Quanto devo bere per produrre abbastanza latte? Ci sono bevande che ne favoriscano la produzione?

In genere è sufficiente bere abbastanza da soddisfare la sete e assicurarsi che le urine non siano troppo scure. Di solito, una donna che allatta sente sete quando inizia la poppata e se fa in modo di avere sempre un bicchiere d’acqua vicino a sé in questi momenti, soddisfa gran parte del suo bisogno d’acqua. Bere troppo non solo può essere sgradevole, ma non serve ad aumentare la produzione di latte.

Le tisane sono per molte donne un piacevole modo di aggiungere liquidi alla dieta, ma se il bambino non svuota regolarmente il seno, non possono di per sé far aumentare la produzione di latte. Leggi l’articolo Anatomia di un seno al lavoro. Dosi eccessive di tisane possono al contrario comportare rischi per la salute della madre e del bambino; contengono sostanze neurologicamente attive e vanno utilizzate con cautela.

Per tutte le bevande è utile considerare la quantità e il tipo delle altre sostanze presenti, come per esempio zuccheri, gas disciolti, eccitanti, aromi e coloranti, sia per l’effetto sul bambino che sulla madre.

Posso seguire una dieta vegetariana mentre allatto?

Una dieta vegetariana che comprenda latticini e/o uova non presenta problemi per l’allattamento. Quando la dieta non contiene nessun prodotto di derivazione animale, come nel caso di alcuni tipi di diete vegan e macrobiotiche, è bene assicurarsi che il fabbisogno di vitamina B12 sia soddisfatto. Questa vitamina è principalmente derivata da cibi animali e i segni di carenza nel latte non sono sempre preceduti da segni di carenza nella madre. In questo caso è necessario l’uso di integratori contenenti la vitamina B12.

Le ricerche hanno dimostrato che il latte di donne vegetariane tende ad avere un tasso più basso di inquinanti ambientali, come i PCB, in confronto al latte di altre donne. Gli inquinanti ambientali sono immagazzinati principalmente nei tessuti adiposi, e le diete vegetariane tendono a contenere meno grassi in confronto a diete che contengano più prodotti animali.

Integratori: ho bisogno di assumerne durante l’allattamento?

Da sempre si sente dire che la madre che allatta dovrebbe mangiare per due. Si vedono pubblicità di integratori per mamme che allattano, con l’intento dichiarato di assicurarsi che la mamma che allatta stia assumendo abbastanza nutrienti per produrre un latte che contenga tutte le sostanze necessarie per crescere un bambino sano. L’implicazione è che le mamme debbano assumere questi prodotti per essere sicure che il latte sia abbastanza nutriente. È vero? Gli integratori sono veramente necessari?

La risposta è che la stragrande maggioranza delle donne riesce ad ottenere tutto ciò di cui ha bisogno con una dieta sana. In alcuni casi però, dove per qualche motivo la salute della madre non è buona o dove la dieta è carente di alcuni elementi nutritivi, è utile integrare con gli elementi mancanti, dopo una valutazione accurata da parte del medico curante.

Gli integratori vengono anche raccomandati per aumentare la produzione di latte, che aumenta in realtà unicamente aumentando la stimolazione del seno e dell’ipofisi più volte al giorno.

Per approfondimenti:

Anatomia di un seno al lavoro

Investire soldi negli integratori sperando che miracolosamente aumenti la produzione di latte o che renda disponibili tutti i nutrienti necessari a produrre un latte “buono” è un comportamento indotto dal marketing.

Come faccio a dimagrire in modo sano mentre allatto?

Molte donne si preoccupano di come tornare al loro peso pre-gravidanza nel più breve tempo possibile. Per ottenere questo e affinché l’utero torni al suo stato normale, possono essere necessari alcuni mesi e in certi casi anche più di un anno. Parte del peso che una donna acquisisce in gravidanza è “immagazzinato” per mettere a disposizione calorie extra, necessarie per l’allattamento, le quali vengono poi consumate con gradualità mentre la mamma nutre il bambino.

È saggio aspettare fino a due mesi dopo il parto prima di iniziare programmi per la riduzione mirata del peso. Il tuo corpo, infatti, ha bisogno di tempo per recuperare energie dopo la fatica del parto e della gravidanza e per stabilire una buona produzione di latte. Molte mamme sono riuscite a perdere peso regolarmente semplicemente seguendo un regime dietetico “intelligente” durante l’allattamento.

È opportuno che chiunque decida di seguire una dieta si rivolga al medico per verificare eventuali controindicazioni, o problemi di salute. Se stai allattando e desideri iniziare una qualsiasi dieta per dimagrire, ci sono numerosi fattori da tenere in considerazione.

Una donna che sta allattando deve perdere peso lentamente. Un calo ponderale troppo rapido può rilasciare in circolazione sostanze tossiche (che prima erano immagazzinate nel grasso corporeo), che passerebbero facilmente nel latte. Ogni mamma, inoltre, necessita di abbastanza energia e nutrienti per essere in salute, attiva ed in grado di prendersi cura del bambino. Una donna che allatta non dovrebbe perdere più di 2 kg al mese.

Per una donna che sta allattando sarebbe opportuno condurre una dieta bilanciata e varia che comprenda i principali carboidrati complessi (che si trovano nei cereali, nelle patate, ecc.), la frutta e le verdure, i cibi proteici, e solo pochi grassi e carboidrati raffinati.

Per approfondimenti:

Qual è la dieta ideale per la donna che allatta?

Qualche consiglio più specifico (valido per dimagrire, ma non solo!):

  • Variare la dieta.
  • Consumare una buona quantità di frutta e verdure di stagione, possibilmente prodotti locali, che non provengano da lontano.
  • Mangiare una porzione cotta e una cruda di verdure a pranzo e altrettanto a cena.
  • Cercare di mangiare le verdure crude; altrimenti, cuocerle il meno possibile, e in poca acqua di cottura che si può far riassorbire o riutilizzare. In questo modo si risparmia tempo e si preserva il contenuto di vitamine.
  • Non aggiungere grassi alla dieta, o utilizzarne solo una quantità ridotta e misurata. Ridurre il condimento dell’insalata. Il succo di limone e il sale aromatizzato sono ottimi per condire le verdure vegetali.
  • Preferire i grassi insaturi (oli vegetali spremuti a freddo e usati possibilmente a crudo) a quelli saturi (grassi animali, burro, margarina). Eliminare il grasso visibile dalle carni ed evitare i tagli di carni grasse.
  • Cercare di mangiare la minor quantità possibile di cibi raffinati o lavorati. Sostituire la farina bianca con quella integrale - non solo contiene più fattori nutritivi, ma anche sazia di più; lo stesso avviene se si sostituisce alla pasta i cereali integrali. Evitare il più possibile i formaggini e i cibi a lunga conservazione o molto lavorati industrialmente.
  • Ridurre gli zuccheri. Anche lo zucchero integrale di canna e il miele contengono calorie di cui non c’è bisogno.
  • Non mangiare dolci e dessert se non in occasioni speciali. Come dessert la frutta è migliore, oltre ad essere un ottimo spuntino a metà mattina o a merenda.
  • Usare latte scremato al posto di quello intero o parzialmente scremato. Lo stesso vale per lo yogurt.
  • Una passeggiata di mezz’ora una o due volte al giorno è un ottimo esercizio fisico e contribuirà a tenere su il morale, inoltre brucerà diverse calorie se fatta con un buon passo. Farà bene alla mamma e al bambino stare all’aria aperta. è possibile fare ginnastica a casa, con o senza il bambino, e spesso ci sono occasioni per attività sportive nei paraggi. In molte città ci sono anche corsi per mamme con i loro bambini, e perfino corsi di ginnastica con il passeggino!

Ricordati che hai impiegato nove mesi per aumentare di peso. Concediti almeno altrettanto tempo per perderlo lentamente e con costanza.

Ci sono alimenti che fanno male al bambino allattato? Che gli fanno venire le coliche o che rendono sgradevole il sapore del latte?

Pochi sono gli alimenti cui porre una particolare attenzione, nonostante abbondino i consigli e le proibizioni; infatti, ogni cultura ha i “suoi” alimenti proibiti in allattamento, spesso non vietati in un’altra. La chiave è naturalmente quella di non strafare con nessun alimento. La soluzione risiede nella varietà: se si varia, bisogna per forza diminuire le quantità di ogni singolo alimento.

L’unica eccezione a questa regola è quando esiste il fondato sospetto che il cibo in questione possa causare allergie o intolleranze nella mamma o nel bambino. A volte i principali imputati sono proprio i cibi “preferiti”, o che sono consumati in quantità maggiori rispetto agli altri: spesso sono quelli implicati nelle allergie. In ogni caso sarà bene escludere l’alimento sospetto dalla dieta materna osservando le reazioni e cercare di reintrodurlo con gradualità dopo un certo lasso di tempo.

Una modesta quantità di caffè (una-due tazzine al giorno) è solitamente ben tollerata dai bambini. È bene ricordare che la caffeina è presente anche in molte bevande (per esempio le le bevande industriali analcoliche), come anche che esistono sostanze analogamente eccitanti (la teina nel té, la teobromina nel cioccolato); non c’è un divieto assoluto a consumarle, però è valida la regola di limitarne il consumo totale.

L’alcool è una sostanza che si trasferisce con rapidità ed efficacia nel latte materno. Mezzo o un bicchiere di vino al giorno, consumati insieme al pasto hanno un effetto assai minore di qualcosa di più alcoolico consumato lontano dai pasti e sono solitamente permessi alla madre che allatta. La stessa regola vale per il consumo di birra, sfatando la vecchia credenza che la birra faccia latte.