Ho un ingorgo, una mastite o è un dotto ostruito? E come li curo?

 

PREVENZIONE E CURA DI INGORGO, DOTTO OSTRUITO E MASTITE

Ingorgo = una condizione di infiammazione e congestione dell’intera mammella o di un’ampia zona di essa (uno o più quadranti). C’è dolore, il seno è duro, gonfio,caldo, la pelle può essere lucida, il latte non fuoriesce alla suzione o alla spremitura. Febbre assente o leggera, malessere ma condizioni generali buone.

Dotto ostruito = una zona circoscritta del seno dolente e indurita (nodulo), mentre il resto della mammella è morbida. Il latte fuoriesce, ma non da quel dotto. Può esserci arrossamento superficiale della pelle in corrispondenza del nodulo, sensibilità superficiale al tatto. Febbre assente, condizioni generali buone.

Mastite = infiammazione localizzata, più o meno ampia, della mammella, generalmente da un solo lato (se è bilaterale, consultare immediatamente il medico). In genere è l’evoluzione di un ingorgo o di un dotto ostruito non risolto. Può essere anche infezione secondaria da ragadi. Zona del seno indurita (ma può essere anche poco palpabile), dolente, arrossamento evidente superficiale a volte con strie arrossate dalla zona colpita, pelle lucida. Il latte può fuoriuscire in parte. Febbre media o elevata. Condizioni generali non buone, spossatezza, sensazione come da influenza, dolori alle articolazioni, brividi o vampate, sudorazione, prostrazione generale (la madre è giù, piange ecc).

MOTIVI PRINCIPALI DEI PROBLEMI AL SENO:

- Produzione di latte non ancora calibrata alle esigenze del bambino (l’offerta supera la domanda).

- Mancato drenaggio della mammella (saltare una poppata, abbreviare le poppate, suzione inefficace, uso errato del tiralatte o tiralatte inefficace).

- Stress, stanchezza

- Pressioni sul seno dovute ad un reggiseno o spallina del marsupio troppo stretta, alla cinghia di una borsa a tracolla o dormire a pancia in giù o con il bambino addormentato sul seno

- Infezione originata da ragadi del capezzolo

- Dieta ricca di grassi saturi (aumenta le ostruzioni ricorrenti dei dotti).

RELATIVI COMPORTAMENTI DI PREVENZIONE E CURA:

- Allattare il bambino sin dalla nascita e spesso, anche prima della montata lattea, a richiesta (senza limitazione nella frequenza e durata delle poppate, sia di giorno che di notte)

- Allattare a richiesta (con frequenza almeno di 8 volte al giorno, evitando intervalli troppo lunghi fra le poppate); evitare interferenze come ciucci o biberon; controllare la posizione del bambino e la suzione al seno ed eventualmente correggerla per una maggiore efficacia; allattare in posizioni diverse (il mento del bambino in direzione della zona colpita); non allattare con l’areola troppo tesa per la pienezza ma drenare prima; eventuale uso del tiralatte se il bambino non vuole o non sa poppare con efficacia. NON sospendere l’allattamento.

- RIPOSO possibilmente a letto; cercare sostegno; eventuale prescrizione di antidolorifici e antinfiammatori da parte del medico; gli Omega 3 aiutano a ridurre infiammazione e stress

- Cambiare taglia del reggiseno; non premere con le dita sul seno durante la poppata; dormire con l’aiuto di cuscini per evitare compressioni del seno; evitare che la tracolla o le spalline di borse, fasce o marsupi comprimano il seno

- Correggere la posizione/suzione del bambino al seno per evitare le ragadi; eventuale cura di sovrainfezioni della ragade

- Dieta ricca di grassi insaturi (olii vegetali spremuti a freddo e usati a crudo, omega 3 e 6) evitando i grassi saturi (grassi animali, margarine, grassi idrogenati, olii da cottura, fritti ecc)

IN AGGIUNTA:

- Fare impacchi caldi (non bollenti) sul seno appena prima della poppata o dell’uso del tiralatte (un pannolino del bambino impregnato di acqua calda è molto pratico): aiuta il flusso del latte.

- Fare impacchi freddi (ad esempio una confezione di piselli surgelati avvolta in un panno) nell’intervallo fra le poppate, per ridurre il gonfiore e l’infiammazione

- Massaggiare delicatamente il seno con movimenti circolari, procedendo a spirale dall’attaccatura verso il capezzolo: aiuta la fuoriuscita del latte e rilassa.

- Farsi massaggiare dolcemente ma con una buona pressione la schiena (piccoli movimenti circolari ai lati della colonna vertebrale dorsale), stando in una posizione comoda e leggermente reclinata in avanti (es appoggiandosi sul piano di un tavolo o sulla spalliera di una sedia): aiuta la fuoriuscita del latte.

Se entro 24-48 ore i sintomi non sono comunque migliorati, occorre consultare un medico per una eventuale cura antibiotica, che va proseguita per tutto il tempo necessario per evitare ricadute. Esistono antidolorifici, antinfiammatori e antibiotici compatibili con l’allattamento e non occorre sospendere le poppate.

 

Puoi approfondire questo argomento contattando una Consulente de La Leche League e consultando le pubblicazioni de La Leche League, reperibili presso le Consulenti o scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Cosa devo fare se il bambino mi morde?

Il morso del bambino può essere veramente doloroso.

Per la madre potrebbe essere difficile rilassarsi ed apprezzare il momento dell'allattamento per il timore che il gesto si ripeta. Il morso durante la poppata è da associarsi raramente al desiderio di essere svezzato; ci sono molte ragioni per cui un bambini morde, ma la più comune è il processo di dentizione. In alcuni casi i bambini mordono prima che i denti facciano la loro comparsa ma di solito il morso si ripete nel periodo compreso tra la comparsa degli incisivi e lo spuntare degli altri denti che rendono le gengive infiammate e gonfie.

Altre ragioni possono essere un raffreddore o un'otite (è difficile deglutire quando si ha il naso chiuso), oppure lo stress, ma si può anche trattare di un modo per richiamare l'attenzione della mamma.

Ecco alcuni suggerimenti utili per ridurre o eliminare questo problema. Può darsi che il bambino non smetta di mordere ai primi tentativi, ma sicuramente smetterà.

- È fisicamente impossibile che il bambino morda se è attaccato al seno in modo corretto e succhia e deglutisce attivamente il latte (per mordere dovrebbe smettere di succhiare). Quando il bambino succhia correttamente dal seno, il capezzolo si trova interamente in bocca: per mordere, il bambino deve spostare la lingua e far scivolare il capezzolo verso i dentini. Osservando il suo comportamento al seno, potrai anticipare il morso: in genere, quando il bambino comincia a sentirsi sazio, la tensione nei muscoli delle sue guance cambia e il capezzolo gli scivola dalla bocca.

 

- Quando noti questo cambiamento, infila il mignolo all'angolo della sua bocca, tra le gengive, e lascia che il capezzolo scivoli fuori tenendo sempre il mignolo in posizione, proteggendolo da possibili morsi. Allontanare di scatto il bambino è una risposta naturale e quasi automatica, ma può solo peggiorare le cose irritando il capezzolo.

 

- La posizione in cui è tenuto il bambino è importante: occorre aiutarlo a stare vicino a te al punto da non potersi spingere via troppo facilmente. Se il bimbo fatica ad attaccarsi al seno, potrà spostarsi facilmente e quindi mordere. Un altro espediente, che alcune mamme hanno trovato utile, è quello di avvicinare il bambino ancora più vicino al seno, almeno momentaneamente. Se il bambino comincia a posizionarsi lontano dal capezzolo, controlla che non morda.

 

- Quando la causa è un raffreddore, una posizione più eretta può aiutare il bambino a respirare meglio. Chiedi al pediatra quale rimedio puoi usare per liberargli il nasino. Il bambino a volte popperà meglio se gli offri il seno mentre cammini.

A volte, i bambini più grandicelli, che hanno già i denti, possono lasciare una caratteristica impronta a "corona" sull'areola, dopo la poppata. Questi segni lasciati dai dentini, in genere non provocano alcun dolore. Può capitare a volte che il bambino serri la bocca o lasci scivolare il capezzolo verso le labbra. Se senti fastidio, prova a seguire le tecniche proposte più sopra, per incoraggiare il bambino ad attaccarsi e poppare.

Forse i nostri bambini sono troppo piccoli per capire esattamente ciò che diciamo, ma il tono e l'atteggiamento sono facili da comunicare quando parliamo, così può valere la pena dire al bambino, anche più volte, che mordere fa male o che non deve mordere la mamma.

In alternativa, puoi provare a:

- Offrirgli un giocattolo per la dentizione dicendogli: "La mamma non si morde, ma questo sì."

 

- Usare il rinforzo positivo, lodandolo quando poppa senza mordere con un abbraccio o una coccola in più per rafforzare il messaggio.

 

- Lasciar scegliere al bambino il momento per poppare: se è distratto e si stacca spesso, prova ad allattarlo in un ambiente in penombra o a distrarlo per un momento.

Puoi approfondire questo argomento contattando una Consulente de La Leche League e consultando le pubblicazioni de La Leche League, reperibili presso le Consulenti o scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Il seno mi fa male. Cosa posso fare?

Per chi è alla prima esperienza di allattamento - ma anche per chi non lo è - un seno dolorante può essere un'esperienza veramente spiacevole e preoccupante.

Per prima cosa si pensa subito a una mastite. "Mastite" è un termine generico che indica un'infiammazione al seno, causata da un dotto mammario ostruito oppure da un'infezione. Quando il latte non riesce a scorrere liberamente nel dotto, può ostruirlo e infiammarlo e, se non si interviene, il dotto rischia di infettarsi. Una donna che allatta può soffrire di mastite quando gli altri membri della famiglia sono raffreddati o influenzati, oppure dopo un periodo particolarmente impegnativo e stressante. Qualche volta può succedere anche senza alcun motivo apparente.

Una donna che allatta può scoprire di avere un dotto ostruito se avverte un nodo doloroso o un punto più sensibile sul seno, talvolta anche con arrossamento della pelle attorno a quella zona. Inoltre, potrebbe avere anche sintomi di malessere generale quale dolore, debolezza, brividi e febbre.

Un dotto ostruito o un'infezione al seno si curano nello stesso modo. Attaccare il bambino di frequente è sia un modo di trovare sollievo, sia di ridurre l'infiammazione; se ti è capitato di avere un dotto ostruito o un'infezione al seno, può esserti d'aiuto allattare in diverse posizioni per vuotare fino in fondo tutte le zone del seno. Se di solito usi la posizione tradizionale, prova la presa da rugby o allatta da sdraiata. Applicare calore umido (impacchi, immersione in acqua calda) e massaggiare la parte prima di allattare aiuta il seno a svuotarsi a fondo.

Per una pronta guarigione, è fondamentale il riposo. Ma come fa una mamma a riposare e a prendersi cura del suo bambino? Per esempio, può mettersi a letto e tenere il piccolo vicino a sé, per coccolarlo e accudirlo come al solito. Per ridurre al minimo l'alzarsi dal letto, tieni tutto il necessario a portata di mano (pannolini, giocattoli, libri, bevande).

In caso di infezione al seno, non c'è quai mai bisogno di svezzare il bambino, in quanto le proprietà antibatteriche del latte materno lo proteggono dai germi. Se la febbre continuasse dopo 24 ore di riposo, calore, massaggio e frequenti poppate e se persistesse il malessere fisico, può essere il caso di contattare un medico. Ricordagli di prescriverti terapie compatibili con l'allattamento. Mentre la mamma è sotto cura, la guarigione può essere accelerata da poppate frequenti, riposo e applicazioni di calore.

Per prevenire future ostruzioni ai dotti o infezioni al seno, è consigliabile evitare intervalli lunghi e improvvisi tra le poppate. L'ostruzione di dotti può anche essere causata da un reggiseno che non veste bene o che stringe (come quelli con il ferretto), da una borsa pesante, un marsupio o uno zaino, o dal dormire col peso del proprio corpo o di quello del bambino sul seno. Cambia di frequente la posizione in cui allatti e controlla sempre che sia corretta. In ogni caso, buone condizioni di salute, una dieta sana e il giusto riposo aiutano a evitare il riproporsi del problema.  

Puoi approfondire questo argomento contattando una Consulente de La Leche League e consultando le pubblicazioni de La Leche League, reperibili presso le Consulenti o scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Il mughetto (candida) può essere causa di irritazione ai capezzoli?

Se il tuo piccolo non è più un neonato e i tuoi capezzoli diventano improvvisamente doloranti o senti delle forti fitte al seno, potresti avere il mughetto, un'infezione da fungo causata dalla Candida Albicans, la stessa che provoca infezioni vaginali. La Candida Albicans è sempre presente nel nostro corpo, ma talvolta, in un ambiente caldo, umido e dolce, aumenta eccessivamente, causando disturbi alla donna. Il latte sui capezzoli e nei dotti può creare un ambiente ideale per far sviluppare la Candida.

Il mughetto può essere difficile da riconoscere, al punto che potresti avere anche solo pochi dei tanti possibili sintomi:

1. Capezzoli o areola rosa, squamati e pruriginosi oppure rossi e brucianti

2. Capezzoli screpolati

3. Fitte al seno durante o dopo l'allattamento (talvolta descritte dalle mamme come dolori in profondità nel seno)

4. Un'infezione vaginale da funghi

5. Il bambino può avere uno sfogo da pannolino, macchie bianche dentro la bocca e essere riluttante a poppare.

Se sospetti di avere il mughetto, hai bisogno di cure mediche. Forse dovrai insistere, perché molti medici sono riluttanti a curare il mughetto sui capezzoli della mamma se il bambino non ha sintomi. Puoi continuare ad allattare con il mughetto e durante la cura: generalmente bastano 24 ore di trattamento per avere un miglioramento, anche se la cura deve proseguire per parecchi giorni.

Queste possono essere alcune cause del mughetto:

1. Assunzione di antibiotici

2. Eccesso di zucchero

3. Alcool

4. Allergia

5. Stress

Ecco alcuni suggerimenti che molte mamme hanno trovato utili contro il mughetto (nessuno è sostitutivo delle cure mediche):

1. Eliminare gli eccessi di zucchero nella dieta

2. Mangiare aglio

3. Mangiare yogurt a base di acidophilus

4. Applicare yogurt a base di acidophilus sulle parti del corpo colpite dal mughetto

5. Sterilizzare quotidianamente giocattoli, copricapezzoli e tiralatte

6. Lavarsi le mani molto spesso, e specialmente dopo l'igiene personale e i cambi di pannolino.

Nonostante non sempre entrambi manifestino sintomi, spesso sia il bambino sia la mamma hanno il mughetto e, se viene curato solamente uno dei due, l'infezione continua inesorabilmente a passare dall'uno all'altro. Quindi, se sospetti che tu o il bambino abbiate contratto il mughetto, assicurati che entrambi (e spesso anche il papà) siate controllati e curati.

Puoi trovare ulteriori informazioni sul altri tipi di disturbo ai capezzoli nella pagina dedicata ai capezzoli dolenti 

Puoi approfondire questo argomento contattando una Consulente de La Leche League e consultando le pubblicazioni de La Leche League, reperibili presso le Consulenti o scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Sento male durante la "calata" del latte

Quale può essere la causa e come si può risolvere la situazione?

Un riflesso di emissione doloroso può occasionalmente verificarsi mentre il tuo corpo si prepara a nutrire il tuo bambino. Le tecniche di rilassamento che hai sperimentato durante il travaglio ti potrebbero aiutare ad affrontare anche questo piccolo disagio.

Durante la poppata devi comunque essere sicura di adottare delle posizioni corrette, e non devi sforzarti o chinarti sopra il tuo bambino mentre lo allatti. Schiena, braccia, gambe e gomiti devono essere ben sostenuti e i muscoli delle spalle e del collo devono essere rilassati.

Potrai avvertire delle fitte acute all'interno del seno durante la calata del latte, dovute al fatto che i dotti galattofori stanno convogliando il latte verso il capezzolo. Queste fitte scompariranno mano a mano che il tuo organismo si "abitua" all'allattamento.

Ci possono essere molte altre cause di calata dolorosa del latte che devono essere prese in considerazione:

  1. Grande quantità di latte. Alcune donne scoprono di produrre una gran quantità di latte e/o di avere un riflesso di emissione molto forte. Se è il tuo caso, noterai che il bambino tossisce o sputa a causa della quantità del latte e dell'intensità della calata. Alcune madri trovano utile allattare solo ad un seno per volta, oppure, durante la tornata del latte, puoi aiutare il tuo bambino staccandolo dolcemente dal seno, spruzzando un po' di latte in una salviettina e riattaccando il bambino al seno quando il flusso di latte rallenta. Con il passar del tempo il bambino riuscirà meglio a controllare la produzione e la fuoriuscita del latte e questi disturbi tenderanno a scomparire
  2. Candida. Il riflesso di emissione del latte doloroso può anche essere causato da un'infezione da fungo (Candida, comunemente chiamata anche "mughetto") che è penetrata nei dotti galattofori. La pagina dedicata al mughetto non parla di infezioni ai dotti galattofori, ma offre moltissime valide informazioni sui funghi. Se sospetti di avere un'infezione micotica puoi contattare una Consulente LLL per avere maggiori informazioni e il tuo medico curante per ricevere una cura adeguata.
  3. Ingorgo. L'ingorgo può causare dolore al seno. Per ulteriori informazioni sull'ingorgo leggi le pagine dedicate al dolore al seno, in questa stessa sezione.
  4. Strappo muscolare o lesione durante il parto. Uno strappo o una lesione ai muscoli del torace – che sono gli stessi muscoli che sostengono il seno – può causare un dolore che sembra provenire dall'interno del seno stesso.
  5. Infezione al seno o dotti ostruiti. Durante le prime settimane di allattamento è possibile che tu soffra di dotti ostruiti, o abbia contratto un'infezione al seno durante il soggiorno in ospedale. Se hai le febbre, se hai striature rosse sul seno, o ti senti come se avessi l'influenza, contatta il medico curante per escludere una mastite. Per l'infezione al seno o dotti ostruiti, ti potrà essere d'aiuto allattare spesso, riposare molto e bere molti liquidi.
    Altre cause di dolore al seno (non necessariamente durante la calata del latte) possono essere le seguenti:
  • uso improprio del tiralatte
  • reggiseno troppo stretto
  • lesione o intervento chirurgico al seno
  • dolori premestruali
  • seno fibrocistico

Inoltre anche alcune donne con il seno molto grande provano dolori al seno mentre allattano. Il dolore al seno può anche essere causato dal fatto che il bambino stringe il capezzolo invece di succhiare. In questo caso sentirai che il bambino non inghiotte durante la poppata. Se il bambino non succhia in modo corretto, contatta una Consulente de La Leche League o un esperto in allattamento che gli possano insegnare a poppare correttamente.

Puoi approfondire questo argomento contattando una Consulente de La Leche League e consultando le pubblicazioni de La Leche League, reperibili presso le Consulenti o scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.