mal di pancia

  • Il mio bambino allattato sta soffrendo di stipsi? Ha bisogno di un lassativo?

    Mentre la quantità e la frequenza dei pannolini bagnati e delle scariche di un bambino allattato possono essere un indizio significativo del suo benessere, le abitudini intestinali dei bambini possono variare molto ed essere perfettamente normali.

    I PRIMI GIORNI DI VITA

    Nei primi due o tre giorni di vita, sarebbe normale per un bambino bagnare solo uno o due pannolini al giorno. Quando la quantità di latte prodotto dalla madre cresce, la sua emissione di urina crescerà notevolmente. Nei primi giorni dopo la nascita i neonati evacuano feci scure e appiccicose chiamate meconio, sostanza che hanno immagazzinato già prima della nascita. Quando il bambino riceve il latte, questo libera il tratto intestinale dal meconio, ed entro pochi giorni le feci diventano più soffici e di colore molto più chiaro. Le feci normalmente sono gialle, giallo verdi o marroni. È normale che a volte siano verdi. L'odore dovrebbe essere lieve e non particolarmente sgradevole. La consistenza può essere descritta come simile alle uova strapazzate, alla crema, al purè di pera. Nelle feci spesso sono visibili piccole particelle solide come dei semini.

    LE PRIME SEI SETTIMANE

    Dopo i primi giorni e fino a sei settimane di vita, la maggior parte dei bambini ha da due a cinque scariche nelle 24 ore delle dimensioni di una moneta da due euro. Alcuni bambini hanno scariche più frequenti ed è possibile che un bambino sano ne abbia di meno. Se un bambino che ha meno di sei settimane di vita ha meno di due scariche al giorno, la cosa può essere ancora considerata normale se contemporaneamente bagna di pipì un numero adeguato di pannolini, aumenta di peso con ritmo adeguato e se le feci prodotte sono di quantità notevole.

    Dopo i primi giorni un bambino allattato dovrebbe bagnare almeno cinque/sei pannolini normali nelle 24 ore (da sei a otto pannolini se sono quelli tradizionali, in cotone da lavare). Per avere un'idea più precisa di cosa significhi un "pannolino bagnato", versa 2 - 4 cucchiai da tavola di acqua (30 - 60 ml) su un pannolino asciutto. Tieni conto del fatto che esiste una grande varietà di marche e tipi di pannolini con differente capacità di assorbimento. Può essere utile porvi sopra un fazzoletto per valutare l'umidità.

    È normale che le scariche intestinali diminuiscano di frequenza quando il colostro, che ha proprietà lassative, è completamente scomparso dal latte della madre, dopo circa sei settimane di vita. Un bambino di questa età può continuare ad avere anche cinque scariche al giorno, a volte persino dopo ogni poppata, ma per un bambino allattato è normale anche avere una sola scarica ogni pochi giorni. Alcuni bambini sani addirittura evacuano una volta alla settimana. Quando le scariche sono meno frequenti, saranno più abbondanti. Se il bambino cresce bene, bagna di pipì pannolini a sufficienza, è felice e contento non c'è motivo di preoccuparsi per le scariche poco frequenti è non è necessario dare al bambino un lassativo, succo di frutta o "aiutarlo" in altro modo, perché forzare i movimenti intestinali può avere conseguenze dannose.

    Dopo le sei settimane di vita, il bambino può bagnare cinque o sei pannolini tradizionali al giorno ma in questo caso saranno molto bagnati. Quando la vescica del bambino cresce può produrre e trattenere molta più urina per volta. Per giudicare quanto un pannolino di un bambino più grande è bagnato, versa 8 cucchiai (120 ml) di acqua su un pannolino asciutto. Questa è la sensazione di riferimento per giudicare un pannolino bagnato.

    DOPO L'INTRODUZIONE DEI CIBI SOLIDI

    Una volta che il bambino allattato assume anche cibi solidi o altri liquidi, ci saranno molti cambiamenti nelle sue abitudini di evacuazione. Le feci avranno un odore più forte, un colore e una consistenza diversi. È normale trovare nel pannolino pezzetti di verdure, poiché, anche cotte, queste sono più difficili da digerire di molti altri cibi. Ora il bambino potrebbe anche avere problemi di stipsi o di diarrea, che rappresentano segnali evidenti che il piccolo non tollera un nuovo cibo o succo.

    Puoi approfondire questo argomento contattando una Consulente de La Leche League e consultando le pubblicazioni de La Leche League, reperibili presso le Consulenti o scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

     

  • Il mio bambino soffre di reflusso gastroesofageo. Posso allattarlo ugualmente?

    Negli ultimi anni c'è stato un grande aumento del numero di bambini cui è stato diagnosticato il reflusso gastroesofageo. In questi casi,l'allattamento non andrebbe interrotto. Sono stati condotti pochissimi studi sull'alimentazione dei bambini che soffrono di reflusso; tuttavia, è stato provato che i bambini con questo tipo di disturbo soffrono meno di reflusso notturno quando sono allattati.

    Per reflusso gastroesofageo si intende il ritorno nell'esofago del contenuto dello stomaco.

    I sintomi e le complicazioni di questo disturbo variano da paziente a paziente e possono comprendere:

    difficoltà a deglutire, singhiozzo e ruttini frequenti, conati di vomito o soffocamento, frequente dolore o arrossamento della gola, sonno disturbato, pianto improvviso o inconsolabile, dolore acuto, inarcamento durante le poppate, rigurgito e vomito frequenti, vomito molte ore dopo il pasto, rifiuto del cibo o costante richiesta di cibo o bevande, aumento di peso rallentato, otiti frequenti, problemi respiratori compreso il broncospasmo, respiro faticoso, asma, bronchite, polmonite, apnea.

    Quando allatti un bambino che soffre di reflusso gastroesofageo è importante ricordare prima di tutto le basi dell'allattamento: il bambino dovrebbe ricevere cibo a sufficienza, il bambino dovrebbe essere attaccato al seno nel modo corretto e nella giusta posizione.

    Posizione da assumere per il bambino con reflusso gastroesofageo:

      • Il bimbo dovrebbe essere messo in una posizione tale che la gravità sia di aiuto nell'impedire al latte di tornare indietro.
      • Il bambino potrebbe preferire una posizione eretta.
      • Può essere di aiuto un marsupio per tenere il bambino a livello del seno sia da seduta sia camminando.
      • Prova ad allattare da coricata, tenendo il bambino davanti a te e appoggiandolo sul braccio in modo che sia leggermente sollevato.
      • Prova ad allattare su una sedia a sdraio o adagiata sui cuscini sul letto. Metti il bambino pancia contro pancia, con il volto rivolto al seno.

    Alcuni bambini che soffrono di reflusso gastroesofageo poppano al seno in maniera accettabile. Vogliono essere allattati e non chiedono alle mamme di poppare 24 ore al giorno.

    Altri bambini che soffrono dello stesso disturbo imparano presto che l'atto di nutrirsi causa loro dolore e smettono di mangiare. Questi bambini possono trarre beneficio dalle tecniche di spremitura del latte in modo che la calata avvenga prima che il bambino cominci a succhiare; dall'essere allattati in differenti posizioni o mentre dormono; dall'eliminazione delle distrazioni; dal camminare mentre si sta allattando; da un bagno caldo; dal contatto pelle a pelle o dal massaggio infantile.

    Altri bambini che soffrono di reflusso gastroesofageo vogliono mangiare continuamente! Il latte infatti agisce come naturale antiacido ed è di conforto. In questo modo però, se il bambino si riempie troppo e supera la capacità del suo stomaco, i sintomi del reflusso possono peggiorare. Quando si ha a che fare con bambini di questo tipo, può essere meglio offrire loro solo un seno ad ogni poppata; poiché il seno non si svuota mai completamente, il bimbo avrà a disposizione un flusso meno copioso di latte che può essere di sollievo alla gola infiammata senza riempire troppo il suo stomaco. Alcune mamme hanno notato che anche il ciuccio può essere un modo per aiutare questi bambini (facendo attenzione ad una possibile confusione tra seno e tettarella). Ci può essere la tentazione di cambiare il modo con cui si alimentano i bambini che soffrono di reflusso gastroesofageo, nella speranza che i sintomi migliorino: ma questo disturbo è una malattia diagnosticata dal medico, non è un problema di alimentazione. In molti casi, con il passare del tempo il disturbo si attenua.

    Continuare ad allattare è fonte di molti benefici sia per il bimbo sia per la mamma poiché migliora lo state di salute, lo sviluppo e, cosa ancora più importante, rafforza il legame madre-figlio che potrà aiutarti a superare anche un momento difficile come questo.

    Puoi approfondire questo argomento contattando una Consulente de La Leche League e consultando le pubblicazioni de La Leche League, reperibili presso le Consulenti o scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  • Il riflesso di emissione forte

    di F. Raillhet, H. Declerck, H. Perez, Les Dossiers de l’Allaitment, n.28, luglio-settembre 1996. Traduzione pubblicata in "L'allattamento moderno" n. 16, autunno 1997. Traduzione di Margherita Colaci e Silvia Colombini

     

    Il riflesso di emissione forte è una situazione frequente e spesso disorientante,poiché può portare a sintomi, conseguenze e terapie differenti a seconda delle madri. Le conseguenze principali sono: un neonato che soffre di coliche e una madre stressata e scoraggiata. Non sempre è possibile trovare un rimedio totalmente efficace per questa situazione, che molto spesso migliora solo con il tempo. D’altronde, alcuni suggerimenti possono rendere il momento dell’allattamento più gratificante per la madre e per il neonato.

    Il riflesso di emissione è il meccanismo di rilascio del latte: l’espulsione attiva del latte fuori dalla ghiandola mammaria, provocata dalla contrazione delle fibre muscolari (cellule a canestro) che circondano gli alveoli. Il riflesso di emissione è stimolato dall’ossitocina. Una quantità variabile di latte si raccoglie nella mammella tra una poppata e l’altra. In particolare, il primo latte della poppata, accumulato nei seni lattiferi situati sotto le areole, incoraggia il neonato a poppare, cosa che scatenerà i riflessi di emissione. Tutte le madri hanno riflessi di emissione a intervalli di pochi minuti, anche se, generalmente, solo il primo viene percepito.

    I possibili segnali sono:

    · Sensazione di tensione mammaria, prurito, formicolio al seno.

    · Fuoriuscita di latte dal seno succhiato e, spesso, dal seno opposto.

    · Contrazioni uterine (nel periodo immediatamente post-partum).

    · Sensazione di rilassamento e di sete da parte della madre.

    · Cambiamenti nel ritmo della suzione del neonato: da rapido, diventa lento e regolare, con deglutizioni ogni 1 o 2 movimenti di suzione.

    · Comparsa di latte agli angoli delle labbra del neonato.

    Per alcune madri questo riflesso è molto forte; il latte può schizzare fuori con violenza anche a distanza di un metro o più. Il problema per queste mamme è: “troppo e troppo veloce”. Una tale quantità di latte, che arriva con tanta forza, potrebbe superare le capacità di deglutizione del neonato. Per alcune madri questo si accompagna ad una secrezione di latte molto abbondante, così come per altre la secrezione di latte è “normale”.

    Le conseguenze e i metodi per ovviare a questa situazione, quindi, variano a seconda delle circostanze e dell’età del neonato.

    Durante le prime settimane

    Alcune volte la mamma capisce qual è la natura del problema, poiché vede il suo latte schizzare fuori con una tale forza che il suo bambino rimane quasi "soffocato" durante la poppata. Generalmente, però, succede che lei non capisce il comportamento del suo bambino, che semplicemente si divincola e si stacca dal seno, e lei resta disorientata. Per questo motivo, la descrizione che la mamma potrebbe dare del problema potrebbe essere:

    · il mio bambino ha le coliche

    · il mio bambino vomita spesso

    · il mio bambino ha il reflusso

    · al mio bambino non piace ciucciare

    · il mio bambino è troppo ingordo, ha una suzione troppo forte

    · non ho abbastanza latte

    · ho troppo latte

    · il mio bambino è allergico al mio latte.

     

    I sintomi

    Possono variare molto, e molti di questi possono avere altre cause. Bisognerà quindi riflettere bene prima di attribuire questi sintomi a un riflesso di emissione troppo forte.

    Þ Molto spesso il neonato ha una curva di crescita soddisfacente; il suo aumento di peso può anche essere di una rapidità impressionante. Inzuppa i pannolini; ha frequenti evacuazioni solide che possono essere verdi e schiumose, poiché all’inizio della poppata egli ingerisce molta aria e/o molto del primo latte, ricco di lattosio, e ciò accelera il passaggio delle feci nell’intestino e aumenta la fermentazione. Il neonato è tonico e sveglio. Può avere una suzione vigorosa. Alcuni neonati possono fare poppate molto corte (qualche minuto per volta) e/o poppano solo per mangiare, non per appisolarsi o per consolarsi.

    Þ Il principio della poppata avviene generalmente bene per poi peggiorare non appena sopraggiunge il riflesso di emissione: davanti al flusso di latte il neonato tossisce, s’ingozza, sputa, deglutisce rumorosamente...Alcuni neonati riescono a tenere sotto controllo il problema lasciando colare il latte, mentre altri si staccano dal seno urlando, oppure ve ne sono alcuni che si rifiutano del tutto di prendere il seno.

    Þ Il neonato è spesso agitato durante la poppata, e può dare l’impressione di essere continuamente affamato e succhiarsi frequentemente le dita, il che potrebbe far credere alla madre di non avere abbastanza latte.

    Þ Il neonato rigurgita spesso.Soffre di coliche e piange per ore. Ha molta aria nella pancia perché ingurgita molta aria durante la poppata. Dorme male, si sveglia spesso, soprattutto durante il pomeriggio e la sera, cosa che, una volta di più, dà alla madre l’impressione di non avere abbastanza latte.

    Þ Sebbene la maggior parte delle donne quasi non percepisca il primo riflesso di emissione, la mamma potrebbe sentirne diversi durante la poppata,provocando dolore sufficiente da indurla a limitare il tempo in cui il neonato e attaccato al seno. Nell’immediato post-partum questi riflessi d’emissione possono essere accompagnati da contrazioni uterine, anche queste a volte dolorose.

    Þ Può accadere che una madre abbia lo stesso problema con diversi figli successivi.Ella potrebbe quindi descrivere neonati molto tonici, con una suzione molto forte. È possibile che un simile quadro clinico sia il risultato della compresenza di una predisposizione materna con una particolare maniera di succhiare del bambino.

     

    Riconoscere il problema

    Non si incontrano obbligatoriamente tutti i sintomi sopra descritti; alcuni neonati tollerano la situazione meglio di altri. Dall’altro lato, non bisogna dimenticare che i neonati che non ricevono abbastanza latte possono presentare un certo numero di sintomi simili, quali l’irrequietezza al seno il pianto frequente e il desiderio di poppare frequentemente.

    Sarà quindi necessario valutare accuratamente la situazione, fino a quando non sarà risolta, poiché un riflesso di emissione troppo forte potrebbe anche provocare una stagnazione staturo-ponderale, se il rifiuto del neonato a poppare è particolarmente accentuato. Sarà indispensabile tenere sotto osservazione la curva di crescita, e seguire la frequenza delle evacuazioni liquide e solide. In ogni caso, l’insieme dei seguenti sintomi sarà indicativo:

    Þ Il comportamento del neonato durante la poppata e in particolare al momento del riflesso di emissione.

    Þ Una gran quantità di pannolini bagnati.

    Þ Una crescita ponderale soddisfacente o rapida.

    Þ Uno sviluppo normale

    Þ L’assenza di patologie nel bambino.

     

    Alcuni suggerimenti

    Le tecniche suggerite potranno essere diversamente efficaci a seconda delle madri. Bisognerà quindi perseverare e provarne parecchie, trovando quelle che si adattano meglio a al proprio caso.

    Þ Staccare il neonato dal seno al momento in cui si manifesta il riflesso di emissione e lasciar colare il latte(preparare un asciugamano per tamponare o un bicchiere o una tazza per raccoglierlo). Riattaccare il neonato al seno quando il latte ha cessato di uscire con forza. Alcuni neonati attendono pazientemente (oppure si staccano essi stessi dal seno per riprendere un istante dopo), ma altri si possono sentire molto frustrati. A volte si manifesta dopo poco un nuovo riflesso di emissione e bisogna staccare di nuovo il neonato dal seno.

    Þ Spremere un po’ di latte poco prima di attaccare il neonato al seno in modo da stimolare il primo riflesso di emissione che è generalmente il più violento. Ciò sarà particolarmente utile se il bambino dovesse irritarsi molto quando lo si stacca dal seno. In genere sarà sufficiente spremere il latte da un solo seno e lasciar colare il latte dall’altro seno mentre il bambino poppa.

    Þ Alcune madri trovano molto efficace attaccare il neonato al seno a orari ravvicinati (almeno ogni 2 ore). Intervalli brevi fra le poppate ridurranno la quantità di latte presente nei canali lattiferi, il che potrà far diminuire la pressione intramammaria e quindi la forza del riflesso di emissione.Per alcune madri, più frequentemente il neonato si attaccherà al seno, meno abbondante sarà il flusso del latte emesso.

    Þ Altre madri, al contrario, trovano molto più efficace distanziare le poppate (ogni 3 ore e mezza) oppure offrire un solo seno a ciascuna poppata.Benché ciò sia l’opposto di quanto spesso si consiglia alle madri, in questo caso potrà servire a diminuire la stimolazione mammaria, soprattutto se la madre ha una produzione di latte molto abbondante. La maggior parte delle madri penserà di non avere abbastanza latte, se i loro piccoli sono irrequieti durante la poppata e tra una poppata e l’altra, poiché questo è il principale timore di tutte le madri. Persino in presenza di un’accelerazione dell’aumento di peso dei loro bambini, esse potrebbero non rendersi conto di avere, al contrario, una produzione eccessiva di latte. Prima di dare distanziare le poppate, è tuttavia molto importante verificare la crescita ponderale, e pensare questa soluzione solo quando i bambini hanno una buona crescita, conoscere bene la legge della domanda e dell’offerta e sorvegliare la quantità di pannolini bagnati. Quando il bambino sarà nervoso e vorrà attaccarsi spesso al seno, potrà essere utile offrirgli lo stesso seno numerose volte di seguito anche per alcune ore. Se l’altro seno incomincia a ingorgarsi la mamma potrà spremerne un po’ per alleviare il fastidio, ma unicamente a questo scopo: il fine non è quello di svuotare il seno.

    Þ Far fare spesso il ruttino al bambino.Staccarlo spesso dal seno, soprattutto se è irrequieto mentre poppa o sembra in difficoltà ad inghiottire tutto il latte che arriva, e farlo ruttare per eliminare l’aria inghiottita. Massaggiargli il pancino e dargli piccole pacche sulla schiena.

    Þ Allattare il neonato appena si sveglia o quando è sul punto di svegliarsi o di addormentarsi. Sarà più calmo e disteso.Se non è troppo affamato, popperà con meno forza e il latte affluirà meno velocemente. Spesso le poppate notturne vanno meglio: il neonato succhia con più calma, ingerisce meno aria e si riaddormenta con più facilità. Durante la giornata conviene allattare in un ambiente tranquillo, lontano dal baccano dei giochi degli altri bambini (nei limiti del possibile!).

    Þ Variare le posizioni.Potrà andare meglio se il neonato viene attaccato al seno in una posizione che faciliti l’eliminazione del latte in eccesso. Se la madre è seduta, potrà sistemare il bambino in una posizione più verticale, inclinando il busto all’indietro o sistemandolo a cavalcioni sulle proprie ginocchia (procurandosi alcuni cuscini). Potrà allattare sdraiandosi sul fianco, oppure potrà sdraiarsi sulla schiena e sistemarsi il neonato prono su di lei, sull’addome o per traverso sul proprio petto (sostenendogli la fronte con una mano).

    Þ Sarebbe preferibile che la madre non spremesse regolarmente il latte dal senoperché questa stimolazione potrebbe aggravare la situazione. Se lo fa già, potrebbe smettere gradualmente. Allo stesso modo, l’uso regolare di dischetti per i capezzoli con lo scopo di raccogliere il latte può far persistere il problema a causa della stimolazione che provocano sul seno. Eliminare le coppette (utilizzando delle compresse per l’allattamento, dei fazzoletti, dei pezzetti di pannolini, di asciugamani, per assorbire il latte) potrebbe gradualmente migliorare la situazione.

     

    Dopo le prime settimane

    Quando il bebè cresce, alcuni dei problemi causati da un riflesso d'emissione troppo forte si attenuano. Altri, al contrario, possono divenire evidenti con il passare del tempo. Può succedere che la madre si accorga tardivamente che le cose non procedono bene sia perché il bambino non aveva troppe coliche sia perché le era stato detto che le coliche passavano col tempo. La madre può anche aver pensato fosse normale che il suo bambino soffocasse sotto la quantità di latte.

     

    Vissuto materno

    Þ Ho l'impressione che il mio bambino non ami più ciucciare e voglia svezzarsi.

    Þ Ho sempre meno latte.

    Þ Il mio bambino si rifiuta spesso di poppare.

    Þ Il mio bambino ha molte coliche, vomita spesso.

    Þ Ho le ragadi, ho i seni dolenti.

    Þ Il mio bambino non aumenta sufficientemente di peso.

    Þ Ho molte difficoltà a comprendere il comportamento del mio bambino, non so cosa vuole.

     

    Sintomi

    * Uno dei principali sintomi di questo periodo è che il bambino ciuccia male:

    * continua ad andargli di traverso il latte; tossisce e sputa il latte dappertutto;

    * può rifiutare il seno più o meno regolarmente, mettere in atto degli "scioperi del poppante";

    * può essere molto agitato durante la poppata, respingere il seno, colpirlo o morderlo;

    * può rifiutare di prendere più di un seno per poppata;

    * a volte, avendo imparato a considerare le poppate come esperienza stressante, ciuccia solo quando è affamato e unicamente per soddisfare la sua fame; preferirà succhiare il suo pollice o un suo sostituto qualsiasi per soddisfare il suo bisogno di suzione;

    * può anche ciucciare in modo scorretto, in modo da non stimolare il riflesso d'emissione o in modo che sia minimo, dato che quando ciuccia correttamente riceve troppo latte. Impara quindi a utilizzare la lingua, le gengive e le labbra in maniera anomala per poter controllare meglio il flusso del latte. Spesso, se la secrezione del latte materno cala, il bambino sarà più a suo agio nel poppare. Tuttavia può a volte succedere che non sappia più poppare in modo corretto o che sia talmente abituato ad avere molto latte senza sforzarsi da non provare neanche più a farlo efficacemente.

    * la madre può avere i seni dolenti a causa della suzione scorretta del bambino, se questi serra le gengive per limitare il flusso di latte.

    * I riflessi d'emissione possono rimanere sempre così forti; oppure possono essere sentiti molto meno dalla mamma, cosa di per sé normale, ma quando si presenta questa circostanza sarà opportuno verificare che non ci sia un abbassamento importante della secrezione lattea, soprattutto quando la mamma è passata da un riflesso molto forte a nessuna sensazione durante il riflesso e, in particolare se questo passaggio avviene in poco tempo. Questo può anche avvenire in modo graduale, cosicché la madre non si accorge di niente. La madre può considerare il cambiamento del ritmo delle poppate come un segno di miglioramento.

    * Il bebè soffre spesso di coliche violente. Può avere delle scariche schiumose e verdi e molta aria. Può rigurgitare molto latte.

    * Certi bambini continuano a prendere molto peso, e possono anche presentare disturbi caratteristici dovuti alla sovralimentazione. Ma, in alcune madri, si osserva più o meno rapidamente un abbassamento della secrezione lattea o una secrezione lattea con livelli che oscillano in maniera estremamente variabile. Questo andamento può indurre nel bambino un arresto della crescita staturo-ponderale dovuto al fatto che egli manda giù molta aria, che riceve pochissimo del 2° latte, che assorbe grandi quantità del primo latte poco calorico, e che distanzia le poppate. Questa debole crescita può non venire rilevata a causa del fatto che la sorveglianza medica è generalmente meno stretta dopo le prime settimane.

    * Il vissuto materno è poco gratificante. La madre può vivere in maniera negativa l'allattamento di questo bambino poco soddisfatto, e che le dà l'impressione di non amare né il suo latte, né le poppate. Di fronte ad un bambino "difficile", non è facile sentirsi competente, sviluppare il proprio istinto materno e imparare a riconoscere la causa dei pianti. La madre può anche avere dei problemi di abbigliamento soprattutto se ha troppo latte: può trovarsi "bagnata" in continuazione, cosa che può anche porre un problema a livello di coppia. Allattare in pubblico le sarà difficile: il latte cola dappertutto, deve avere l’asciugamano. Tutto questo potrà portare a uno svezzamento precoce, sia che il bambino non voglia più ciucciare, sia che la madre non sopporti più la difficile situazione.

     

    Bibliografia:

    · The effects of an overactive let-down reflex. F. Andrusiak, M. Larosa-Kuzenko. Lactation Consultant Series, Lactation Dep, LLLI 1987.

    · Experiences d'animatrices concernant le rèflex d'ejection trop fort. N. Bellot, MP Fredaigues 1994.

    · Le rèflex d'ejection violent: comment le détecteur et l'atténeur. D. Elkhoury, La Berceuse, sept 1990.

    · Overactive let-down: consequences & treatments. M. Jozwiak, Leaven sept-oct 1995.

    · Ainsi que les résultantes de l'enquete sur le vécu des mères ayant un réflexe d'ejection trop fort, menée pour le congrès national de LLL de 1994.