirarlo su a sedere diverse volte di seguito, passargli un panno fresco sul viso…

    - A volte è utile provare diverse posizioni. Cambiare seno quando il bimbo sembra disinteressarsi alla poppata e sta per addormentarsi. Massaggiare circolarmente la testa del bimbo mentre poppa. Parlargli durante la poppata, lodarlo ogni volta che poppa efficacemente.

    - Per incoraggiare il bimbo a prendere e poi tenere il seno in bocca si può provare a dargli del latte con l’aiuto di una siringa di plastica o di un tubicino (del DAS) mentre è al seno. Questo tipo di aiuto deve essere però solo temporaneo: se entro 24 ore non si constata nessun miglioramento nell’attività del bambino al seno, va fatta un’accurata valutazione della situazione.

    - La mamma può comprimere il seno mentre il bambino succhia. Diversi studi hanno dimostrato che questo permette al bimbo di ottenere una quantità maggiore di un latte più ricco di grassi. La mamma può anche tirare delicatamente indietro il seno, quando il bambino sembra addormentarcisi sopra, per incoraggiarlo a ricominciare a poppare (chiaramente questo si può fare solo se la madre non ha problemi di capezzoli dolenti).

    - In alcuni casi (rifiuto del seno, confusione seno-tettarella…), l’utilizzo temporaneo di copricapezzoli o di un DAS può aiutare il bambino. Poiché però i rischi legati ad un utilizzo inappropriato di questi metodi sono elevati, la situazione deve essere seguita molto da vicino e questi sistemi devono essere utilizzati per il minor tempo possibile.

    - Probabilmente raccomandare alla mamma di tirarsi il latte non è sempre realmente necessario. Tuttavia quando la madre ha un ingorgo massiccio e/o se il bambino ha una suzione poco o nulla efficace, tirare il latte può essere indispensabile per stimolare la produzione del latte e fornire al bambino un’integrazione di latte materno.

    - Molto spesso è d'aiuto farsi un bagno con il neonato. L’ambiente liquido incoraggia molti bimbi a poppare. È importante anche tenere il più spesso possibile addosso il bambino in un marsupio o in una fascia.

    - La mamma deve imparare valutare se il suo bimbo riceve latte a sufficienza: occorre vedere e/o sentire il bambino deglutire regolarmente per un periodo di tempo sufficientemente lungo, controllare l’urina e le feci (come minimo, dal terzo giorno in poi, durante le prime settimane da 5 a 6 pannolini bagnati al giorno e 3-5 evacuazioni di feci molli o liquide).

    Se all’uscita dal reparto di maternità l’allattamento non è ben avviato, dopo il ritorno a casa deve assolutamente essere assicurato un attento controllo.

    Bibliografia:

    M. Walker, Breastfeeding the sleepy baby. JHL 1997; 13: 151-53.

    Feuilliet, Porter son bébé. F016.

    Prévenir la déshydratation chez le bébé allaité. Dossiers de l’Allaitementn. 31, pag 24.

    Deshydratation chez un nourrisson allaité. Dossiers de l’Allaitementn. 28, pag16.

    Supplémenter les bébés allaités: quand, pourquoi, comment? Dossiers de l’Allaitementn. 26, pag16.

    Stagnation staturo-pondérale et prise de poids lente. Dossiers de l’Allaitementn. 22, pag 22.

    Pas assez de lait ou pas assez de soutient? Dossiers de l’Allaitementn. 22, p.4.

    Bibliografia italiana:

    La Leche League Italia, L’arte dell’allattamento materno. La Leche League Italia2005, pp. 158-59.

    Mohrbacher N., Stock J. Allattamento al seno: il Libro delle Risposte.vol.1, La Leche League Italia2004, pp. 83-86.

    Zeretzke K. Aiutare una madre il cui bambino rifiuta di poppareL'Allattamento Moderno n. 30, 2000

    Tradotto da Barbara Crosetto

    Puoi approfondire questo argomento contattando una Consulente de La Leche League e consultando le pubblicazioni de La Leche League.

  • Che cos'è la compressione del seno? A cosa serve?

    La compressione del seno è una tecnica che serve a mantenere il bambino attivo al seno e a fargli assumere più latte.

    Per prima cosa impara a riconoscere quando il bambino sta “bevendo” bene e prendendo latte: la sua suzione mostra una sequenza “apri-pausa-chiudi”. Noterai anche movimenti vicino all’orecchio e alla tempia di tuo figlio.

    Quando tuo figlio sta poppando attivamente, non è infatti necessario comprimere il seno.

    Quando invece smette di poppare attivamente, e “ciuccetta” (la bocca si muove ma senza movimenti verso le tempie e le orecchie), comincia la compressione del seno.

    Sorreggi il seno con una mano, il più possibile accostata alla cassa toracica, il pollice da un lato e le altre dita dall’altro lato del seno, in modo da averne una buona porzione nella mano. Poi schiaccia il seno fra il pollice e le altre dita, comprimendolo. Quest’azione dev’essere fatta con decisione, ma non così forte da far male.

    Il bambino ricomincia a poppare attivamente (suzione a bocca aperta-pausa-chiusa). A quel punto, puoi mantenere la compressione, finché tuo figlio non ricomincerà a “ciuccettare” invece di “bere”. Non interrompere la compressione durante la suzione attiva; quando si mette solo a “ciuccettare”, allora puoi rilasciare la mano, per non stancarla, e per permettere al latte di fluire ancora da altre zone del seno.

    Quando si rilascia la pressione, alcuni bambini smettono di succhiare. Se il bambino non riprende a poppare attivamente entro dieci secondi circa, comprimi di nuovo il seno.

    Ogni volta che comprimi il seno, sposta leggermente la mano in un'altra posizione, in modo da comprimere ogni volta zone differenti del seno.

    Se inizialmente la compressione non dà risultati, questo non significa che tu debba immediatamente cambiare seno. Ma via via che il bambino poppa sempre più tempo a un seno, la compressione funzionerà sempre meno, e il flusso del latte rallenterà; e i bambini rispondono al flusso di latte.

    Se la compressione non ha più effetto e tuo figlio si sta addormentando o cominciando a irritarsi per la lentezza del flusso, prova a staccarlo dal seno e offrirgli l’altro lato. Potrai poi ripetere il ciclo, da un seno all’altro, tutte le volte che occorre, finché la compressione non riesca più a mantenere il bambino attivo.

    Prova a sperimentare. Sebbene questa tecnica funzioni bene con molte madri, metti in atto qualunque variazione che funzioni bene per te. Finché comprimere il seno non è fastidioso per te, e il bambino assume latte, allora significa che la tecnica sta funzionando.

    (adattato da “Allattamento al seno – Il libro delle Risposte”, vol. 1 p. 163)

    Puoi approfondire ulteriormente questo argomento contattando una Consulente de La Leche League e consultando le pubblicazioni de La Leche League.

  • Come posso incrementare la mia produzione di latte?

     

    Questo è un problema comune nell'allattamento. Molte donne si meravigliano del fatto di poter incrementare la loro produzione di latte.

    Talvolta l'allattamento procede meravigliosamente, poi la mamma comincia a chiedersi se è in grado di produrre abbastanza latte per nutrire il suo bambino. Il piccolo può voler poppare "tutto il tempo" o può essere che il seno sembri più morbido e non "pieno" com'era nelle prime settimane di allattamento.

    Innanzitutto è necessario individuare alcuni "falsi allarmi" riguardo alla produzione di latte.Si può dire che un bambino in salute, nato a termine e allattato sta prendendo abbastanza latte se:

    • A partire dal terzo giorno dopo la nascita, ha almeno 2 - 5 scariche intestinali al giorno(in bambini che hanno più di 6 settimane sono normali scariche anche meno frequenti).
    • A partire dal terzo o quarto giorno dopo la nascita, bagna bene di pipì almeno 5-6 pannolini al giorno(6-8 pannolini in cotone).
    • Il bambino sta aumentando circa 30 grammi al giorno, partendo non dal suo peso alla nascita, ma dal peso più basso raggiunto circa tre o quattro giorni dopo la nascita.
    • Il bambino poppa frequentemente, ad intervalli di un'ora o un'ora e mezza fino a tre ore, facendo circa 8 - 12 pasti al giorno.
    • Il bambino appare in salute, il suo colorito è buono, la sua pelle tesa, sta crescendo in volume, in lunghezza e nella circonferenza cranica, appare vispo e vivace.

      Nel periodo compreso tra le 6 settimane e i 2 mesi di età del bambino, il corpo della mamma ha imparato quanto latte deve produrre e molte donne non sentono più il seno turgido. Questo non è un segno che il latte sta diminuendoma significa semplicemente che il corpo della mamma ha compreso la quantità di latte necessaria al proprio bambino.

    Un bambino può avere diversi "scatti di crescita" nei primi mesi di vita. Generalmente questi avvengono intorno alle 2 - 3 settimane, a 6 settimane e a 3 mesi di età ma possono verificarsi in ogni altro momento per ogni singolo bambino. Ci sono volte in cui il piccolo vuole poppare di più e più frequentemente per stabilire una produzione di latte appropriata.

    Assecondare la richiesta del bambino, lasciandolo poppare tutte le volte e per tutto il tempo che vuole, di solito accrescela produzione di latte della mamma e le permette di avere maggiore quantità di latte entro alcuni giorni. Facciamo un esempio: abbiamo molta fame ma mangiamo solo un piccolo spuntino. Ciò non può bastare e quindi abbiamo ancora fame. Il nostro corpo vuole mangiare di più e non sarà soddisfatto finché non mangerà abbastanza. Per il bambino accade la stessa cosa - tenerlo a lungo senza poppare equivale a fare aumentare la sua frustrazione e la sua fame.

    Se c'è bisogno di accrescere la produzione di latte, la prima cosa da fare è cercare aiuto. Se il bambino non sta crescendo bene, o sta perdendo peso, è bene mettersi in contatto con il pediatra. Spesso migliorare le tecniche di allattamento aiuta a risolvere la questione velocemente, ma in alcuni casi uno scarso aumento di peso può indicare un problema di salute.

    • Un bambino sonnolento può aver bisogno di essere svegliato e incoraggiato a poppare il più frequentemente possibile, se possibile anche durante la notte per aumentare la stimolazione del latte e la quantità di latte assunta durante le 24 ore.
    • Se la mamma sente dolore potrebbe esserci un problema nella posizionedi allattamento e/o nell'attacco al seno: se non si è sicure che il bambino stia succhiando correttamente è bene consultare una Consulente de La Leche Leagueo un altro specialista dell'allattamento che possa essere di aiuto.
    • Se il bambino non cresce bene ed il pediatra ha prescritto delle aggiunte di formula artificiale, sarebbe opportuno che queste fossero somministrate con delle modalità che noninterferiscano con la modalità corretta di suzione al seno, ad esempio un cucchiaio, una tazzina o con un dispositivo di alimentazione supplementare. Il biberon invece potrebbe interferire, quindi se si opta per questa modalità va fatta attenzione a curare maggiormente che ci sia un attacco buono ed efficace al seno. L'aggiunta potrebbe essere anche soltanto di latte materno, tirato e poi somministrato nelle modalità scelte dalla mamma.
    • Se si sta somministrando latte artificiale, è rischioso interrompere bruscamente le aggiunte mentre è consigliabile diminuirle con gradualitàa mano a mano che si sta maggiormente lavorando per stimolare il seno e quindi si aumenta la produzione di latte. Per essere sicure che il bambino stia mangiando abbastanza si possono controllare i pannolini bagnati o sporchi, ed è opportuno essere in contatto con il pediatra per un controllo periodico del peso e della salute generale.
    • È consigliabile "movimentare" la poppata, cambiando seno due o tre volte per pasto, per aiutare il bambino a conservare l'interesse: appena si mostra distratto conviene porgere l'altro seno. Questo aiuta a stimolare in modo efficace la produzione di latte poiché in questo modo si riesce con più facilità a svuotare completamente i seni.
    • E' importante che la mamma si prenda cura di se stessa, ponendo attenzione alle proprie necessità di riposo, rilassamento, alimentazione e adeguata idratazione, anche chiedendo sostegno e aiuto pratico alle persone che le sono vicine, per quanto le sia possibile.

    Puoi approfondire ulteriormente questo argomento contattando una Consulente de La Leche League e consultando le pubblicazioni de La Leche League.

  • Come posso sapere se il mio bambino riceve abbastanza latte?

    Questa è una delle domande che le mamme ci rivolgono più spesso.

    È comprensibile, dal momento che il seno non è trasparente e non è dotato di finestrelle graduate, fortunatamente però ci sono altri segnali che ci possono indicare se il bambino prende latte a sufficienza.

    Di solito, nei primissimi giorni, quando assume colostro – limitato in quantità ma dalle preziosissime qualità – il neonato bagna soltanto 1 o 2 pannolini nel corso delle 24 ore. Appena arriva il latte, in genere verso il terzo o quarto giorno, il bambino comincerà a bagnare 5 o 6 pannolini al giorno (6/8 se si tratta di pannolini di stoffa). (Un modo semplice per capire quanto pesa un pannolino bagnato consiste nel versare da 2 a 4 cucchiaiate d'acqua in un pannolino pulito.)
    A partire dai primi giorni e anche per diversi mesi, inoltre, la maggior parte dei bambini si scarica da 2 a 5 volte nelle 24 ore, anche se alcuni bambini hanno scariche più abbondanti e meno frequenti già intorno alle 6 settimane.

    Se il bambino dorme molto, non poppa almeno ogni 2 o 3 ore ed è tendenzialmente sonnolento potrebbe essere necessaria una visita dal pediatra, per verificare che non stia rischiando la disidratazione per carenza di latte.

    Ecco altri segnali utili per capire se il bambino prende latte a sufficienza:

    • Il bambino poppa di frequente, in media da 8 a 12 volte nelle 24 ore.
    • È il bambino a decidere la durata della poppata, che può durare da 10 a 20 minuti per parte o più.
    • Mentre poppa, senti il rumore che produce mentre deglutisce.
    • A partire dal quarto giorno di vita, dovrebbe aumentare da 140 a 220 grammi a settimana.
    • Il bambino è vigile e attivo, ha un aspetto sano, un bel colorito, la pelle soda, cresce in lunghezza e la sua circonferenza cranica aumenta.

    L'atto dell'allattamento non si riduce alla mera quantità di latte di cui si nutre il bambino, come scoprirai tu stessa fin dal primo momento in cui tieni il tuo bambino tra le braccia. L'allattamento è calore, nutrimento e amore materno tutto insieme.

    Capire se il bambino sta poppando a sufficienza è una delle cose più importanti che una neo-mamma può imparare.

    Per qualsiasi dubbio tu abbia a riguardo, consulta il pediatra.

    Se dopo aver controllato il numero di pannolini e di scariche e l'aumento di peso, è effettivamente necessario aumentare la produzione di latte, puoi leggere la sezione dedicata a come incrementare la produzione di latte.

    Se il bambino non cresce o perde peso, contatta il pediatra: nella maggior parte dei casi puoi trovare una soluzione intervenendo sulla gestione dell'allattamento, ma talvolta il mancato accrescimento è sintomo di un disturbo.

    Puoi approfondire questo argomento contattando una Consulente de La Leche League e consultando le pubblicazioni de La Leche League.

  • Ogni quanto devo allattare il mio bambino?

     

    Ognibambino è diverso!Alcuni sembra abbiano bisogno di poppare in continuazione, mentre altri lasciano passare più tempo tra una poppata e l'altra. Le mamme possono tranquillamente seguire i ritmi dei loro bambini, facendo solo attenzione che mangino a sufficienza. I bambini allattati, infatti, si autoregolano: prendono quello di cui hanno bisogno, non solo a ciascuna poppata, ma anche da ciascun seno. Inoltre, molti problemi legati all'allattamento - inclusi quelli legati a "carenza di latte" oppure a "eccesso di latte" - si risolvono proprio aumentando la frequenza delle poppate. Pertanto, se il tuo bambino mangia almeno 8-12 volte nell'arco delle 24 ore, puoi lasciar decidere a lui quando farlo. per essere certa che mangi abbastanza.
    Se però, nelle prime settimane, il bambino non mangia con questa frequenza, probabilmente dovrai svegliarlo!

    Molte madri si preoccupano quando i loro piccoli non "tengono l'intervallo" delle due ore e vogliono poppare ancora più spesso, cosa che invece accade di frequente. I bambini che poppano spesso (sempre che siano attaccati correttamente al seno) assumono latte a sufficienza, proprio perché stimolano la produzione del latte materno. Alcune ricerche recenti hanno dimostrato che riducendo il tempo della poppata e aumentando l'intervallo tra una poppata e l'altra, si può ridurre non solo la quantità di latte materno, ma anche il suo contenuto di grassi - ed ecco che il bambino piange, affamato... Alcuni bambini amano ciucciare e dormicchiare in continuazione. Altri mangiano in quantità, restando attaccati a lungo a ciascun seno. Tieni presente che non c'è niente di sbagliato nel seguire il ritmo richiesto dal bambino, perché l'allattamento materno è una relazione a due vie, che richiede alla madre di rispondere non solo alle richieste del bambino, ma anche ai segnali inviati dal suo stesso corpo. Sarà proprio questa capacità di risposta che aiuterà il tuo bambino a formare con te uno stretto legame d'amore.

    Se sei seriamente preoccupata circa la frequenza dell'allattamento, puoi richiedere l'assistenza di una Consulente de La Leche League oppure di un medico con una specifica preparazione nel campo dell'allattamento.

    L'AAP (l'Accademia Americana dei medici Pediatri) ha ufficialmente dichiarato che i bambini sani, nati a termine, dovrebbero poppare 8-12 volte nell'arco delle 24 ore; in altre parole, un pasto ogni 2-3 ore. Dal momento che il latte umano viene digerito molto facilmente, si raccomanda spesso alle mamme di osservare il neonato alla ricerca di "segnali di fame", come il riflesso di "rooting" (cioè di girare la testa nella direzione di uno stimolo tattile posto sulla faccia), morsicarsi o succhiarsi le mani o le dita, piangere. E si raccomanda inoltre caldamente alle neo-mamme di non lasciare che il bambino superi l'intervallo delle 3 ore, per due ragioni:

    1) perché il seno sia stimolato a produrre latte a sufficienza, e

    2) per assicurarsi che il bambino mangi abbastanza prevenendo così la disidratazione.

    Puoi approfondire questo argomento contattando una Consulente de La Leche League consultando le pubblicazioni de La Leche League.