Vantaggi nell'allattare

Ci sono tantissimi vantaggi nell'allattare, più di quanti ne se possano scrivere in questa pagina!

Allattare è facile. Il latte materno è sempre pronto e non ci si deve preoccupare di riscaldare il biberon quando il bambino ha fame, oppure di mantenere il latte caldo o freddo quando si è fuori casa. Inoltre, cosa ancora più importante, di notte una mamma può allattare suo figlio stando a letto, evitando così di alzarsi e stancarsi.

Allattare è la cosa pensata dalla natura per il bambino. Nel latte materno ci sono anticorpi che la mamma passa al figlio e che lo proteggono da malattie e allergie.

Il latte materno si digerisce facilmente. Non c’è bisogno di preoccuparsi se il bambino abbia sete o vada di corpo, perché il latte materno gli fornisce sempre una quantità di acqua adeguata.

Poppare aiuta il buon sviluppo dell'apparato vocale. I bambini allattati hanno meno disturbi del linguaggio, hanno la mandibola ben sviluppata e le mascelle ben allineate. Questo significa che ci saranno molte meno possibilità di dover ricorrere al lavoro del dentista e agli apparecchi correttivi ortodontici.

Allattare serve anche alla mamma. Nel periodo immediatamente seguente al parto, il bambino, quando poppa, stimola le contrazioni uterine; questo evita che la madre abbia grosse perdite di sangue e aiuta l'utero a tornare più rapidamente alle dimensioni originarie.

Allattare brucia le calorie. Una mamma che allatta può perdere il peso acquisito in gravidanza più rapidamente di quanto avverrebbe se allattasse con la formula artificiale.

Allattare crea un forte legame tra mamma e bambino, aiuta a capire prima i segnali del bambino e facilita il ruolo di mamma.

Allattare il figlio riduce del 20% il rischio di cancro al seno della madre nella pre-menopausa. Ricerche recenti hanno mostrato che le donne allattate durante la prima infanzia hanno una incidenza minore del cancro al seno nel periodo precedente la menopausa.

Puoi approfondire questo argomento contattando una Consulente de La Leche League , frequentando i nostri incontri tra mamme e consultando le pubblicazioni de La Leche League, reperibili presso le Consulenti o scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Devo fare qualcosa per preparare il seno per l'allattamento?

In realtà non c'è bisogno di fare gran che per preparare il seno all'allattamento. "Strofinare" vigorosamente i capezzoli con un asciugamano come si diceva una volta non è più consigliato: è stato notato infatti che in questo modo vengono rimosse le sostanze protettive prodotte dal seno durante la gravidanza e nel periodo successivo.

Al contrario, può essere utile praticare dei massaggi delicati. Questo può aiutare a sentirsi più a proprio agio nel trattare il seno e si può rivelare utile in seguito, se ci sarà necessità di tirarsi il latte. Puoi trovare informazioni sul massaggio del seno nel libro L'arte dell'allattamento materno disponibile presso i gruppi e le Consulenti LLL.
Durante la gravidanza è una buona idea verificare se i capezzoli siano piatti o introflessi poiché talvolta il bambino può avere delle difficoltà ad attaccarsi correttamente. In questo caso prima del parto puoi rivolgerti direttamente a una Consulente LLL per sapere come riconoscere i capezzoli introflessi e cosa puoi fare.Si tratta comunque di casi rari e non c'è alcun motivo di preoccupazione se i tuoi capezzoli non sono introflessi. Anche il tuo medico potrà confermartelo. Puoi anche leggere Il medico dice che ho i capezzoli piatti o introflessi. Potrò comunque allattare?

Talvolta si sente dire che l'allattamento irrita i capezzoli. Nella maggior parte dei casi, il dolore dei capezzoli è causato da una posizione scorretta o da un modo scorretto del bambino di attaccarsi al seno.

Generalmente non è necessario usare creme. I capezzoli producono da soli ciò di cui hanno bisogno per la loro protezione. Se hai un problema alla pelle, come la psoriasi o un eczema, è meglio chiedere a un dermatologo cosa è meglio usare. È necessario dichiarare in modo esplicito che desideri allattare poiché questo può incidere sul tipo di trattamento prescritto. Inoltre è bene non usare troppo spesso il sapone sul seno, dato che può provocare secchezza cutanea. Quando fai il bagno o la doccia è sufficiente risciacquarsi con acqua pulita. Se i capezzoli sono molto secchi puoi eventualmente usare un olio naturale o della lanolina. I capezzoli screpolati e sanguinanti non sono una condizione normale dell'allattamento.

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Allattare non deve comportare sofferenza: se ciò accade bisogna trovare il motivo ed eliminarlo. La causa principale dei capezzoli dolenti è una posizione scorretta del bambino che deve essere posizionato di fronte al capezzolo, pancia contro pancia con la mamma. Il mento del bambino deve trovarsi appena al di sotto del capezzolo e il piccolo deve aprire completamente la bocca per poter afferrare una buona porzione dell'areola.

Una delle cose più utili può essere vedere altre mamme che allattano. Partecipa agli incontri de LLL o contatta la Consulente più vicina, prima del parto. Gli incontri de LLL rappresentano per le mamme un'occasione di scambio di idee, informazioni e sostegno. Inoltre ogni gruppo ha una biblioteca con possibilità di prestito di libri sull'allattamento, la gravidanza e il parto, la nutrizione e il rapporto genitori-figli.

Puoi approfondire questo argomento contattando una Consulente de La Leche League e consultando le pubblicazioni de La Leche League, reperibili presso le Consulenti o scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Il medico dice che ho i capezzoli piatti o introflessi. Potrò comunque allattare?

È importante ricordare che si allatta "al seno" e non "al capezzolo", quindi l'allattamento è possibile con qualsiasi tipo di capezzolo. Purché il bambino afferri una buona porzione dell'areola (le labbra e le gengive devono trovarsi sull'areola, ben oltre il capezzolo), gran parte dei capezzoli piatti o introflessi non saranno un ostacolo per l'allattamento. In alcuni casi, il bambino potrà avere all'inizio qualche difficoltà ad attaccarsi, ma in genere, curando con particolare attenzione la posizione e l'attacco e con un po' di pazienza, l'allattamento può procedere senza ulteriori intoppi.

Come posso capire se i miei capezzoli sono piatti o introflessi?

Spesso non basta osservare il seno per rispondere a questa domanda. Premi leggermente tra le dita l'areola a un paio di centimetri di distanza dal capezzolo. Se il capezzolo non sporge, viene definito piatto. Se si ritrae nel seno o appare concavo, si considera introflesso. I capezzoli piatti o introflessi non protrudono neppure se esposti al freddo. Se invece al freddo o alla pressione dell'areola il capezzolo sporge, non è introflesso o piatto e non richiede alcun tipo di trattamento.

Diversi tipi di capezzoli piatti o invertiti

  • Infossato: il capezzolo protrude solo parzialmente. Può essere estratto ma non si ritrae immediatamente.

  • Unilaterale: solo una mammella ha un capezzolo piatto o introflesso.

  • Introflesso: nei casi di introflessione più leggera, un bambino con normali capacità di suzione non avrà grossi problemi nell'estrarre il capezzolo; un bambino prematuro o con qualche difficoltà di suzione avrà invece qualche problema, almeno inizialmente. Nelle forme di introflessione da moderata a grave invece, il capezzolo si ritrae nettamente quando l'areola viene compressa, a volte addirittura si "nasconde" dentro l'areola. In questi casi, il bambino non riesce ad attaccarsi e l'allattamento può essere molto difficoltoso, ma vi sono alcune tecniche in grado di ovviare a questo problema. È possibile infatti trattare il capezzolo già in gravidanza. Se la presenza di capezzoli introflessi viene rilevata solo al momento del parto, è ancora possibile trattare i capezzoli ma sarà particolarmente importante curare posizione e attacco del bambino al seno.

Trattamento dei capezzoli piatti o introflessi e tecniche per facilitare l'attacco

Le opinioni e le esperienze in questo campo possono variare, ma molte donne hanno trovato utili i trattamenti per i capezzoli piatti o introflessi e molti esperti di allattamento continuano a consigliarli. Questi esperti non sono d'accordo inoltre sull'importanza dello screening di tutte le donne in gravidanza, per rilevare la presenza di capezzoli piatti o introflessi o sulla necessità di prescrivere a tutte le donne interessate trattamenti di preparazione preventiva. Ad esempio, il British Royal College of Midwives (Collegio Reale Britannico delle Ostetriche) sostiene che i cambiamenti ormonali che avvengono durante la gravidanza e il parto possono portare alla protrusione spontanea del capezzolo in molte donne. Sebbene il trattamento dei capezzoli piatti o invertiti nel corso della gravidanza sia oggetto di discussione, se il neonato incontra difficoltà ad attaccarsi ad un capezzolo piatto o introflesso, potreste trovare utili uno o più di questi suggerimenti.

  • I modellatori di capezzolo

Si indossano sotto al reggiseno e aiutano a far protrudere meglio i capezzoli piatti o introflessi. I modellatori sono formati da due parti e sono in materiale plastico. La parte interna ha un foro in corrispondenza del capezzolo e la pressione sul tessuto che circonda il capezzolo lo spinge verso l'esterno. I modellatori si usano in gravidanza e sfruttano l'aumento naturale dell'elasticità della pelle in questi mesi applicando una pressione delicata ma costante sulle aderenze sottostanti (tessuto connettivo) per far protrudere il capezzolo. Dopo il parto, i modellatori si indossano per una mezzora prima delle poppate. Non vanno indossati di notte e il latte che si raccoglie al loro interno non deve essere utilizzato.

  • La tecnica di Hoffman

Questa procedura contribuisce ad allentare il tessuto connettivo alla base del capezzolo e può essere utilizzata durante la gravidanza e dopo il parto. Appoggia i pollici alla base del capezzolo (non sull'areola ma esattamente alla base del capezzolo). Premi con decisione verso la cassa toracica e contemporaneamente allontana i pollici. Questa manovra contribuisce a distendere il capezzolo e ad allentare le rigidità nei tessuti alla base del capezzolo stesso, spingendolo gradualmente a muoversi verso l'alto e verso l'esterno. Ripeti questo esercizio da due fino a cinque volte al giorno, spostando i pollici attorno alla base del capezzolo.

  • Il tiralatte

Dopo il parto, puoi usare un tiralatte efficace (per ulteriori informazioni vedi "Come si sceglie un tiralatte?") per far sporgere il capezzolo subito prima della poppata e facilitare l'attacco del bambino. Puoi usare il tiralatte anche in altri momenti della giornata per allentare le rigidità del tessuto connettivo alla base del capezzolo, applicando una pressione uniforme che parta dal centro del capezzolo stesso.

  • Evert-it™

Questo dispositivo è composto da una siringa con un'estremità morbida e flessibile in silicone, che facilita la protrusione dei capezzoli simulando la suzione. Si usa prima della poppata, come il tiralatte.

  • Stimolazione del capezzolo prima della poppata

Se riesci ad afferrare il capezzolo, stringilo tra l'indice e il pollice e muovi le dita avanti e indietro per un minuto o due. Poi sfioralo rapidamente con una pezzuola imbevuta di acqua fredda o con del ghiaccio avvolto in un telo. Questo metodo dovrebbe facilitare la protrusione del capezzolo. Non eccedere nell'uso del ghiaccio perché può influire negativamente sul riflesso di emissione.

  • Tirare il tessuto del seno durante l'attacco

Con la mano con la quale reggi il seno durante la poppata (il pollice sopra e le dita sotto al seno e lontani dall'areola) tira leggermente la pelle verso la cassa toracica per favorire la protrusione del capezzolo.

  • Paracapezzolo

Il paracapezzolo è una tettarella in silicone flessibile e sottile che si posa sopra al capezzolo. Grazie ai forellini sulla punta, consente la fuoriuscita del latte. Se gli altri metodi non portano alcun risultato, il paracapezzolo può aiutare il bambino ad attaccarsi e poppare, stimolando il palato quindi attivando il suo riflesso di suzione. I paracapezzoli andrebbero utilizzati solo con l'aiuto di una Consulente per l'allattamento, perché un uso scorretto può creare difficoltà.

Avviare bene l'allattamento

  • Un aiuto per posizione e attacco

Per le mamme con capezzoli piatti o introflessi, una mano esperta è molto importante, perché il bambino deve imparare ad aprire bene la bocca per oltrepassare il capezzolo e afferrare una buona porzione dell'areola. Devi sperimentare diverse posizioni per trovare quale sia la più comoda voi due oltre che la più efficace. Alcune mamme trovano che la presa sottobraccio o la presa di transizione assicurino un maggior controllo e facilitino l'attacco da parte del bambino.

  • Allattare presto e spesso

Organizzati in modo da poter allattare il più presto possibile dopo il parto e almeno ogni 2-3 ore dopo il parto. In questo modo potrai prevenire un eventuale ingorgo e consentirà al tuo bambino di esercitarsi a poppare prima che la produzione aumenti di volume. Fare molta pratica finché il seno della mamma è morbido, spesso aiuta il bambino a poppare bene anche quando il seno diventerà più turgido (e un capezzolo piatto è difficile da trovare).

  • Curare bene l'attacco

Quando attacchi il bambino al seno, tienilo molto vicino a te, con orecchio, spalla e fianco allineati. Allinea il naso del bambino al tuo capezzolo. Tira la pelle del seno verso la cassa toracica per facilitargli l'attacco. Solleticagli le labbra con il capezzolo e aspetta che apra bene la bocca (come quando sbadiglia). Poi attaccalo, assicurandoti che afferri con la bocca una buona porzione di areola. L'attacco risulta quindi leggermente asimmetrico (il bambino avrà in bocca una porzione di areola più grande verso il mento che non verso il naso). Il naso del bambino deve sfiorare il seno (non affondarvi) e le labbra devono essere ben rivolte verso l'esterno.

  • Calmare il bambino quando è agitato

Il bambino non deve considerare l'allattamento come un momento di disagio: se si innervosisce, interrompi subito la poppata e cerca di calmarlo: offrirgli un dito da succhiare, muoviti, cullalo o cantagli qualcosa. Aspetta che si sia calmato prima di riprovare.

Se il capezzolo si irrita

  • L'allentamento dei tessuti connettivi provoca qualche disagio

Alcune mamme riferiscono di aver avuto irritazioni al capezzolo per le prime due settimane, mentre i capezzoli (piatti o introflessi) si adattavano alla suzione. In caso di irritazioni serie o se l'irritazione non passa dopo un paio di settimane, contatta la Consulente LLL più vicina o una consulente professionale (IBCLC) per ricevere assistenza. Consulta la sezione dedicata al trattamento dei capezzoli dolenti.

  • Dopo la poppata, si forma dell'umidità nelle pieghe del capezzolo introflesso

Se il capezzolo si ritrae dopo la poppata, potrebbe essere ancora umido danneggiando la pelle. In questo caso, dopo la poppata asciuga il capezzolo con una pezzuola e applica della lanolina pura.

Se l'irritazione al capezzolo persiste

Può capitare, anche se raramente, che l'irritazione al capezzolo persista più a lungo perché i tessuti connettivi non si allentano, provocando quindi punti di tensione che possono portare a taglietti o alla formazione di vescichette.

Se i capezzoli sono profondamente introflessi, il bambino comprime il capezzolo sotto l'areola invece dei dotti lattiferi. Inoltre, dal momento che il bambino non riesce a posizionare correttamente il capezzolo in bocca, non riceverà una quantità di latte proporzionale ai suoi sforzi mentre la poppata può provocare dolore alla mamma. In questi casi, un tiralatte elettrico doppio automatico può essere d'aiuto perché non comprime l'areola ma applica una forza di suzione uniforme che si diparte dal centro del capezzolo, facendolo protrudere. Col passare del tempo, questa pressione favorisce l'allentamento del tessuto connettivo che trattiene il capezzolo.

Se il bambino si attacca più facilmente a un seno e riesce a nutrirsi bene, la mamma può continuare l'allattamento solo da quel seno e usare il tiralatte nel seno che non viene drenato dal bambino finché il capezzolo non protrude. Il bambino riceverà tutto il latte che gli serve da quell'unico seno, purché vi abbia accesso libero in termini di tempo e di frequenza.

Se entrambi i capezzoli sono gravemente introflessi, la mamma può usare il tiralatte su entrambi i seni per 15-20 minuti ogni 2 ore e dare il latte al bambino con un dispositivo alternativo finché il bambino non sarà in grado di attaccarsi efficacemente e serenamente.

Non è possibile stabilire a priori per quanto tempo sarà necessario usare il tiralatte, perché la protrusione spontanea del capezzolo dipende dalla rigidità del tessuto connettivo e dal grado di introflessione. Ad alcune mamme basta una sola sessione al tiralatte perché il capezzolo sporga completamente, mentre per altre mamme sarà necessario più tempo. Non appena il capezzolo resta sporgente dopo la sessione al tiralatte, la mamma può riprendere immediatamente ad allattare.

Quando il capezzolo entra correttamente nella bocca del bambino e questi riesce a poppare efficacemente, la mamma può finalmente sospendere l'uso del tiralatte e allattare senza avvertire alcun dolore. In qualche rarissima occasione, può capitare che l'allattamento provochi dolore anche se il capezzolo sporge completamente. Causa di ciò potrebbe essere la correzione radicale del capezzolo.

Dopo una correzione del capezzolo, questo può introflettersi nuovamente non appena il bambino fa una pausa durante la poppata. In questo caso, la mamma può aver bisogno di fermarsi e usare di nuovo il tiralatte per qualche minuto prima di riportare il bambino al seno. In una fase di transizione all'allattamento esclusivo, è possibile ricorrere alla compressione manuale del seno o all'uso di un dispositivo di allattamento supplementare per incoraggiare il bambino a continuare a succhiare e a deglutire per evitare che il capezzolo si introfletta.

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Cos'è il colostro?

Il seno produce il colostro durante la gravidanza e nei primi giorni di allattamento.

Il colostro è un latte speciale, denso e appiccicoso e il suo colore varia dal giallo all'arancio. È povero di grassi e ricco di carboidrati, proteine e anticorpi per aiutare tuo figlio a mantenersi sano. È estremamente facile da digerire e dunque è perfetto come primo alimento del neonato. È scarso in quantità (misurabile in cucchiaini piuttosto che in decine di ml) ma di elevato contenuto nutrizionale. Il colostro ha un effetto lassativo sul bambino: aiutandolo ad eliminare le prime feci, contribuisce all'espulsione dell'eccesso di bilirubina e aiuta a prevenire l'ittero.

Se il bambino è allattato precocemente e spesso, il tuo seno comincerà a produrre latte maturo verso il terzo o quarto giorno dopo il parto (ma anche dopo). Gradualmente, il latte aumenterà in termini di quantità e comincerà ad apparire più liquido e di colore più chiaro (più opaco). In questi primissimi giorni è estremamente importante allattare il neonato almeno 8-12 volte nelle 24 ore (e più spesso è anche meglio), per consentire al bambino di ricevere tutti i benefici del colostro e di stimolare la produzione di un'abbondante quantità di latte maturo. L'allattamento frequente inoltre previene l'ingorgo.

Il colostro fornisce non solo un nutrimento perfetto su misura per le esigenze del neonato ma anche una grande quantità di cellule vive che proteggeranno il bambino da molti agenti nocivi. La concentrazione di fattori immunitari è molto più alta nel colostro che nel latte maturo.

Il colostro funziona come un vaccino naturale, sicuro al 100 %. Contiene notevoli quantità di un anticorpo chiamato immunoglobulina secretoria A (IgA) che è una sostanza nuova per il neonato. Prima di nascere il bambino ha ricevuto i benefici di un altro anticorpo, chiamato IgG, attraverso la placenta. Mentre l'IgG operava attraverso il sistema circolatorio del bambino, l'IgA lo protegge nelle parti del suo corpo più soggette all'attacco dei germi, come le membrane mucose di gola, polmoni e intestino.

Il colostro svolge in particolare un ruolo molto importante nel tratto gastrointestinale del bambino. Gli intestini di un neonato sono molto permeabili. Il colostro sigilla i pori rivestendo come una vernice il tratto gastrointestinale e formando una barriera che previene al massimo la penetrazione di sostanze estranee e la eventuale sensibilizzazione del bambino agli alimenti consumati dalla madre.

Il colostro contiene anche un'alta concentrazione di leucociti, ossia i globuli bianchi che distruggono batteri e virus che causano malattie.

Nelle due settimane successive al parto, il colostro si trasforma gradualmente in latte maturo. In questa fase di transizione, la concentrazione di anticorpi nel latte diminuisce ma parallelamente il bambino prenderà sempre più latte. Le proprietà immunitarie del latte materno non scompaiono con il colostro. Anzi, finché il bambino riceverà il tuo latte, riceverà anche protezioni immunitarie contro un gran numero di virus e batteri.

La capacità dello stomaco di un neonato

Le mamme spesso si preoccupano sentendo che nei primi giorni dopo il parto producono "solo" piccole quantità di colostro: sarà sufficiente per il bambino? La risposta più diretta a questa domanda è che il colostro è l'unico alimento di cui un bambino sano e nato a termine abbia davvero bisogno.

Ma perché?

La capacità dello stomaco di un bambino nel primo giorno di vita equivale a circa 5-7 ml (per avere un'idea, pensa alle dimensioni di una biglia). I ricercatori hanno anche scoperto che lo stomaco di un bambino nel primo giorno di vita non è in grado di dilatarsi oltre, quindi il più delle volte il latte in eccesso viene espulso (rigurgitato). Il tuo colostro viene quindi prodotto nella giusta quantità per le prime poppate del bambino!

Verso il terzo giorno di vita, la capacità dello stomaco del neonato aumenta, raggiungendo 1,8 – 2,5 grammi, circa il doppio di una biglia comune. Poppate brevi e frequenti assicureranno al bambino tutto il nutrimento necessario.

Intorno al settimo giorno di vita, la capacità dello stomaco del neonato passa a 3,7 - 5 g, raggiungendo le dimensioni di una pallina da ping-pong. Oltre ad assicurargli il nutrimento necessario, poppate frequenti stimoleranno una produzione di latte adeguata alle sue esigenze.

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